sabato 15 dicembre 2012

Lobbiyng

Ennesima tragedia americana, durante la quale un individuo si mette a sparare su persone inermi in un luogo affollato. Questa volta è anche peggio, perché le persone inermi erano gli alunni di una scuola elementare.
Immediato proclama della lobby armiera americana: se le maestre fossero state armate, avrebbero potuto prevenire la strage.
Ironia della sorte, le armi utilizzate provenivano proprio da una "maestra armata", madre dell'assassino e prima vittima dello stesso.

venerdì 14 dicembre 2012

Tradizioni familiari

Nella nostra famiglia, storicamente, i doni non sono mai stati portati da Babbo Natale o dalla Befana, ma da S. Lucia, per cui, da qualche anno a questa parte, il 13 dicembre ci riuniamo a casa di mia madre per una cena in famiglia. Ormai siamo tutti abbastanza grandicelli, e i doni non ce li scambiamo quasi più, quindi l'obiettivo principale della serata, a parte una pantagruelica scorpacciata di gnocchi al pomodoro, è definire quale sarà il menù della successiva cena collettiva, il 24 dicembre.
E fortuna che non ci si vede anche il 31, che se no la cena del 24 sarebbe dedicata a stabilire il relativo menù.

giovedì 13 dicembre 2012

Della comunicazione

Oggetto: sciopero dei benzinai.
Durata: da martedì a venerdì.
Ostrega, sono ben quattro giorni.
Però scopri che comincia alle 19 di martedì e si conclude alle 7 di venerdì, e i giorni diventano praticamente due.
Ma, soprattutto, i self service funzionano. Le luci sono accese e, pur non avendone reale bisogno, mi sono fermato a fare benzina e ci sono riuscito.
Del resto, pur avendo prestato attenzione, martedì non avevo visto le interminabili file alle pompe di benzina descritte dai giornali, quindi mi chiedo: io e i giornalisti viviamo forse in due universi paralleli?

martedì 11 dicembre 2012

Democrazia

No, davvero Grillo ha detto "Chi si pone problemi della democrazia del Movimento va fuori!"?
Se è così, ha una strana concezione della democrazia.

venerdì 7 dicembre 2012

Ricorrenze

Tanti auguri a me, tanti auguri a me.

mercoledì 5 dicembre 2012

Paradossi temporali

E' una cosa che non mi spiego, ma i risultati empirici sono univoci ed inequivocabili, a meno degli inevitabili errori sperimentali.
A prescindere da quanta e quale roba ci sia nel lavello, il tempo impiegato per lavare i piatti è sempre mezz'ora.

martedì 4 dicembre 2012

Effetti collaterali

Non è stata una cosa improvvisa, ha cominciato ad avvisare almeno un anno fa, iniziando a fare dei rumori piuttosto forti e secchi ogni volta che veniva azionato. Sabato il crollo: una volta apertosi, il finestrino dell'automobile, lato guida, ha rifiutato pervicacemente di chiudersi. Il motorino funzionava ma il vetro era in qualche modo deragliato e non riusciva a salire.
Dopo alcuni tentativi, un certo numero di parolacce ed alcuni colpi ben assestati, sono riuscito a richiuderlo, senza ovviamente riuscire a ripristinarne la corretta funzionalità, per quello occorrerà un intervento più radicale ad opera di un professionista del settore, però ho scoperto che la cosa ha alcuni riflessi positivi sulla mia salute: non potendo aprire il finestrino, non posso fumare mentre guido.

lunedì 3 dicembre 2012

Degli svantaggi dell'abitare sul lago

Stamattina, uscendo di casa appena prima delle sette, il cielo era completamente limpido, e il sole appena sotto l'orizzonte, dietro alla sponda veronese, dipingeva la volta celeste in toni digradanti dal cremisi al cobalto.
Quando è così, salire in macchina per andare in città è veramente durissima.

venerdì 30 novembre 2012

Cosmetica

Confesso, non frequento molto questo argomento, e in generale lo ritengo interessante quanto una disquisizione sulle caratteristiche dei segni zodiacali, un gradino sotto, in termini di piacevolezza, rispetto a una sessione di ablazione del tartaro.
Nonostante questo mi è impossibile tenermi a distanza dal soggetto, veicolato da ogni mezzo di comunicazione sotto forma di pubblicità invasiva e invadente, e così ho avuto modo di accorgermi dell'esistenza di una "Pasta Modellante per Capelli". La cosa che più mi ha stupito è che garantisce, a prestare fede a quanto scritto sull'etichetta, un "effetto spettinato".
Avevo sempre pensato che bastasse non pettinarsi, per sembrare spettinati.

giovedì 29 novembre 2012

Desideri

A girl dreams about a bad boy who is gentle only for her – A boy wants a good girl who is naughty only for him

mercoledì 28 novembre 2012

Bicchieri

Li avevo comprati anni fa all'Ikea, che di solito ci vai per acquistare un mobile ma poi te ne torni a casa con miriadi di altre cavolate e magari senza il mobile. Li avevo visti all'inizio della zona mercato, prima delle pentole e degli accessori di cucina. Anzi, è passato così tanto tempo che probabilmente era ancora la sede vecchia, quella a sud della tangenziale, che sembrava enorme e invece quella nuova è grande almeno il doppio, perché lo spazio per le merci pare che non sia mai abbastanza, e nascono ogni giorno centri commerciali sempre più grossi, e nel prossimo probabilmente bisognerà bivaccare per attraversarlo tutto, o forse avrà un servizio di tram interno, o addirittura una metropolitana, anche se forse ormai le metropolitane non sono più così di moda, che se il prezzo della benzina cresce ancora un po' non ci sarà più nessuno che usa la sua macchina, e le strade saranno vuote e non ci sarà bisogno di far circolare i mezzi pubblici sotto terra per fargli evitare il traffico.
Ma sto divagando.
Insomma, c'erano questi bicchieri da birra, quelli da una pinta, tipici inglesi, gli stessi delle vignette di Andy Capp, che in Italia veniva chiamato Carlo e stava nel paginone centrale della Settimana Enigmistica, che era praticamente l'unica cosa della settimana enigmistica che riuscivo a capire, perché già il Tenero Giacomo, con la sua storia divisa in due vignette che si rimandavano l'un l'altra in un infinito loop mi metteva parecchio in difficoltà, e anche per le ultime parole famose avevo sempre bisogno di un aiutino genitoriale per venirne a capo, e a quell'epoca non avevo ancora cominciato a bere la birra, forse non è così vero che l'alcol fa male al cervello.
Ma sto divagando.
Dicevo: erano quei bicchieri tronco conici, di vetro sottile, che nella parte alta hanno una sorta di rigonfiamento, messo lì per far sfogare la schiuma, dicono loro, per me serviva di più a rendere difficile lo scivolamento del bicchiere dalle mani degli avventori, che probabilmente il barista ne aveva piene le scatole di dover continuare a passare lo straccio sul pavimento per raccogliere tutta la birra caduta per terra, per non parlare dei cocci di vetro che sono anche pericolosi e tagliano, e poi magari qualcuno gli faceva anche causa ed è una storia infinita, coi tempi della giustizia, che poi magari ti assolvono ma tu per uno sproposito di anni hai fatto fatica a dormire e anche un po' a vivere con questa storia del processo che ti oscilla sul capo in stile spada di Damocle, e adesso quegli anni vissuti male non te li può dare indietro nessuno.
Ma sto divagando.
Il fatto è che di anni, da allora ne sono passati parecchi, e questi bicchieri, nonostante il rigonfiamento di sicurezza, ma forse per la storia del vetro sottile, un po alla volta si sono rotti quasi tutti, e dei sei che erano ne sono rimasti due. E c'è da dire che in effetti il rigonfiamento è servito allo scopo, che loro non si sono mai rotti perché scivolati di mano a un qualche avventore sbadato, anche se c'è da sottolineare che questo non è un bar, per cui di avventori non se ne vedono, e del resto lo diceva anche mia madre che questa è una casa e non un albergo, e se pure io nel frattempo ho traslocato e non abito più con mia madre, sono abbastanza sicuro che non sia un albergo neanche questo, anche se ne ho uno giusto dall'altra parte del vicolo che mi toglie il panorama del lago, e se lo fosse direi che il personale è abbastanza scadente, perché c'è un sacco di sporco e il letto non viene mai rifatto.
Ma sto divagando.
Comunque pare che adesso l'Ikea non venda più questi bicchieri, almeno a dare fede a quello che si può vedere sul loro sito, che è una cosa spiacevole ma sarebbe stato ancora più spiacevole scoprirlo dopo essere andato di persona al negozio, quello nuovo e immenso, perché non è proprio vicinissimo a dove abito io, e la benzina effettivamente costa delle cifre spropositate anche se, pare, non ancora al livello di dissuadere chiunque dall'usare la propria macchina per spostarsi, anche se bisogna pure mettere in conto che andare in città con la corriera, amabilmente chiamata "la bestia blu", è sì una cosa economica, ma anche incredibilmente pigra, e se dopo la corriera devi anche prendere l'autobus per andare dove devi andare, facile che ti ci vogliano due e due quattro ore (se poi vuoi anche tornare indietro, che spesso è indispensabile) e, diciamocelo, impiegare quattro ore solo per andare a scoprire che non vendono più i bicchieri che ti interessano sarebbe abbastanza seccante.
Ma ho divagato.

martedì 27 novembre 2012

Salvatemi, per favore

Sono tornato a casa dopo una giornata di lavoro, e mi sto preparando la cena. Cioè: non ho aperto il frigo e addentato ferocemente la prima cosa che sono riuscito a trovare, ho estratto degli ingredienti grezzi, li ho processati, li ho messi in padella e li ho cotti. Non che abbia fatto l'anitra all'arancia, però questo non è da me.
Sto cominciando seriamente a preoccuparmi.

lunedì 26 novembre 2012

Useless trivia

No, ecco, volevo solo dire che ho provato a fare il risotto ai funghi con quelli surgelati, invece di quelli secchi che uso di solito, e non è venuto per niente male.

Comic relief

- Cara, se avessi saputo che eri vergine, ti avrei dedicato più di cinque minuti.
- Caro, se avessi saputo che avevamo più di cinque minuti, avrei tolto i collant!

sabato 24 novembre 2012

Genitorialità

C'è gente che cerca di insegnare ai gatti ad arrampicare.
Oggi mia madre voleva insegnarmi ad accendere una stufa.

venerdì 23 novembre 2012

Autocensure

Interno giorno, molto luminoso: fuori è una bella giornata e il locale ha delle ampie vetrine. La ragazza mi accoglie nervosa, mi verrebbe da dirle che quello sotto esame sarei io, e che quindi quello agitato dovrei essere io, e questo mi ricorda la barzelletta della banana che dice al vibratore "cosa cavolo tremi, che te non ti mangiano neanche", ma non la ripeto ad alta voce perché non mi sembra il caso.
La ragione del nervosismo è presto spiegata: deve selezionare un candidato per un lavoro del quale non conosce assolutamente nulla, e si scusa continuamente del fatto di non avere dimestichezza con il software.
Avrei voluto dirle: "per fortuna signorina, se tutti fossero capaci a programmare, io non troverei lavoro", ma anche questa l'ho tenuta per me

giovedì 22 novembre 2012

Animazione sospesa

Scrivo poco, in questo periodo.
E' un periodo abbastanza difficile, le speranze si alternano alle delusioni, e il problema che mi assilla non trova ancora una soluzione. Sopportatemi e fate il tifo per me.
O, ancora meglio, datemi un lavoro, grazie.

sabato 17 novembre 2012

Bistrattai proverbi

Nella botte piccola c'è il vino poco

mercoledì 14 novembre 2012

Della gentilezza di skype

Continua a dirmi che un sacco di gente "è in linea".
Anche se loro si vedono grassi.

