domenica 27 dicembre 2009

Taglialegna

Sia chiaro: a differenza di quello che può sembrare, e magari anche di ciò che mi capita di dire, io non abbatto alberi perché devo procurarmi la legna per alimentare la stufa, ma è esattamente l'opposto: ho scelto di riscaldarmi in quel modo per avere una scusa valida per continuare a fare il taglialegna.

Non ho un'idea precisa e definitiva sul perché questa attività mi piaccia così tanto, solo una serie di indizi e di riflessioni.
In primo luogo l'attrazione per gli attrezzi adoperati: strumenti pericolosi e difficili da usare, da trattare con rispetto e negati ai bambini, hanno esercitato su di me tutto il fascino delle cose proibite. In particolare la motosega, probabilmente l'oggetto più letale che non sia propriamente un'arma, ha avuto per me una funzione quasi totemica, il permesso di padroneggiarla ha in un certo senso certificato il raggiungimento dell'età adulta.
L'attività in sè è poi un garbuglio di sensazioni. Il momento dell'abbattimento vero e proprio, per quanto ben ponderato, comporta sempre una certa apprensione, un lungo e trattenuto brivido di paura. Del resto si tratta comunque di qualche quintale di roba che dalla posizione verticale si porta in orizzontale, senza troppo riguardo per tutto quello che può incontrare lungo il suo cammino. La successiva sramatura è lavoro lungo e monotono, ma anche profondamente rilassante: fatta salva la quota di attenzione necessaria per evitare di farsi del male, è una cosa che può essere svolta anche pensando ad altro, e non è indispensabile compierla in un determinato ordine per arrivare alla fine, non è necessario affrontarla fin dal principio nella sua interezza, basta procedere, un ramo alla volta, e per quanto grande fosse l'albero alla fine sarà ridotto in pezzi maneggevoli.
Tutto questo è fisicamente impegnativo, anche in pieno inverno si arriva a sudare nonostante un abbigliamento leggero (di fatto la legna è un combustibile che riscalda più volte), ma a fine giornata il frutto della fatica è lì da vedere, fisicamente tangibile e misurabile, promessa di più rilassati tepori per l'inverno successivo e il fatto stesso di arrivare a sera avendo dato fondo alle proprie riserve di energia muscolare è fonte di una difficilmente spiegabile, ma estremamente intensa, soddisfazione.
Del resto, che questa sia un'attività che ha per me significati particolari è anche desumibile dalla precisione quasi maniacale con la quale costruisco le cataste di legna: la mia casa potrà essere il regno del più totale casino, ma la legnaia è sempre in perfetto ordine.

domenica 20 dicembre 2009

Aromatherapy

Tagliare alberi è un'attività molto ricca, dal punto di vista olfattivo.
L'alloro è intenso, l'olivo è aspro e amaro, la robinia sa di liquerizia, la quercia è muschiosa e il carpino è fresco e leggero.
La motosega puzza di olio e di gas di scarico, ma a me piace anche questo.

sabato 19 dicembre 2009

mercoledì 16 dicembre 2009

Light from below

Di solito si immagnano i circoli nautici come luoghi di lusso ed agi.
Sale grandi, rivestite di legno con decori in ottone, comode poltrone e, sulle pareti, carte nautiche e quadri con i nodi. Lì si ritrovano a chiacchierare, sorseggiando drink, famosi regatanti e navigatori oceanici, attorniati da ammiratori che trattengono gridolini di giubilo solo per non rovinare il loro aplomb.
Quello che frequento io non è così.
Una cubetto di mattoni in riva al lago, ingombro di carte e di mobilia di recupero è tutto quello che ci è concesso. Anche in tema di servizi, nel senso proprio del bagno, siamo a livelli rudimentali: un parallelepipedo di plastica posticcio, illuminato da una minuscola finestrella, contiene un piccolo lavandino e un cesso alla turca. La circostanza che sia sollevato da terra, unita al fatto che lo scarico è costituito da un tubo di plastica bianco, fa in modo che il buco della turca risulti essere uno dei punti più luminosi dell'intero ambiente. E pisciare nella luce è un'esperienza quasi metafisica.

lunedì 14 dicembre 2009

Winter cup, seconda puntata (Regata di S. Lucia)