Google search

No, davvero, è imbarazzante. Forse anche lusinghiero, per certi versi, però davvero mi sento a disagio.
Insomma: come dovrei interpretare il fatto che qualcuno arrivi su questo blog usando come chiave di ricerca "voglio fare l'amore con te"?
Almeno presentati, prima. Non mi va di fare sesso con sconosciuti.

lunedì 12 novembre 2012

Punti paradiso

Funzionano un po' come quelli del supermercato, vengono assegnati per ogni buona azione. Più è buona e più dà diritto a punti.
Anche questi danno diritto a un premio finale.
Forse un po' troppo "finale".

domenica 11 novembre 2012

Happiness

La felicità, nel mondo, non è una quantità fissa. Non ce n'è un tot da dividere tra tutti gli esseri umani, per cui se qualcuno ne ha tanta ci deve essere qualcun altro che ne è privo. La felicità funziona al contrario: più le persone sono felici e più sono disposte a essere gentili con le altre, in un circolo virtuoso che si autoalimenta.
Bisognerebbe essere contenti della felicità altrui.

mercoledì 7 novembre 2012

Banalità


La mancanza di autostima fa brutti scherzi.
Prendiamo, ad esempio, l'ambito sentimentale: chi è privo di autostima ha in genere la tendenza a legarsi a persone che le svalutano, perché questa svalutazione si rispecchia molto bene con l'immagine che hanno di se. Quando trovano qualcuno che li apprezza, invece, si sentono a disagio e fuori posto, si sentono schiacciati dalle aspettative altrui.
In altri casi, invece, cercano di stabilire rapporti con persone in stato di difficoltà e di bisogno. Il meccanismo è chiaro: fondamentalmente insicuri, cercano partner che "dipendano" da loro, perché pensano che questo sia l'unico sistema per ottenere un legame solido. Non è difficile riconoscerli: i "miglioramenti" e i successi dell'altro li mandano in panico, perché temono che la fine del bisogno corrisponda alla fine della relazione. E hanno ragione: spesso e volentieri succede così.
Comunque la si metta, non è una bella cosa. Per volere bene agli altri bisogna prima riuscire a voler bene a se stessi. Banale, vero?

martedì 6 novembre 2012

Raccomandazioni

Settimana scorsa L'Inps, oggi l'Agenzia delle entrate.
Nessun altro ha da scrivermi? Natale è alle porte, volete forse lasciare vuota la mia cassetta della posta?

lunedì 5 novembre 2012

Fetish


Tacchi a spillo, calze autoreggenti, mutandine di pizzo e reggiseno a balconcino. Un bel vedere, non c'è dubbio, però non trovo che siano cose indispensabili.
La cosa che mi eccita veramente è sapere che la donna che amo ha voglia di fare l'amore con me, per il resto può indossare anche una tuta da meccanico.

venerdì 2 novembre 2012

Candidato premier

Leggo sull'edizione on line de "La Repubblica" un interessante articolo di fantapolitica, secondo il quale il Movimento 5 Stelle si preparerebbe a candidare al ruolo di Premier, nelle prossime elezioni, Beppe Grillo.
Confessione preventiva: il personaggio mi sta potentemente antipatico, quindi non posso considerarmi "neutro" al riguardo.
Il fatto non sarebbe in se scandaloso: Grillo è il leader del movimento, la sua candidatura sarebbe nell'ordine naturale delle cose. Il problema è che lui non è candidabile secondo le "non regole" stabilite dal suo stesso "non partito", e del resto ha sempre dichiarato di non volersi mettere in lista in prima persona, quindi ciò porterebbe a due possibili conseguenze: si candida nonostante l'incandidabilità, oppure fa il premier senza essere stato eletto.
In nessuno dei due casi ci troveremmo di fronte a situazioni completamente nuove, ma sarebbe decisamente un brutto inizio per una formazione che nasce con l'impegno di fare piazza pulita della vecchia politica, quindi mi auguro vivamente che questo non succeda.
Dovesse invece succedere, mi toccherà riconoscere di avere avuto ragione a pensare tutto il male possibile di quella persona.

giovedì 1 novembre 2012

Autunno

Ho comprato i bocconcini di manzo, perché stasera voglio preparare lo spezzatino con la polenta. E mi piacerebbe che tu fossi qui con me, stasera, accoglierti in questo nido caldo mentre fuori piove e tira vento, a bere il vino delle nostre vigne, a dire cose serie e stupidaggini, divorarti con gli occhi mentre tu mangi il piatto che ti ho cucinato.
E ho preso le uova e la farina, perché mi piacerebbe, domani, alzarmi prima di te, accendere la stufa e prepararti i pancake, e svegliarti a suon di baci solo quando tutto è pronto.
Perché amare qualcuno non è solo volerci andare a letto, è soprattutto volersi svegliare la mattina dopo con quella persona al nostro fianco.

mercoledì 31 ottobre 2012

House's philosophy

Il dottore in questione dice che "tutti mentono".
Affermazione difficilmente contestabile: per farlo, bisognerebbe trovare qualcuno che, in vita sua, non abbia mai mentito e, sinceramente, credo sia impossibile. Però è anche un'affermazione piuttosto generica, non ci aiuta molto a capire il mondo e le altre persone: sì, succede che le persone mentano, ma sarebbe molto più interessante sapere, volta per volta, se quello che ci viene detto è vero o no.
Nella mia piccola esperienza, una regola quasi universalmente valida l'ho trovata: quando una donna dice di essere debole, inetta o incapace, sta mentendo. Anche a se stessa, a volte.

martedì 30 ottobre 2012

Metaforiche giravolte

Metaforicamente parlando, rigirare la frittata è operazione utile, ma rischia di irritare l'interlocutore.
Meno metaforicamente, è cosa utile e assai scenografica, se fatta di slancio. Quando ero più avvezzo ai fornelli lo facevo in scioltezza, ma ormai mi tocca avvalermi dell'ausilio di un coperchio.
Riprendendo la metafora, ciò vorrebbe dire che devo essere molto meno diabolico.
I conti tornano.

domenica 28 ottobre 2012

Ammutinamento

Oggi avrebbe dovuto esserci la regata di recupero del trofeo Bianchi.
"Dovrebbe"... Credo ci sarà. Quelli che non ci saranno saremo noi. Visto il meteo, ci siamo fatti un esame di coscienza e abbiamo deciso di autoammutinarci.
E a giudicare dall'acqua che sta venendo giù, non è stata una cattiva idea :)

Edit: Credevamo di essere stati furbi, e invece la regata è stata annullata.

sabato 27 ottobre 2012

Daylight saving time

Domani, in quanto ultima domenica di ottobre, si torna all'ora solare. A voler fare i pignoli, si torna all'ora legale "standard" (UTC + 1) dopo aver usato nei mesi caldi l'ora legale estiva (UTC + 2). Porre l'accento sul fatto che si consideri "standard" una cosa che è usata per cinque mesi all'anno, e "non standard" quella usata per sette, sarebbe un'altra pignoleria, e mi parrebbe alquanto esagerato.
Nella prossima notte ci verrà restituita l'ora che ci è stata tolta l'ultima domenica di marzo.
Ecco, forse è un pensiero sciocco, però credo che sarebbe bello usare quest'ora regalata facendo qualcosa di bello e di folle, di allegro e di vivo. Qualche idea in merito l'avrei, purtroppo so che non sarà possibile.

venerdì 26 ottobre 2012

A scanso di equivoci

Sono disponibile.
Non vuol dire che sono a disposizione.

giovedì 25 ottobre 2012

Trace Bundy

Avere un figlio è un'ottima cosa, da più punti di vista. In particolare ha la capacità di riuscire a tirarmi fuori dal guscio, a farmi mantenere i contatti con il resto del mondo. Non che lo faccia esclusivamente per altruismo: ad esempio, ieri sera, aveva bisogno di uno chauffeur per andare, assieme ad un amico, ad ascoltare un tizio che suona la chitarra, in quel di Traversetolo, in provincia di Parma.
Ci siamo andati, e devo dire che in un certo senso mi sono sentito imbrogliato: Trace Bundy non è uno che "suona" la chitarra. Meglio: non la suona nel modo in cui siamo abituati a sentirla suonare. Lui la accarezza, la percuote, la solletica, la scuote, la gratta, la pizzica, la titilla, ci gioca in tutti i modi possibili e immaginabili per estrarne suoni e armonie sorprendenti, per il divertimento del pubblico ma soprattutto suo. E racconta, in un inglese calmo e comprensibilissimo, come gli nascono i pezzi, quali tecniche usa, quali emozioni prova e cerca di trasmettere con la sua musica.
Non è un "concerto". E' un recital, un cabaret, uno spettacolo di mimo e di danza. Ascoltarlo non è sufficiente, bisogna vederlo all'opera, meglio se dal vivo. Era la sua prima data in Italia, spero ritorni presto, e nel caso, vi invito caldamente ad andarlo a trovare. Cercate i suoi pezzi in rete, intanto vi metto qui qualche fotografia scattata ieri sera.





mercoledì 24 ottobre 2012

Dell'inutilità dei discorsi

Alle donne, a certe donne almeno, non bisognerebbe chiedere "mi vuoi?", "mi ami?", "ti piaccio?". Bisognerebbe semplicemente andare lì, riempirle di baci e rapirle.

martedì 23 ottobre 2012

Proverbi

Dicono, dico, sarà capitato anche a te di dire, che "chi ha pane non ha denti".
Ma mi è venuto di pensare che non ha denti perché li ha consumati mangiando giusto quel pane.

Pensieri circolari

A volte penso che tu sia stata gentile e onesta: non hai approfittato di me nonostante abbia dimostrato più volte che sarei stato disposto a fare qualsiasi cosa per te.
Ma poi penso che esiste anche la probabilità che tu ritenessi che non avevo nulla di degno di essere sfruttato.

lunedì 22 ottobre 2012

Bagliori nel buio

Ci sono persone affascinanti e terribili. Al loro cospetto hai l'impressione di trovarti di fronte ad una spada inguainata, elegante nel suo fodero istoriato ma pronta a colpire alla bisogna. Irradiano sicurezza di se, forza tranquilla e così palese da non aver bisogno di essere esibita per intimorire. Si permettono di essere rilassate e cordiali perché sanno che nulla al mondo può sconfiggerle.
Ho molto rispetto gente così, e anche un filo di invidia, ma non l'ammiro "a prescindere": dipende da quali sono gli obiettivi che si prefiggono. Mirabilmente armate, possono adoperarsi per il bene degli altri o esclusivamente per il proprio, ma solo nel primo caso sono davvero grandi.

domenica 21 ottobre 2012

Inarrivabile tenerezza

Io sono un romantico. Non tanto nell'accezione "alta" del termine: i dolori del giovane Werther o le ultime lettere di Jacopo Ortis mi lasciano un po' freddino, ma le storie d'amore, anche le più stucchevoli e zuccherose, riescono a toccare alcuni angoli nascosti della mia anima.
Io amo i fumetti. Soprattutto le strisce disegnate, quelle brevi storie che nel breve volgere di quattro o cinque vignette riescono a disegnare un mondo. Tra tutte le strip che ho avuto modo di leggere, quelle di Calvin e Hobbes occupano un posto molto particolare del mio cuore, non distante da quegli angoli di cui ho parlato poco sopra.
Se non sapete chi sono Calvin e Hobbes, un po' vi invidio: avete la possibilità di conoscere ed esplorare un mondo magico e sorprendente. Se li conoscete, sapete già che Calvin ha un rapporto di amore-odio con Susan, una sua compagna di classe incredibilmente forte e dolce.
Ecco: che qualcuno, dopo più di venticinque anni dall'interruzione della serie, abbia avuto l'audacia di immaginare un seguito, nel quale Calvin dà alla propria figlia, nata dal matrimonio con Susan, il suo vecchio orsacchiotto di pezza, è una cosa che mi scioglie dentro.

sabato 20 ottobre 2012

Professionisti 2

E' la volta dello spazzacamino.
In questo caso, è difficile chiamarlo "omino": è grande e grosso, e anche piuttosto giovane.
S'è fatto un po' pregare per arrivare, ma una volta definito l'appuntamento è stato di una precisione svizzera, e ha lavorato senza fare casini in giro.
Ogni tanto capita anche di essere fortunati.

venerdì 19 ottobre 2012

Ho fatto la lavatrice

Ce n'era bisogno: non si riusciva più a chiudere la cesta dei panni sporchi.
Neanche dopo, in realtà.

giovedì 18 ottobre 2012

Physique du rôle

Tra le varie cose che potrei mettermi a fare "to scrap a living" ci potrebbe essere il gigolò: aspetto piacevole, fisico atletico, conversazione brillante, ampia cultura. Peccato mi manchino giusto quei venti centimetri.
Di altezza, cosa avevate capito?

lunedì 15 ottobre 2012

I bulbi di Campione, 2° edizione

"Bulbi" inteso come quelle cose che stanno sotto le barche per tenerle dritte anche se il vento cerca di ribaltarle, non quelle cose che si mettono per terra per fare spuntare i tulipani.
A parte questo, preferirei non raccontarvi com'è andata.
Mi toccherebbe di dirvi che, una volta raggiunto Campione dopo due ore di smotorata, sono dovuto tornare di corsa a casa, in macchina questa volta, perché i giudici volevano assolutamente vedere il contratto di assicurazione. Mentre andavo verso Maderno, si è pure messo a piovere, e l'automobile ha cominciato ad assomigliare pericolosamente ad una saponetta, poi c'erano un sacco di infelici che andavano ai 45 km/h e che tenevano i tergicristalli accesi anche in galleria (per dire del livello del pilota) e insomma non è stata una bella esperienza.
Poi il comitato ha preso il largo, mettendo a riva la "Y" (obbligo di giubbino salvagente, per i non avvezzi ai significati delle bandiere) quando il lago era piatto come l'olio, e il vento un pio desiderio.
La prima prova è stata disastrosa, sempre dal lato sbagliato del campo, sempre sulle mura dove il vento scarsava, ed è stata accorciata al primo giro come atto di pietà (tipo il colpo di grazia al cavallo azzoppato), ma la "Y" non è stata tolta.
La seconda prova è stata la fotocopia della prima, con il vento che faceva le bizze, tanto da farci issare lo spi sul lato che avrebbe dovuto essere di bolina. Robe che neanche a Salò...
Poi siamo rientrati a terra, e i cento litri di birra e le salsicce avanzate dall'ultimo mondiale si sono rivelate un impietoso falso (era l'unica cosa che mi aveva fatto decidere di partecipare, mannaggia a loro).

Quindi niente, non vi racconto com'è andata.

Vi dico solo che la parte più bella della giornata è stata rientrare a vela verso Maderno, con la luce che pian piano si spegneva, fino ad avere un lago nero e vuoto, contornato dalle luci dei paesini costieri. La navigazione notturna è sempre magica.

sabato 13 ottobre 2012

Cinica fiducia

Voglio un amore che duri tutta la vita, e so che lo troverò. Più invecchio, meno avrò da vivere, e più sarà facile trovare un amore che duri abbastanza.

venerdì 12 ottobre 2012

Exitus


Interno notte.
In una stanza buia l'unica luce è data da un paio di candele poste su un tavolo elegantemente apparecchiato per una cena a due. Nei calici c'è del vino bianco frizzante, potrebbe anche essere Champagne, ma la bottiglia è nel secchiello del ghiaccio e non è possibile leggere l'etichetta. Sopra un vassoio sono disposte alcune tartine, dei vol-au-vent e dei piccoli involtini.
Seduti al tavolo, un uomo e una donna.
- Come siamo raffinati stasera. A cosa devo l'onore?
- E' l'ultima volta che ci vediamo, mi sembrava giusto salutarti con stile.
- L'ultima? E' perché?
- Si dà il caso che tu settimana prossima ti sposi...
- E con ciò? I patti non erano questi.
- Lo so.
- Quindi?
- I patti erano che saremmo stati sempre assieme, avremmo potuto avere tutte le storie che volevamo, e non dovevamo mai innamorarci di noi.
- Li abbiamo rispettati. Un matrimonio non è una storia così diversa dalle altre.
- Può darsi. Ma sono io che non li ho rispettati.
- Cioè?
- Ti amo.
- Ma non dire sciocchezze...
- Non è una sciocchezza, è la pura verità.
- E tutte le storie che hai avuto?
- Ti eccitava pensare che io le avessi, e allora me le sono inventate.
- Hai una fantasia piuttosto fervida. Ma continuo a non capire cosa c'entri il mio matrimonio.
- Mi ha fatto solo capire che non avevo nessuna speranza di farti innamorare di me.
- E' quello che ti ho sempre detto.
- Lo so. Ma una cosa è saperlo, un'altra è sentirlo dentro.
- Mi spiace, mi divertivo molto con te.
- Anche io, ma il divertimento non mi basta più, voglio una cosa vera.
- Come vuoi tu. A questo punto credo che sia meglio se torno a casa...
La donna si alza, raccoglie la borsetta e il soprabito dal divano e si dirige verso la porta, l'uomo resta seduto al tavolo, la testa tra le mani.

giovedì 11 ottobre 2012

Incorreggibile

Sono vecchio, e questo si sa, così vecchio che mi ricordo ancora di quando non c'erano i blog. Oddio, magari c'erano, ma fa niente. Insomma: all'epoca (2006, preistoria) ci si arrangiava con i newsgroup di usenet, e anche lì davo sfoggio alle mie doti di scrittore.
Tutto questo solo per dire che non ho ancora imparato. No, non a scrivere, che non sarebbe poi sté gran danno, non ho ancora imparato a non trattare male le persone a cui voglio bene.
E chiedere scusa dopo non serve.
E rischio di perdere per strada persone a cui tengo.

lunedì 8 ottobre 2012

Chain letter

O catena di S. Antonio.
Nata ben prima della rete, è la diffusione di una lettera affidata agli stessi riceventi: ciascun destinatario la deve rispedire ad un tot di persone. Con l'avvento di internet il fenomeno ha avuto una diffusione esponenziale, soprattutto perché è molto più facile cliccare sul tasto inoltra che ricopiare un testo (fosse pure con una fotocopiatrice), imbustarlo e affrancarlo.
Ce n'è di tutti i tipi e per tutti i gusti, dal testo poetico e suggestivo, alla petizione politica o economica, alla diffusione di teorie complottistiche più o meno deliranti.
Molto rappresentata è anche la richiesta d'aiuto: ricerca di informazioni mediche, appelli per donatori di sangue o midollo, piccoli animali a cui trovare una casa e padroni affettuosi.
Ecco: vorrei cominciare la mia personalissima catena di S. Antonio: "Adotta un programmatore".
Discretamente competente nel ramo, e con una spiccata capacità ad imparare ciò che ancora ignora, un notevole talento nel problem solving e un'indiscussa capacità nel decifrare le cervellotiche richieste degli utenti, automunito, militassolto ed immediatamente disponibile.
Copiate nei vostri blog, inviate ai vostri contatti: magari a voi non serve, ma tra le vostre conoscenze potrebbe esserci qualcuno alla disperata ricerca di qualcuno con queste caratteristiche.
Per contatti, rivolgersi al gestore di questo blog.

domenica 7 ottobre 2012

La ragione per cui

La ragione per cui le opere letterarie, e in genere artistiche, sono spesso collegate in qualche modo ad amori sfortunati, è che se l'amore è fortunato la cosa che ti viene in mente da dire la dici direttamente a chi ami, mentre, al contrario, per evitare di rendersi eccessivamente ridicolo, l'amante sfortunato è costretto a gridarlo al mondo intero.

Apologies

In questi giorni, una blogger che conosco virtualmente da molti anni ma che non ho mai incontrato, è venuta a fare un giro con il marito da queste parti (credo festeggiassero un imprecisato compleanno) e mi ha offerto un caffè a Salò.
E' molto strano incontrare nella "real life" gente che si è sempre frequentata al di là di uno schermo, e spesso può portare a delusioni profonde, perché non c'è corrispondenza tra l'idea ricavata dalle letture e la persona in carne ed ossa. Ecco: non è stato questo il caso, Marion è esattamente come si è raccontata nei suoi post.
Devo per altro scusarmi con loro, per averli travolti con un fiume di chiacchiere, ma evidentemente sono riusciti a portarmi sugli argomenti che amo.
E grazie per il vino, è stato prezioso.

sabato 6 ottobre 2012

Message in a bottle 2

A differenza del precedente, che sapevo sarebbe stato letto e lo è stato, anche se non ha raggiunto il risultato sperato, so quasi per certo che questo non lo sarà. Anyway...

Avevi ragione tu, con la camicia faccio la mia porca figura.

venerdì 5 ottobre 2012

Dello strano funzionamento della mente umana

La mia, nello specifico, che poi non so se succede così anche ad altri.
Allora: a me non piace volare. L'aereo mi fa paura. So che è un mezzo di trasporto notevolmente sicuro, che le statistiche riguardo agli incidenti, calcolati per numero di passeggeri e distanze percorse, lo classificano come il meno pericoloso, però l'idea di essere sospesi lì per aria, e che se succede qualcosa si cade violentemente per terra, non mi fa stare per nulla tranquillo. Probabilmente il timore è anche accentuato dalla mancanza di controllo, dal non sapere fino in fondo che cosa sta succedendo, per cui ogni minima variazione dell'accelerazione gravitazionale percepita diventa un piccolo dramma.
Ciò non mi ha impedito di prendere l'aereo, e c'è stato un periodo della mia vita in cui ci sono salito relativamente di frequente (sì, c'era di mezzo una donna, e "un pelo di fica tira più di una pariglia di buoi". tra l'altro credo valga anche nel caso sia completamente depilata), e a un certo punto mi sono accorto che la cosa non mi dava più tanto fastidio. Non ero costretto a guardare costantemente fuori dal finestrino per verificare che fossimo ancora in volo, non mi tormentavo continuamente le mani, potevo leggere e concentrarmi su quanto stavo leggendo invece di ripercorrere ossessivamente le stesse righe perché tutto "scivolava" fuori dal mio cervello.
Orbene, come credete che abbia accolto questa piccola epifania? Un piccolo moto d'orgoglio ha forse attraversato il mio intimo? Assolutamente no, anzi, la cosa mi ha dato un certo qual dispiacere: il volare era diventato routine, non era più ammantato da un'aura quasi eroica. Prima facevo fatica, ma mi vincevo, dopo non c'era più quasi nessuna emozione.
Ecco: succede di affezionarsi anche alle cose che fanno stare male. Forse più a quelle che alle altre. Sì, si chiama nevrosi. No, non l'ho ancora superata del tutto.

giovedì 4 ottobre 2012

Onestà intellettuale

Su Repubblica viene raccontata una simpatica storiella. Riassumo per chi non avesse voglia di andare a leggere l'articolo completo: un dirigente di una azienda pubblica parcheggia nel posto riservato ai disabili pur non avendone titolo, un avente diritto nota la cosa e segnala il fatto ai vigili urbani e il dirigente di cui sopra, per vendetta, taglia le gomme della macchina dell'accusatore. In seguito a questo fatto è stato "convinto" a dimettersi da tutti gli incarichi pubblici ed è stato espulso dal suo partito.
Pare che l'individuo abbia dichiarato che le dimissioni siano ingiuste perché lui ha sempre svolto correttamente il suo ruolo, e questa "faccenda" è estranea ai suoi pubblici incarichi.

Non ho idea di cosa abbia fatto, nella sua azienda, in qualità di dirigente, ma una persona che dimostra un tale disprezzo delle regole, ed è in grado di porre in atto meschine vendette quando obbligato ad attenervisi, a mio avviso non è degno di dirigere neanche una bocciofila.

Ingenuità

Quando ero giovane (che piccolo lo sono rimasto) pensavo che con il dialogo si potesse arrivare a risolvere qualsiasi problema. Credevo che bastasse parlare, confrontarsi, esporre i problemi e si sarebbe potuti arrivare a mediazioni accettabili per tutte le parti in causa.
Crescendo ho scoperto che non è così, e la mia fiducia in questo metodo è diminuita di molto. Perché quando parliamo non esprimiamo le vere ragioni del dissidio, ma solo le più "accettabili" razionalizzazioni di queste, quindi, per quanto se ne disquisisca, il vero oggetto del contendere non viene mai affrontato.

mercoledì 3 ottobre 2012

Giù il cappello

Che tanto lo indossa lui
 

che mi basterebbe essere bravo la metà di lui a suonare la chitarra per essere contento

Eternal Sunshine of the Spotless Mind

Un film che mi toccherà di vedere, prima o poi.

martedì 2 ottobre 2012

Message in a bottle

In questo blog (ed è la seconda volta in poco tempo che sto diventando autoreferenziale, me ne scuso) è estremamente raro che ci siano messaggi in bottiglia, comunicazioni leggibili da tutti ma dirette ad una persona in particolare. Ci sono, ovviamente, riferimenti a persone che conosco e che frequento, ma in quei casi non scrivo nulla di diverso da quello che ho già detto loro a voce.
Oggi faccio un'eccezione.
Allora: consigli, su questo blog, se ne trovano parecchi, dal come preparare alcune appetitose pietanze al modo per non farsi stressare troppo dalla manutenzione casalinga, ma non so se era quello che stavi cercando.
Parlo abbastanza poco di paura, perché è un sentimento a cui porto il massimo rispetto, e la considero una faccenda privatissima.
E no, non sono pericoloso.

lunedì 1 ottobre 2012

L'imbarazzo della scelta




- Mi segua, le mostro l'assortimento.
La ragazza si incamminò lungo il corridoio, mentre l'uomo la seguiva poco discosto. Arrivarono ad un ascensore, la ragazza premette il pulsante ed elargì un cortese sorriso. L'uomo, lievemente a disagio, si chiese se la sua rilassatezza fosse una studiata posa, o se l'abitudine le consentisse di affrontare con relativa tranquillità anche le situazioni più imbarazzanti.
L'ascensore fece una breve discesa, e si ritrovarono in un altro corridoio, completamente deserto, nelle cui pareti erano poste, ad intervalli regolari, pesanti porte metalliche.
- Mi pare di avere capito che lei fosse interessato al reparto primavera, giusto?
- Eh? Ah, sì, sì, quello - rispose l'uomo, ridestandosi dai suoi pensieri e arrossendo lievemente
- Decisamente la nostra linea di maggior successo. Naturalmente i nostri prodotti coprono tutte le possibilità, forniamo anche il servizio "su misura" per soddisfare i gusti più esotici e insoliti, ma ovviamente i prezzi e i tempi di attesa sono notevolmente superiori.
- Certo, è comprensibile.
- Allora dobbiamo andare a quella porta là in fondo.
La ragazza riprese a muoversi con i piccoli passi dettati dalla gonna stretta, mentre l'uomo seguiva l'ipnotico ticchettio delle sue calzature sul lucido pavimento.
- Eccoci qua - disse lei mentre componeva un codice sulla minuscola tastiera a fianco della porta - sicuramente qui potrà trovare qualcosa di suo gradimento. Abbiamo articoli di ogni dimensione e colore, e pur restando nella categoria "standard" sono notevolmente personalizzabili, con dei sovrapprezzi veramente minimi.
La porta si aprì con un sibilo, ed una folata d'aria fredda investì le gambe dell'uomo.
- Sono magazzini refrigerati?
- Oh, Sì. Vede, dobbiamo fare grande uso di materiali soffici ed elastici, nei nostri prodotti, e ciò comporta che siano un po' più deperibili di cose come la pietra o il metallo, quindi li teniamo al fresco per mantenerli perfetti
- Ah, non lo sapevo. Vuol forse dire che dovrò installare un grosso frigorifero a casa?
- Ma no - sorrise lei - è solo perché vogliamo servire ai nostri clienti dei prodotti assolutamente perfetti. Sa, in realtà può succedere che determinati prodotti, magari un po' insoliti, restino in magazzino per un certo periodo di tempo, prima che arrivi il cliente giusto. Le assicuro che i materiali sono garantiti per fornire un'adeguata soddisfazione all'acquirente anche dopo anni di servizio in ambienti non climatizzati. Si deteriorano molto molto meno del loro corrispettivo naturale, in realtà.
- Certo, certo...
- Cominci pure a dare un'occhiata in giro. Io l'aspetterò in corridoio, di solito i clienti preferiscono esplorare le varie possibilità da soli, ma sarò disponibile per rispondere a qualsiasi sua domanda o curiosità.
L'uomo entro nella cella frigorifera piuttosto titubante. Davanti a lui stavano alcune centinaia di cose, che a prima vista potevano sembrare manichini, ma che in realtà erano la più evoluta forma di androidi che la scienza e la tecnologia fossero in grado di produrre. E tutte avevano tratti che le caratterizzavano come androidi femmine. L'azienda Life Companion li aveva lanciati sul mercato già da molti anni, e recentemente il livello di mimesi con gli esseri umani era diventato sorprendente, tant'è che si vociferava di come molte persone spacciassero per "naturale" il loro partner artificiale.
Rabbrividendo non solo per il freddo, cominciò l'esplorazione delle alternative. Erano riprodotte un gran numero di varietà, anche se nessuna caratteristica era mai portata all'eccesso, per quello, probabilmente, occorreva rivolgersi al servizio su misura. Avevano svariate acconciature, ma l'uomo sapeva che era così solo al fine di presentare meglio il prodotto: il colore, la lunghezza e la foggia dei capelli era una delle caratteristiche ad opzione gratuita, in pratica non costava nulla chiedere la modifica del particolare. Una variazione della forma o della dimensione del seno, invece, era sottoposta a maggiorazione, la modifica della silhouette generale era altresì possibile, ma ad un costo proibitivo.
L'uomo si soffermò ad osservare con particolare attenzione un androide piuttosto basso, dalla corporatura minuta, le curve del corpo appena accennate al di sotto della tunica standard che copriva i corpi artificiali. Gli occhi, aperti, erano di un verde brillante, ma la loro fissità li rendeva piuttosto inquietanti. Alcune sottili rughe ai lati degli occhi ed attorno alla bocca, indicavano che, per quanto complessivamente giovanile, l'automa era destinato a rappresentare una persona decisamente già adulta.
Uscì dalla stanza immerso nei propri pensieri, e quasi sobbalzò quando la venditrice gli chiese se aveva trovato qualcosa di suo interesse.
- Oh, sì ma, capisce, non è una scelta così facile da fare sui due piedi.
- No, certo, comprendo - concesse lei, con il suo sorriso che cominciava ad apparire stereotipato all'interlocutore - nel frattempo, mentre lei pensa a quale debba essere l'aspetto fisico della sua compagna, potremmo tornare in ufficio per cominciare a definire gli aspetti della personalità.
- Guardi, lei è molto gentile, ma in questo momento ho le idee un po' confuse, non credo che sarei in grado di...
Mentre l'ascensore li riportava al piano terra la ragazza continuò:
- Ma non si preoccupi, non si preoccupi. Sappiamo che la cosa può mettere a disagio. Si figuri che alcuni clienti, invece di definire precisamente le varie caratteristiche, si limitano a stabilire dei minimi e dei massimi, lasciando che sia un algoritmo casuale a determinare il valore definitivo. Dicono che è più stimolante avere a che fare con qualcuno di cui non conoscono già tutto dal principio.
- Immagino, immagino... però, davvero, adesso preferirei tornare a casa a riflettere su queste cose con tranquillità.
- Certo, non è una cattiva idea, ma ne è sicuro? Non preferirebbe magari fare un giro di prova con uno dei nostri prodotti? Non è una cosa che proponiamo spesso, ma abbiamo alcuni modelli a disposizione e qualche stanza appartata nella quale il cliente può sperimentare il livello di interazione dei nostri androidi.
La faccia dell'uomo, già pallida, divenne cerea, la fronte imperlata di piccole gocce di sudore.
- No, davvero, signorina - si schernì - in questo momento non mi sento neppure bene, temo che non riuscirei ad apprezzare...
- Mi spiace davvero, è un peccato. Ma certamente la sua è una decisione saggia. Vuole magari fissare subito l'appuntamento per la sua prossima visita?
- Veramente al momento non ho con me l'agenda, dovrei verificare i miei impegni
- Ma non si preoccupi, possiamo fissare una data indicativa, poi se scopre di avere altri impegni può sempre contattarci per posticipare l'appuntamento
- Molto gentile da parte sua, signorina, ma al momento...
- Come preferisce. Le lascio il mio biglietto da visita, si senta libero di chiamarmi per qualsiasi chiarimento. E per prendere l'appuntamento, ovviamente.
Con la faccia che esprimeva evidentemente il contrario, l'uomo biascicò un "certamente" e si diresse verso l'uscita dalla concessionaria, prima con un'andatura incerta, poi sempre più veloce, finché, arrivato alla porta, stava praticamente correndo.



domenica 30 settembre 2012

Self portrait


Nella maggior parte dei casi, su questo blog c'è roba scritta da me. Forse per spocchia: probabilmente credo di dire cose che non dice nessuno, o dirle meglio di altri. Però a volte mi capita di trovare in giro cose che mi piacciono, e che non saprei dire meglio. Questa è una di quelle volte.


10 Myths About Introverts

So here are a few common misconceptions about Introverts (not taken directly from the book, but based on my own life experience):
Myth #1 – Introverts don’t like to talk.
This is not true. Introverts just don’t talk unless they have something to say. They hate small talk. Get an introvert talking about something they are interested in, and they won’t shut up for days.
Myth #2 – Introverts are shy.
Shyness has nothing to do with being an Introvert. Introverts are not necessarily afraid of people. What they need is a reason to interact. They don’t interact for the sake of interacting. If you want to talk to an Introvert, just start talking. Don’t worry about being polite.
Myth #3 – Introverts are rude.
Introverts often don’t see a reason for beating around the bush with social pleasantries. They want everyone to just be real and honest. Unfortunately, this is not acceptable in most settings, so Introverts can feel a lot of pressure to fit in, which they find exhausting.
Myth #4 – Introverts don’t like people.
On the contrary, Introverts intensely value the few friends they have. They can count their close friends on one hand. If you are lucky enough for an introvert to consider you a friend, you probably have a loyal ally for life. Once you have earned their respect as being a person of substance, you’re in.
Myth #5 – Introverts don’t like to go out in public.
Nonsense. Introverts just don’t like to go out in public FOR AS LONG. They also like to avoid the complications that are involved in public activities. They take in data and experiences very quickly, and as a result, don’t need to be there for long to “get it.” They’re ready to go home, recharge, and process it all. In fact, recharging is absolutely crucial for Introverts.
Myth #6 – Introverts always want to be alone.
Introverts are perfectly comfortable with their own thoughts. They think a lot. They daydream. They like to have problems to work on, puzzles to solve. But they can also get incredibly lonely if they don’t have anyone to share their discoveries with. They crave an authentic and sincere connection with ONE PERSON at a time.
Myth #7 – Introverts are weird.
Introverts are often individualists. They don’t follow the crowd. They’d prefer to be valued for their novel ways of living. They think for themselves and because of that, they often challenge the norm. They don’t make most decisions based on what is popular or trendy.
Myth #8 – Introverts are aloof nerds.
Introverts are people who primarily look inward, paying close attention to their thoughts and emotions. It’s not that they are incapable of paying attention to what is going on around them, it’s just that their inner world is much more stimulating and rewarding to them.
Myth #9 – Introverts don’t know how to relax and have fun.
Introverts typically relax at home or in nature, not in busy public places. Introverts are not thrill seekers and adrenaline junkies. If there is too much talking and noise going on, they shut down. Their brains are too sensitive to the neurotransmitter called Dopamine. Introverts and Extroverts have different dominant neuro-pathways. Just look it up.
Myth #10 – Introverts can fix themselves and become Extroverts.
A world without Introverts would be a world with few scientists, musicians, artists, poets, filmmakers, doctors, mathematicians, writers, and philosophers. That being said, there are still plenty of techniques an Extrovert can learn in order to interact with Introverts. (Yes, I reversed these two terms on purpose to show you how biased our society is.) Introverts cannot “fix themselves” and deserve respect for their natural temperament and contributions to the human race. In fact, one study (Silverman, 1986) showed that the percentage of Introverts increases with IQ.

venerdì 28 settembre 2012

Cose che non fanno dormire la notte

Caso mai passasse di qui l'omonimo mutandaro (che in realtà fa il merciaio, ma siamo lì), mi piacerebbe sapere se almeno lui conosce la ragione di un fenomeno che mi infastidisce parecchio.
Fortunatamente devo affrontare questa situazione solo quando stiro, quindi quelle due/tre volte l'anno.
Allora, la domanda è questa: come mai le magliette dopo qualche lavaggio si "ritorcono" e se allinei le cuciture delle spalle quelle sui fianchi sono tutte storte?
Davvero: è una cosa che non sopporto...

Figlio degenere della modernità

Sono stato ore a scervellarmi, pensando a dove avrei potuto acquistare dei lacci per le scarpe, dato che il mio supermercato ne era sfornito.
Ci voleva poi così tanto a capire che si possono trovare dove vendono le scarpe?

giovedì 27 settembre 2012

Unwanted job

Oltre ai lavori che mi piacerebbe fare, esistono anche quelli che non vorrei/non sono capace di fare. Senza andare a citare il collaudatore di termometri rettali, posso tranquillamente dire che qualsiasi mansione collegata alla vendita di qualsivoglia articolo decisamente non fa per me. Nel campo potrei giusto fare il commesso al supermercato, ma nulla di più.

mercoledì 26 settembre 2012

Caso Sallusti

La materia è spinosa, e non voglio esprimere giudizi per evidente mia insufficienza di informazioni e dottrina, però nella vicenda c'è un particolare che mi sconcerta.
Dicono sia ingiusto punire con il carcere un reato d'opinione.
Sono assolutamente d'accordo.
Solo che trovo difficile considerare "opinione" la pubblicazione di una falsità.

Job searching

Trovandomi nella necessità di trovare un nuovo lavoro, proverò ad elencare, senza alcuna sistematicità o periodicità, le carriere che potrebbero fare per me.

In prima posizione, indubbiamente, c'è quella del critico gastronomico.

martedì 25 settembre 2012

Update

E anche la Polverini se n'è andata.
Ma per Formigoni non sarà così facile.

domenica 23 settembre 2012

Amare considerazioni


C'è un fascino sottile nella rinuncia agli onori.
Non mancano nella storia esempi illustri: Celestino V che rinuncia al papato, Bernard Moitessier che abbandona la competizione quando è in testa nel primo giro del mondo a vela senza scalo, Marlon Brando che non ritira l'oscar per il padrino, Grigorij Jakovlevič Perel'man che declina la medaglia Fields e il premio milionario dell'istituto Clay.
L'unica differenza rispetto a me, è che io li ho ricusati ancora prima di averli meritati.

venerdì 21 settembre 2012

Professionisti

Io faccio fatica ad avere a che fare con la gente, e questo è un dato di fatto.
Così fatica che, in genere, preferisco fare le cose da me piuttosto che rivolgermi a qualcuno.
Ovviamente non sempre questo è possibile: ad esempio è successo che la lavatrice cominciasse a perdere acqua; in un primo tempo sembrava che questa uscisse dallo scarico nel muro, quindi ho provato a sgorgarlo e a sigillarlo, ma il lago dopo ogni lavaggio non è sparito. Ho provato a vedere se riuscivo ad individuare la perdita smontando il pannello posteriore (l'unica cosa che sapevo come aprire) ma non sono arrivato ad alcun risultato. L'alternativa era quella di acquistare una lavatrice nuova, oppure provare a vedere se c'era da queste parti qualche riparatore. La prima opzione sarebbe stata percorribile in quasi totale autonomia, ma comportava un notevole impegno finanziario, per cui andava a solleticare un'altra delle mie ritrosie. Tra misantropia e avarizia ha vinto la seconda.
Trovare l'omino è stato più facile del previsto. E' arrivato, ha individuato la causa, si è attivato per trovare il pezzo di ricambio e ha rimontato il tutto. Una meraviglia.
Se non fosse che oggi ho deciso di lavare i panni, e ho scoperto che la lavatrice, quando fa il carico dell'acqua del lavaggio, lo fa dalla vaschetta dell'ammorbidente.
E adesso mi tocca di andare di nuovo dall'omino a litigare perché ha lavorato alla cazzo (ho visto che alla fine del lavoro ha provato a fare il carico, non può non aver visto che funzionava in modo sbagliato, forse ha pensato che non me ne sarei mai accorto).
Io ODIO dover avere a che fare con la gente.

Aggiornamento: l'omino è tornato, e ha risolto il problema (una levetta che non tornava a posto correttamente).
Comunque io ODIO avere a che fare con la gente.

mercoledì 19 settembre 2012

Telemarketing

Mi hanno telefonato per cercare di vendermi dell'olio extravergine...

martedì 18 settembre 2012

Spieghino

Così mi chiamava mia sorella, quando eravamo piccoli. Se sapevo più degli altri su un argomento (il che capitava spesso) mi dilungavo a spiegarlo, dall'inizio alla fine. O ciò che, all'epoca, consideravo l'inizio e la fine.
Questo ha dato origine, negli anni, ad alcune scenette surreali. Una volta ero in colonia (intesa come quel luogo di villeggiatura, per lo più marino, dove i genitori inviavano i figli per potersi godere un po' di tranquillità), ero tra i "piccoli" e un gruppo di ragazzetti appena più grandi di me mi si avvicinano e, con l'intenzione di scioccarmi, mi chiedono "ma tu sai come nascono i bambini?". Io, lì per lì, forte del fatto di avere una madre ostetrica che non ci ha mai negato informazioni scientifiche, ho improvvisato una quasi conferenza colta, parlando di spermatozoi, ovuli, tube di falloppio, uteri, embrioni e compagnia cantante. Non era esattamente quello che avevano in mente loro, e la cosa deve averli disturbati alquanto, visto che hanno evitato di importunarmi per il resto del soggiorno.
Il problema è che questo vizio mi è rimasto appiccicato addosso, e basta una piccolissima sollecitazione esterna per farmi partire in quarta. So che posso essere noioso, a volte, spero che chi mi sta vicino abbia la pazienza di sopportarmi.

lunedì 17 settembre 2012

Enologia

Che la mia famiglia abbia un'attività agricola collaterale è cosa ormai nota ai frequentatori di questo luogo. Che il compito di gestione e di coordinamento di questa attività sia stato assunto dalle mie sorelle forse lo è meno, ma non dovrebbe stupire più di tanto, vista la peculiare idea che abbiamo in merito alle questioni di "genere" e anche perché entrambe le sorelle hanno frequentato l'istituto tecnico agrario.
Orbene, come altrove raccontato, poco più di una settimana fa abbiamo raccolto l'uva (per questi compiti di bassa manovalanza il mio aiuto è tollerato), venerdì hanno torchiato il mosto e oggi era il giorno in cui occorreva aggiungere il chiarificante. Non so qui a dilungarmi su cosa sia il chiarificante, del resto non sono neppure sicuro di saperlo io, sta di fatto che è una mistura da idratare e poi da aggiungere al liquido in fermentazione. Le istruzioni dicono che devono passare 4 - 6 ore tra l'idratazione e l'utilizzo, per cui, mia sorella, ha dichiarato che non poteva attendere così a lungo e ha lasciato a me l'incombenza di concludere l'operazione.
Siccome io ricordo perfettamente che l'anno scorso si è verificata la stessa scena, sono attanagliato dal dubbio: mia sorella è debole di memoria o è più furba di quanto io immagini?
(ciao anna, sei comunque la mia sorella maggiore preferita)

sabato 15 settembre 2012

Spiazzamenti

Dire a una gentil donzella "vieni, ti faccio vedere il mio teleobiettivo" e non avere in mente alcun doppio senso.

venerdì 14 settembre 2012

giovedì 13 settembre 2012

Suggestioni linguistiche

A volte, molto spesso, penso alle parole che dico o che scrivo: mi piace cercare e trovare la parola migliore per esprimere un concetto (ovviamente mica sempre ci riesco).
Altre volte sono le parole che mi danno da pensare, suggeriscono spunti e relazioni.
Ad esempio, mi è capitato di soffermarmi sulla somiglianza tra i termini "disamina" e "disanima". Per associazione, mi è pure venuto in mente che "analizzare una questione" può essere espresso come "sviscerare una questione".
Tutto questo pare indicare che, per investigare e comprendere a fondo un qualcosa, è in un certo senso necessario ucciderlo.
Credo che per il futuro cercherò di capire meno e di vivere di più.
(il primo che salta fuori a dire "è impossibile che tu possa capire meno di quanto fai adesso" paga da bere a tutti)

mercoledì 12 settembre 2012

Finestre

Credo che lavare i vetri e le tende di casa, per la prima volta dopo tre anni che ci abito, non mi esponga al rischio di essere accusato di casalinghitudine compulsiva.

Addendum: ovviamente io pulisco i vetri, e piove.

martedì 11 settembre 2012

Strane somiglianze


Emma Watson e Jeremy Irons. Praticamente identici.

lunedì 10 settembre 2012

Piccole angosce

Finché non fai una cosa, puoi sempre raccontarti che ci puoi riuscire facilmente.
Poi però può succederti di doverlo fare per davvero, e allora i dubbi ti vengono.

domenica 9 settembre 2012

Vendemmia

La facciamo tutti gli anni. Qualche volta l'uva è abbondante, qualche altra meno, quello che non cambia, però, è la festa che riusciamo a fare.
E davvero non potrei raccontare com'è senza in qualche modo sminuirla.
Grazie a tutti quelli che c'erano, è stato fantastico.

sabato 8 settembre 2012

Script

Mi piacerebbe raccontare una storia.
Una storia di due persone. Due adulti, che, in quanto tali, hanno già delle storie alle spalle. Queste storie, come quelle di tutti, sono fatte di sconfitte e di battaglie, momenti di gloria e di sconforto.
Siccome mi piacerebbe che la storia che racconto fosse una storia d'amore, dovrei concentrarmi sul vissuto sentimentale di questi personaggi, fatto di ferite subite ed inferte, di estasi tramutate in incubi, di fiducia e speranze tradite.
Come premessa potrebbe sembrare alquanto cupa, ma, in effetti, perché il racconto funzioni, i due protagonisti dovrebbero essere in vario grado soli, all'inizio della storia (il fatto che esistano diverse gradazioni nella solitudine è uno degli argomenti di cui si dovrebbe occupare il racconto, per cui non lo sviluppo qui).
Mi piacerebbe raccontare di come queste due persone arrivino ad incontrarsi, in modo più o meno casuale, come sono casuali quasi tutti gli incontri. Vorrei che si piacessero, che si sentissero attratti, che avvertissero una strana forza, inspiegabile ma efficace come la gravità, che vuole unirli, e al contempo raccontare di come loro oppongano a questa forza una strenua resistenza.
Del resto, questa resistenza, è già scritta nel percorso che li ha portati fino a qui. La loro esperienza gli ha insegnato che è fin troppo facile farsi o fare del male, quando sono in gioco i sentimenti, e nessuna delle due situazioni (attiva o passiva) è particolarmente desiderabile.
E così racconterei delle accelerazioni e dei rallentamenti (come si abbracciano due porcospini? con molta, molta cautela), degli avvicinamenti e dei distacchi, dei momenti in cui comanda l'istinto e di quelli dominati dalla ragione.
E mi piacerebbe chiudere il racconto con un equivalente moderno del "vissero per sempre felici e contenti", perché sappiamo che il "per sempre" non esiste, ormai siamo grandi e le favole non ci infinocchiano più, però felici e contenti, magari non in continuazione ma per una buona percentuale di esistenza, possiamo esserlo.
Ecco, non so se ne sarei mai capace, ma mi piacerebbe.

Strane dicotomie

Se non sei stronzo, sei debole.

Bastardo dentro

Quando sono in macchina e vedo un pedone che vuole attraversare la strada, mi fermo e lo lascio passare.
Ma non lo faccio per buon cuore: mi piace guardare nello specchietto retrovisore le facce incazzate degli automobilisti dietro di me.

venerdì 7 settembre 2012

Sistemi di incentivazione

Invito gente a casa solo per costringermi a mettere in ordine

martedì 4 settembre 2012

Il mio quarto d'ora di celebrità


La mia automobile su Google Street View :)

lunedì 3 settembre 2012

Semplicemente geniale

I videopoker dovranno essere installati a una distanza minima dalle chiese. Per diversificare le false speranze.

da Spinoza, un blog serissimo

Gorla

A parziale smentita di quanto scritto in un precedente post, la settimana scorsa, assieme alla pioggia, è arrivato anche un po' di ventone. Ne hanno fatto le spese gli Asso che stavano partecipando al campionato italiano, una barca si è anche rovesciata ed è semiaffondata

Sabato abbiamo rischiato di non riuscire a mettere in acqua le barche, perché c'era troppo vento per effettuare il varo, e per domenica erano previste condizioni simili, con contorno di pioggia.
Ebbene, per farla breve, domenica c'era così poco vento che non siamo riusciti a terminare la regata. Fortunatamente non c'è stata neppure la pioggia.
(a margine: alla boa di Torbole eravamo i primi tra le barche della nostra classe. E' già la seconda volta che giriamo una boa da primi e non riusciamo a finire la regata)

sabato 1 settembre 2012

Un po' meno malinconia

Vero: piove.
Vero: si è abbassata la temperatura.
Ma noi ci strafoghiamo di spezzatino ai funghi e polenta.

venerdì 31 agosto 2012

Malinconia

Dopo essere stata lungamente annunciata, la pioggia è arrivata.
Ci sarebbe da dire "finalmente", visto che mancava da un po', e i prati erano tutti ingialliti. E' anche una pioggia tranquilla, senza grandine o stravento, mentre spesso, dopo un lungo periodo di caldo, arriva molto violentemente.
Tutto bene, quindi.
Peccato solo che segni la fine dell'estate.

mercoledì 29 agosto 2012

Dell'utilità del petto di pollo

L'omonimo mutandaro, in un post dallo stesso titolo, sostiene che l'unica cosa positiva del petto di pollo è che ci si può fare del buon compost.
Voglio molto bene al mistro, e mi duole essere in disaccordo con lui, però trovo che petto di pollo, adeguatamente preparato, sia una pietanza tutt'altro che disprezzabile.
Ad esempio: se prendo un petto di pollo, lo taglio a pezzetti, lo infarino, lo rosolo nel burro, gli aggiungo delle mandorle affettate e un buon quarto di brodo addizionato con una generosa quantità di curry, riesco ad ottenere un delizioso manicaretto.
No, segnalare che anche la carta assorbente, preparata in questo modo, sarebbe mangiabile, non è un modo di argomentare corretto.
Si consiglia di accompagnarlo con del riso lesso condito con olio. Il pollo. Non la carta assorbente.

martedì 28 agosto 2012

Monotono

Il titolo del post si riferisce al fatto che, sempre più spesso, mi verrebbe da intitolare i post con "sono diventato vecchio".
La riflessione, questa volta, è nata leggendo su facebook lo status di un amico, collegata ad una pagina intitolata "Marcia su Roma in difesa dei diritti degli animali".
Ecco, io sarò vecchio, ma leggere le parole "Marcia su Roma", sia pure collegate ad un meritevole "Diritti degli animali", è una cosa che mi mette i brividi.

sabato 25 agosto 2012

Honi soit qui mal y pense

Però, se vedo una ragazza che porta una borsa con scritto, a caratteri cubitali, "I LOVE BJ", un pochino male penso.
O bene, anche.

mercoledì 22 agosto 2012

Delle meravigliose e progressive sorti

Quando ero piccolo (alcuni eoni fa), sugli albi di fumetti che a volte leggevo (non propriamente Topolino, magari Diabolik o forse anche Alan Ford), verso il fondo c'era una pagina di pubblicità di prodotti abbastanza strani, il più cospicuo dei quali erano gli occhiali a raggi X che permettevano, a prestare fede a quanto era scritto, di vedere sotto i vestiti delle persone.
Scopro ora che esistono applicazioni per gli smartphone che permetterebbero di fare la stessa cosa.

Il tempo è passato, ma la gente è scema proprio nello stesso modo.

lunedì 20 agosto 2012

Back to work

Dopo una delle più deprimenti estati che mi sia dato di ricordare (caldo e sole splendidi, ma impossibilitato a fare il bagno) sono tornato a lavorare oggi. E ho lasciato a casa il portafogli.
Un'intera giornata in città, senza neppure le monetine per il caffè.

domenica 19 agosto 2012

Amarcord

Erano almeno diciassette anni che non mettevo in lavatrice una bavaglia

giovedì 16 agosto 2012

Road accident (reprise)

Oggi, in leggero ritardo sulla tabella di marcia prevista, la mia sorellina (infermiera) mi ha tolto i punti (che si sono rivelati essere ben nove).
Che dire... Mentre lei operava pensavo a John Rambo che si ricuce da solo la ferita al braccio. Per opposizione, se così si può dire.

martedì 14 agosto 2012

Crisi

L'anno scorso, durante una navigazione, abbiamo trovato e raccolto un'orca gonfiabile.
Quest'anno ci siamo dovuti accontentare di una palettina da sabbia.

domenica 12 agosto 2012

Carpenteria

Sergio Endrigo la fa facile: secondo lui, per fare un tavolo ci vuole un fiore. Non nego che sia necessario, quello che so per certo è che non è sufficiente. Soprattutto è un problema di logistica: le assi sono vendute nella lunghezza di 4 metri, e se non si ha un camion a disposizione già il semplice acquisto comporta delle difficoltà. Del tipo di prendere la barca e metterla in acqua in modo da utilizzare il suo carrello per il trasporto. Una volta tagliate a misura sono comunque troppo lunghe per essere messe in macchina, a meno di estrarre dalla stessa i sedili.
Però sono tutte difficoltà gestibili, e, in fondo, sto cominciando a pensare che la felicità consista nell'avere problemi risolvibili da affrontare.


domenica 5 agosto 2012

Road accident

Vista la giornata calda, me ne vado bel bello in spiaggia a fare il bagno. Almeno: l'intenzione era quella, perchè la ruota anteriore della bicicletta si insinua nella fessura tra l'asfalto e il cemento del lungolago, e impazzisce improvvisamente. Riesco in qualche modo a restare in piedi, ma sento un forte dolore alla gamba sinistra, dietro al ginocchio, e quando guardo in basso vedo il sangue colare copiosamente. Mi sdraio per terra comprimendo la ferita, qualcuno gentilmente chiama il 118, l'ambulanza arriva, mi portano al pronto soccorso dove mi medicano mettendo un imprecisato numero di punti di sutura.
E per tutto questo tempo,  tra me e me, ridacchiavo per un motivo che posso capire solo io.

mercoledì 1 agosto 2012

Ereditarietà

Correva l'anno... boh, credo 1984 o giù di lì, io e mia sorella facemmo le nostre prime vacanze senza genitori, dieci giorni in un campeggio sperduto della costiera salernitana. In quei dieci giorni non passò neppure per l'anticamera del cervello, nè mio nè di mia sorella, di telefonare a casa, lo facemmo solo arrivati alla stazione di Brescia, per risparmiare i soldi del taxi.

Il pargolo è attualmente in Irlanda con gli amici, ha telefonato giusto adesso per dire che hanno bisogno di qualcuno che domani vada a raccoglierli all'aeroporto. E ovviamente è l'unica telefonata che ha fatto.

Però io, a differenza dei miei genitori, non mi sono per nulla arrabbiato, il che significa che, da una generazione con l'altra, qualcosa può cambiare.

martedì 31 luglio 2012

Ricetta per un buon we

Un amico che ti presti la motocicletta, una coppia di amici motorizzati e forniti di una roulotte in montagna, un amico da passare a trovare e un altro che si aggiunga alla comitiva in corso d'opera.
In realtà l'unico ingrediente essenziale è l'amicizia, il resto viene da sé.

mercoledì 18 luglio 2012

Neofiti

Dire che i bambini non sono tutti uguali è banale,  ma da quando ho cominciato a fare l'istruttore di vela (l'allievo istruttore, per la precisione) ho avuto modo di rendermene conto in modo più diretto. Capita anche che gli stessi bambini, da un giorno con l'altro, cambino atteggiamento, umore e personalità. Capitano pure dei giorni in cui, al contrario del solito, il buon esempio dei più riesca a contagiare anche chi di solito si mostrava svogliato e insofferente.
Ecco: è in quei momenti che si sente più forte il desiderio di diventare dei bravi istruttori, perchè bambini così meritano il meglio.

lunedì 16 luglio 2012

Salò sail meeting

Regata nata male, probabilmente finita anche peggio.
Sabato di poca aria, il comitato tenta coraggiosamente una partenza, indoviniamo il canaletto giusto e grazie anche allo scarso peso (equipaggio in formato ridotto) arriviamo alla boa di bolina in prima posizione. Nella poppa successiva i fratellazzi ci superano, il vento se ne va del tutto, e la prova viene annullata.
Domenica di levataccia antelucana: prima prova prevista per le otto, il vento però non si presenta puntuale all'appuntamento. Lo farà con un'ora buona di ritardo, ma, per rimediare, ne arriva fin troppo. Considerando la nostra leggerezza, optiamo da subito per un assetto conservativo: fiocchetto al posto del genoa, per lo spi si vedrà. Nella prima poppa non lo issiamo, quasi tutti gli altri sì, e la differenza si vede, nella poppa successiva lo mettiamo anche noi e riusciamo a mantenere la posizione senza neanche troppi problemi di gestione.
Si parte per la seconda prova, a metà bolina il vento rinforza ulteriormente, e incominciano i numeri da circo. Dumbo, appena davanti a noi, straorza e resta sdraiato sull'acqua; il nostro barchino, in piena rotta di collisione, rifiuta di poggiare nonostante la randa lascata, solo all'ultimo momento cambia idea, sfiorando la poppa dell'altra barca. Giriamo la boa, non issiamo spi. Davanti a noi Funny frog, che invece lo ha tirato fuori, si esibisce in una coreografica straorza. Pochi istanti dopo è il turno delle ragazze e poi di Funnullone. A parte gli Azzi (almeno, credo) tutti quelli che hanno issato spi si sono ritrovati con la falchetta in acqua e con la barca ingovernabile, facendoci risalire al secondo posto, che riusciamo a conservare anche nei successivi bordi.
Al termine della seconda prova un gommone della giuria indica a tutte le barche di rientrare in porto. Appena rientrati in porto l'altoparlante invita tutti gli equipaggi a ritornare sul campo di regata (nonostante le condizioni son sembrino grandemente modificate), evidentemente qualcosa nella catena di comunicazione e comando non deve aver funzionato a dovere. Decidiamo che ne abbiamo avuto abbastanza e ce ne restiamo in porto.
Non sono scelte delle quali andare orgogliosi, ma è meglio un asino vivo di un leone morto.

giovedì 5 luglio 2012

Pronto soccorso

A partire da quest'anno (che poi non lo so bene se è solo da quest'anno, ma questo è un altro discorso), agli istruttori di vela è richiesta la certificazione BLS. In parole povere, devono essere in grado di effettuare degli interventi, molto basilari, di pronto soccorso.
Non credo sia difficile immaginare la ratio che è alla base: andando in barca a vela (ma più in generale facendo sport) è possibile, anche se fortunatamente non probabile, che possano capitare degli incidenti. è quindi molto opportuno che ci sia nei pressi qualcuno in grado di affrontare la situazione cercando di limitare al massimo i danni per l'infortunato.
Quello che invece non è facile da immaginare è che, durante la mia prima settimana da allievo istruttore, l'unica occasione di intervento è stata causata da un bimbo che, a pranzo, ha cercato di inghiottire un boccone di bistecca troppo grosso che gli si è fermato (per fortuna solo temporaneamente) nel gargarozzo.
E' strana, la vita.

lunedì 25 giugno 2012

Conservazioni

Ma il gorgonzola potrà mai andare a male?

lunedì 18 giugno 2012

Provocazione

Leggo, su Repubblica.it, che un sottosegretario al ministero dell'economia (si meritano, lui e il suo ministero, tutte le minuscole del mondo) avrebbe proposto, come sistema a breve termine per salvare l'economia del nostro paese, di rinunciare a sette giorni di ferie. A gratis, bene inteso.
Indeciso tra il ridere e il vomitare, faccio alcune considerazioni in merito:
  1. Nell'articolo si dice che stiamo vivendo "sopra i nostri mezzi". Se l'obiettivo è tornare a una forma di pareggio, non vedo come rinunciare a sette giorni di riposo possa aumentare i miei mezzi. Però forse mi riduce la vita, quindi probabilmente i conti tornano lo stesso.
  2. Se lavoro sette giorni in più in modo gratuito io faccio un regalo al mio datore di lavoro. Come una cosa del genere possa andare a vantaggio della collettività è per me un mistero: di imprenditori pronti a scappare con il malloppo ne abbiamo visti all'opera fin troppi.
  3. Sempre in merito al pareggio entrate - uscite, pare che questo non sia raggiungibile diminuendo le uscite perché questo porterebbe al collasso del sistema. In parole povere, se io spendo più di quel che guadagno non posso decidere di spendere meno ma sono obbligato a guadagnare di più. Questo, almeno, all'interno di questo sistema. Forse è il caso di cominciare a pensare di cambiare il sistema.

Memorial Pasqualin (Aquafresca 17/06/2012)

Il pargolo fa l'attore, quindi è abituato allo stress e all'ansia che precedono uno spettacolo, dice anche di riuscire a trovare piacevoli quelle emozioni intense.
Una regata non è esattamente una rappresentazione teatrale, ma credo che l'ansia e lo stress che generano siano simili, però, a differenza di mio figlio, non sono ancora riuscito ad abituarmici e non mi sembrano piacevoli (perlomeno sul momento, a posteriori siconosco che fanno sentire molto "vivi") e quindi, in aggiunte alla situazione in sè, mi devo sopportare anche i sorrisini di superiorità dell'ingrata prole.
Oltre alle consuete preoccupazioni, stavolta c'era anche il fatto di aver dimenticato di montare il segnavento in testa d'albero prima di rizzarlo al suo posto, si rendeva necessaria la scomoda arrampicata (in realtà più passiva che attiva: si viene issati in cima all'albero tirati dalla drizza randa alata vigorosamente dall'equipaggio) sul lungo e oscillante palo d'alluminio. In qualità di componente più leggero dell'equipaggio, l'incombenza è toccata a me. Se si riesce a resistere alla tentazione di guardare in basso, non è neppure completamente spiacevole.
Preparata a modino l'imbarcazione è tempo di gettarsi nella mischia: dopo alcune incertezze del comitato di regata, dettate dalla capricciosità del vento, partiamo per la prima prova. Bolina piuttosto scadente, lato di poppa veramente fantastico, seconda bolina piuttosto disastrosa e seconda poppa incredibilmente bella. Un quarto posto con grande distacco dal terzo e poco dal quinto, coerente con le nostre potenzialità ma raggiunto in modo abbastanza inusuale: di solito andiamo meglio di bolina che di poppa. Decidiamo che accorgimenti utilizzare per migliorare le andature strette ed arriva la partenza della seconda prova. Gli accorgimenti funzionano, la bolina migliora decisamente, la poppa continua ad essere una cavalcata trionfale (per i nostri standard, ovviamente) e terminiamo la prova... quarti. Ma stavolta vicinissimi ai terzi e a notevole distanza dai quinti, e non è cosa da poco.
Terza prova a metà tra le altre due: non entusiasmante come la seconda ma neppure deprimente come la prima (avere una barca che ti sfila sottovento e che poi, senza cambiare mura, riesce a stringere a portarsi sopravvento davanti è davvero deprimente, credetemi) e chiudiamo quarti, per un quarto posto finale.
Che dire... Siamo contenti. Come equipaggio, più o meno stabile nelle ultime tre regate, abbiamo trovato un buon affiatamento e una discreta sincronizzazione, le manovre riescono piuttosto precise, abbiamo imparato a fidarci delle intuizioni tattiche di Simone e il clima in barca è decisamente positivo. Ecco: raccontare davvero bene cosa voglia dire, a livello emotivo, far parte di un buon equipaggio è impresa difficile, al di là delle mie capacità di narratore, ma è una sensazione forte di legame e condivisione, di fiducia e di rispetto. La cosa divertente, paradossale e in fondo molto zen, è che quando si stabilisce quel clima, il risultato sportivo, il fatto di vincere o no, passa quasi in secondo piano; ma i risultati, invariabilmente, arrivano. Magari saranno solo un migliorarsi, se non proprio vincere (anche perchè, purtroppo, per vincere nel nostro sport è necessario spendere, e noi di soldi non ne abbiamo), ma arrivano.

venerdì 15 giugno 2012

Sewing machine

Orbene: che mia madre mi telefoni per dirmi che vuole cambiare la sua vecchia macchina per cucire, ereditata dalla suocera, e mi chieda se voglio tenerla io, non è poi così strano, ma se poi aggiunge "a tua sorella non lo chiedo nemmeno, che lei non è nemmeno capace di usarla" si potrà capire come, nella mia famiglia, la distinzione tra lavori maschili e femminili sia sempre stata particolarmente ondivaga.

giovedì 7 giugno 2012

Considerazioni

A mio parere, se una persona che si viene a trovare nella condizione di fare da mediatore tra due gruppi contrapposti, alla fine riceve attestati di stima da entrambe le parti, vuol dire che è stata estremamente brava.
Secondo me, eh.

martedì 5 giugno 2012

Imposizioni dolci

Sono, lavorativamente parlando, piuttosto fortunato. Non solo lavorativamente, ma questo porterebbe ad allargare troppo il discorso, per cui sorvoliamo.
Nello specifico non devo "timbrare il cartellino", cosa che, nella sua banalità, mi è sempre sembrata una imposizione simil feudale; quindi, in teoria, potrei arrivare al lavoro con tutta calma.
Il problema è che se arrivo in ritardo il parcheggio gratuito è già pieno, e quello a pagamento costa quasi dieci euro al giorno.
Non sono mai stato così mattiniero in tutta la mia carriera lavorativa.

lunedì 4 giugno 2012

Tecnologia avanzata

Il mio telefonino mi conosce bene, a quanto pare: nel suo T9 non esiste la parole "stirare"

mercoledì 30 maggio 2012

Questione di priorità

Dovendo scegliere se pulire casa o la barca, ho optato per la seconda. A mia discolpa, bisogna considerare che, se fosse stato possibile usare l'idropulitrice a casa, la scelta avrebbe potuto essere diversa.

martedì 29 maggio 2012

Campionato Italiano FUN 2012

Fare un campionato sul lago di Bolsena, per noi nordici, è abbastanza scomodo, ma il paesaggio incontrato nel viaggio, lussureggiante di verdi in varie sfumature, varrebbe da solo lo sforzo. Il lago poi è stupendo, circondato com'è da borghi antichi, leggermente dimessi ma per questo più autentici. L'accoglienza da parte del circolo di Capodimonte è stata veramente ottima, generosa e precisa, con una cena di gala che non avrebbe sfigurato come ricevimento di nozze.
(Nota a margine: i giovani della classe hanno fatto un discreto casino durante la cena. In quelle condizioni non so mai se invidiarli o vergognarmi per loro. Possiamo dire che, a seconda dei momenti,  questa volta ho fatto entrambe le cose)
Dal punto di vista sportivo, per quanto ci riguarda, è stata un'esperienza altalenante: piuttosto bene la prima giornata, deludente la seconda, entusiasmante la terza, nonostante si sia riusciti a completare un'unica prova: è stata la classica regata alla ricerca dei refoli, se riesci ad essere al posto giusto nel momento giusto fai il risultatone, altrimenti finisci DNF. Essendomi trovato troppe volte nel secondo caso, ho apprezzato appieno che stavolta sia andata diversamente (per risultatone intendesi noni su diciannove barche, ci si accontenta di poco, da queste parti).
L'equipaggio è stato ottimo, con la giusta tensione competitiva ma senza esagerazioni, un gruppo di amici che si è divertito a mettersi in gioco con gli avversari. Ringrazio particolarmente Simone che, accettando una convocazione in extremis, ci ha permesso di partecipare alla tenzone.
Adesso, però, credo che non avrò più voglia di salire in barca per un po', è stato abbastanza estenuante.

domenica 20 maggio 2012

Una coppetta non si nega a nessuno

Gentleman's Cup, 19-20 maggio 2012.
Mi mancano le parole per descriverla. Abbiamo fatto, con rispetto parlando, pietà.
Ma abbiamo preso il premio per il terzo posto nella classifica timonieri-armatori. Hai presente quando qualcuno, dopo una tua prestazione veramente pessima, ti si avvicina, ti da una pacca sulla spalla e ti dice "bravo lo stesso"?
Ecco, la sensazione è esattamente quella.

mercoledì 16 maggio 2012

Rinunciare ai sogni

Da grande voleva fare il coltivatore di erba sintetica, ma rinunciò quando scoprì che era impossibile da fumare.

lunedì 14 maggio 2012

Meteorologia

Anche in questo we è piovuto (o "ha piovuto"? Dalle elementari ricordo che solo una delle due forme è corretta, ma boia se ricordo quale). E' stato particolarmente spiacevole, perchè avevo organizzato una cosa che necessitava assolutamente del sole per essere fatta, e mi è toccato di rinunciare.
Il problema è che il prossimo we ci sarà la Mille Miglia Storica, quindi pioverà di sicuro un'altra volta.

giovedì 10 maggio 2012

ShinyStat

Come detto altre volte, in questo blog c'è una "macchinetta" che mi dice chi viene a leggere. Non preoccupatevi troppo per la privacy: non è in grado di conoscere il nome e il cognome, quindi potete continuare tranquillamente a passeggiare da queste parti senza essere scoperti.
Qualche volta, però, è in grado di dire da dove arriva la visita, per cui ho visto che alcuni passaggi provengono dalla mia ex azienda ("mia ex azienda" è da intendersi "azienda dove lavoravo fino a qualche anno fa", che mia in senso proprio non avrebbe potuto esserlo)
L'azienda in questione è grande, per cui potrebbe succedere che tali visite siano effettuate da gente che non ha la minima idea di quale sia stata la mia storia professionale, oppure potrebbero essere persone che hanno avuto modi di conoscermi. Ecco: sarei proprio curioso di sapere quale delle due ipotesi è verificata.
Anche perchè questa notte il telefono non funzionava, e sono abbastanza inviperito con gli ex colleghi.

Nascondimenti

Faccio il programmatore, e questo si sa. Magari quello che non tutti sanno è "cosa fa un programmatore", ma in questo non posso aiutare nessuno perchè ancora non l'ho capito neppure io.
Quello che invece so è che ci sono più modi per raggiungere un determinato obiettivo: alcuni facili e intuitivi ma che richiedono di scrivere molto codice per essere realizzati, altri più complessi, più difficili da immaginare, ma molto più "sintetici".
Per l'utilizzatore del programma, a parte una probabile maggiore lentezza della prima soluzione, la differenza è poco avvertibile, per il programmatore, invece, lo scarto tra l'impegno richiesto è notevole, solo che, non accorgendosene nessuno, non riceve adeguati complimenti.
E' per questo che i programmatori hanno una sfacciata tendenza all'autocongratulazione.

mercoledì 9 maggio 2012

Grazie, adesso basta

Il lago era bassino, c'era bisogno di un po' di acqua.


Però adesso ci siamo riportati ai valori della media stagionale, per cui potrebbe anche smettere di piovere.

martedì 8 maggio 2012

Ebbene sì

Nei compleanni di oggi è proprio citato.

domenica 6 maggio 2012

Cogito ergo erro

La fine della scuola si avvicina, tempo di interrogazioni, verifiche e compiti in classe, così può capitare di assistere il pargolo mentre ripassa filosofia, in particolare il pensiero di Cartesio.
Non avendo mai fatto le "scuole alte", per me Cartesio era confinato all'interno dei suoi assi e del "cogito ergo sum", affermazione piuttosto oscura ma non del tutto campata per aria, ho scoperto solo adesso che aveva anche proposto una dimostrazione logica dell'esistenza di dio (le persone raffinate la definirebbero una "prova ontologica").
Dirò la verità: è stata un'esperienza consolante. E' la dimostrazione definitiva che anche le menti migliori, più lucide e razionali, posso prendere delle cantonate memorabili.
Grazie Cartesio: d'ora in poi, quando mi renderò conto di aver fatto un errore, potrò pensare che ciò non mi impedisce di essere un pensatore eccezionale.

mercoledì 2 maggio 2012

Pulizie di primavera

Il calendario dice che è ampiamente arrivata, il clima un pochino meno. Sarebbe il momento delle pulizie in grande stile, quelle in cui si va a raggiungere ogni angolo, quelle in cui si svuotano stipi, armadi e cassetti, quelle che ribaltano per poi ricostruire, ma il pensiero di farle con le finestre chiuse per il freddo e che ogni volta che si esce dall'uscio si rientra con le scarpe bagnate, rovinando il lavoro appena fatto, toglie decisamente la voglia di cominciare.
Ovviamente, dovesse tornare il bel tempo, si considererà che è assai più piacevole gironzolare con il sole, piuttosto che stare chiusi in casa a lavorare, per cui, comunque vada, le pulizie "di fino" saranno rimandate all'anno prossimo.

lunedì 30 aprile 2012

Della divisione dei compiti

Non ho la lavastoviglie. Forse, in cucina, lo spazio c'era, ma è un elettrodomestico che non mi sta particolarmente simpatico. Per dire: la lavatrice è indispensabile, della lavastoviglie si può anche fare a meno.
Quindi i piatti si lavano a mano.
E siccome tocca a me di lavarli, ho deciso che stasera cucina il pargolo. Ecco.

Piccola città

Abitare in paese è strano.
Ad esempio mi capita di essere fermato per strada da persone che, ad oltre quattro anni dal fatto, mi porgono le condoglianze per mio padre (probabilmente gli somiglio più di quanto creda).
Stamane, un arzillo vecchietto, accompagnato da un cucciolone nero, trovando il portone aperto è entrato chiedendo se poteva dare un'occhiata al giardino, dove da piccolo aveva passato interi pomeriggi giocando con gli amici. E' bastato un piccolo incoraggiamento da parte mia (davero piccolo, purtroppo la chiacchiera non è uno dei miei punti forti) per farlo raccontare di com'era la via a quei tempi, chi ci abitava e cosa facevano per vivere (curioso il fatto di una famiglia chiamata "del turco" perchè aveva rilevato un bar che in precedenza era stato gestito, per l'appunto, da un turco; avevano un loro cognome, ma nessuno lo usava più, e probabilmente molti non lo conoscevano neanche).
Storie piccole, evanescenti, sullo sfondo degli anni seguiti alla seconda guerra mondiale. Famiglie grandi, con molti bambini che passavano il tempo giocando tra loro in strada, esplorando i dintorni e sfuggendo a cani aizzati da proprietari terrieri inferociti dalle loro scorrerie.
Storie comuni a tante fanciullezze della metà del secolo scorso, ma già diverse dalle mie, e ancora di più da quelle dei bambini di oggi, ed è triste che corrano il rischio di essere perse e dimenticate.

Se però queste storie vi piacciono, potete sempre andarvi a cercare lo spettacolo "La macchina del capo" di Marco Paolini, piccola macchina del tempo per ripercorrere situazioni, emozioni, esperienze e timori dei ragazzini degli anni passati.

venerdì 20 aprile 2012

Arrendersi

In realtà non c'è nulla di "alternativo" in questo post sull'economia domestica.
Dopo quattro anni di strenua restistenza mi è toccato di cedere, e ho acquistato asse e ferro: si tornano a stirare i panni. Magari non come mia sorella, che dà un colpo di ferro anche agli stracci della polvere, però qualcosina sì.

martedì 17 aprile 2012

Al semaforo

Lo so, è cosa di poco conto rispetto alla vera domanda riguardo alla vita, l'universo e tutto quanto (vi ricordo che la risposta è 42), però mi piacerebbe davvero sapere cosa passa per la testa di quelle persone che, incastrate nel traffico, passano con il semaforo verde pur sapendo che la coda che le precede non permetterà loro di liberare l'incrocio prima che scatti il rosso, e se ne stanno lì, per un tempo interminabile, a bloccare una folla di automobilisti inferociti.

lunedì 16 aprile 2012

Regata del Piantù

C'è crisi, c'è grossa crisi. Ci sono più barche che marinai, e pare che questi pochi abbiano anche altri impegni, oltre a venire in barca (chessò: qualcuno è reperibile al lavoro, altri vanno a fare gli attori, cose così), inoltre io ODIO telefonare alla gente per chiedere la loro disponibilità, per cui mi risolvo a farlo solo quando i pochi elementi disponibili sono già stati ingaggiati da altri equipaggi.
A questo si aggiunga che le previsioni del tempo, per domenica, annunciavano pioggia in tutte le possibili declinazioni (a margine: hanno sbagliato, temporali e rovesci non se ne sono visti, per il resto ha piovuto ininterrottamente con intensità variabile dalla schizzechea, per gli inglesi "drizzle", al moderato andante con brio) e sarà facile capire come, alla partenza, eravamo solo in tre.

Il percorso è dei più semplici: si parte davanti al circolo di Toscolano, si arriva fino al Forbisicle e si torna indietro passando per la boa messa di fronte al porto nuovo di Bogliaco. Peccato solo che, con il vento presente al momento della partenza, il completamento del tragitto avrebbe richiesto una settimana invece delle sette ore previste come tempo massimo. Il poco vento, comunque, spinge nella direzione giusta, appena sufficiente a gonfiare lo spi appesantito dalla pioggia, l'acqua è piatta, perturbata solo dal raro passaggio dei battelli (per i motoscafi non è ancora stagione) e il barchino si muove, lento ma sicuro, verso il nord.

Se non fosse una regata sarebbe anche una navigazione piacevole. No, riformulo: se non fosse una regata, non piovesse e non facesse un freddo incredibile sarebbe anche una navigazione piecevole, purtroppo però le cose non stanno così, e la consapevolezza di essere in gara, di dover arrivare a completare il percorso, rende la situazione piuttosto snervante. Soprattutto perchè in quelle condizioni sembra sempre che gli altri vadano come dei proiettili mentre noi siamo quasi fermi. Vediamo, in lontananza, un paio dei nostri colleghi di classe che hanno deciso di avere modi migliori per passare la domenica, e stanno tornando a motore in porto. La cosa è consolante: abbiamo matematicamente evitato l'ultimo posto, ma al contempo è fonte di stress: se non arrviamo entro il tempo limite la nostra sopportazione non sarà servita a nulla, e al danno si aggiungerà la beffa.
Ma la nostra costanza viene premiata: pian piano, senza fretta, il vento sale, la barca accelera e l'acqua comincia a cantare sulla carena. O dolce suono, balsamo per le orecchie, lenitivo di tutte le ansie e le scomodità. In completa letizia (che a questo punto acqua e freddo diventano dettagli di nessuna importanza) raggiungiamo la boa del Forbisicle, ammainiamo lo spi e ci disponiamo a una lunga e piacevole bolinata. Gli avversari non sono distanti come sembrava, sono tutti a portata di vista, e uno, inspiegabilmente, è pure alle nostre spalle. Il distacco dai primi si riduce, prendiamo una rotta più diretta per tentare una rimonta, ma il vento ci dà torto, e arriviamo alla boa di Bogliaco a posizioni invariate, dove il comitato di regata ha deciso di porre il traguardo, accorciando il percorso, per evitare alle barche la tagliola del tempo limite.
Quinti su otto partecipanti. Poteva andare peggio: poteva piovere. Di più, intendo.