L'inverno non è ancora ufficialmente cominciato, il freddo invece sì, e così l'aggettivo winter è in qualche modo rispettato. Anche la data, una volta tanto, corrisponde e ciò infonde pace all'animo.
Quello che non infonde pace è il vento: capriccioso e ballerino, promette di sottoporre il sistema nervoso ad una dura prova. Navigare con vento forte può essere difficile, faticoso, magari pericoloso, ma non è psicologicamente impegnativo quanto farlo con vento incostante. Sembra di camminare sulle uova e qualsiasi cosa si faccia si ha la sensazione che sarebbe stato meglio fare l'opposto. O forse sarebbe stato davvero meglio fare l'opposto e sono io che sbaglio costantemente tutte le decisioni.
Cominciamo subito con lo sbagliare la partenza: per la paura costante di essere in ritardo mi trovo sulla linea di partenza troppo presto e devo sfilare verso la boa quando avrei preferito partire vicino alla barca comitato, poi facciamo una serie di virate per correre dietro a degli "scarsi" e dei "buoni" del vento che si rivelano di durata troppo breve per essere significativi. Ultimi alla boa di bolina, morale a terra. Giriamo la boa, issiamo lo spi e cominciamo mestamente a scendere il vento che comincia a fare il bravino e a limitare le bizze. Quelli immediatamente davanti a noi litigano con lo spi, fanno fatica a tenerlo gonfio, e un po' alla volta guadagnamo terreno. Giriamo la boa di poppa immediatamente dietro di loro e li passiamo mentre faticano ad ammainare lo spi. Bolina senza emozioni, poppa tranquilla e tagliamo il traguardo penultimi, anche se dire quarti farebbe più figo.
Seconda prova con vento finalmente sostenuto. Partiamo bene, per i nostri standard, ci ritroviamo in terza posizione. La gara non è competitivamente avvincente: il gruppo è sgranato e non ci sono incroci al cardiopalma, probabilmente guadagnamo un po' rispetto a chi sta dietro e perdiamo dai primi, ma non è facile rendersene conto prima dell'arrivo in boa. Su spi e si scende in fil di ruota a posizioni invariate. Ammainiamo con calma, ben prima della boa, strambiamo a velel bianche e ci avviciniamo al palloncione arancio. Dal nulla sbuca una star e gli andiamo addosso. No, non credo che le cose siano andate esattamente così, però, davvero, nella concitazione del momento non ho capito bene cosa sia successo. Piccolo scambio di improperi, ma visto che le barche ancora galleggiano ci rimettiamo in assetto per raggiungere la boa di bolina. Un paio di bordi senza storia e chiudiamo terzi.

Ecco, quel "senza storia" non è esatto. Una storia, in barca, c'è sempre: fatta di onde, di vento e di spruzzi d'acqua, di cose capite e di altre che si pensava di aver capito e invece, di fiducia e di scazzi. Ma per raccontarle come si deve bisogna essere un po' più bravi di così.

Impareremo anche quello.

sabato 5 dicembre 2009

giovedì 3 dicembre 2009

Marketing

A pensare male si fa peccato, ma il più delle volte si indovina.
Alla luce di questa considerazione, comincio a pensare che tutti i call center che mi chiamano a casa, e che sostengono di stare cercando altre persone, non sbaglino numero (se così fosse si limiterebbero a scusarsi urbanamente, non proseguirebbero imperterriti con l'illustrazione della loro "imperdibile" offerta) ma abbiano solo trovato un modo furbetto per aggirare le normative sulla privacy.
In qualsiasi caso, che peste li colga.

mercoledì 2 dicembre 2009

martedì 1 dicembre 2009

Metereologia

Diciamocelo: un temporale con lampi, tuoni e grandine non è una cosa molto frequente, in dicembre...

lunedì 30 novembre 2009

Winter Cup, 1° regata (XXIII Natale sul golfo)

Sotto un cielo che minacciava piogga, ma che ha prodotto solo qualche timida goccia qua e là, sono state effettuate le prime due prove della Winter Cup del basso Garda.
La prima è stata senza storia. O meglio, ha avuto una storia molto triste sotto il profilo competitivo: partiti dalla parte sbagliata del campo abbiamo perso subito il contatto con gli altri Fun, perchè loro avevano aria per muoversi velocemente, mentre noi molto meno. Arrivati in prossimità della boa di bolina l'aria ha cominciato a girare, tant'è che siamo tornati sui nostri passi senza cambiare bordo, ma dopo essere stati costretti a un largo giro attorno al palloncino arancione. Nel proseguio abbiamo recuperato un po' rispetto ai battistrada, ma non sufficiente ad evitarci l'ultimo posto in classifica.
Seconda prova più interessante: partenza caotica, senza essere riusciti a capire bene dove fosse la linea, ma comunque vicini agli avversari, bolina discreta nonostante qualche incrocio ci abbia fatto perdere un po' di metri e giriamo la boa terzi (non che sia un dato eclatante, eravamo solo in cinque...). Poppa orribile: Funny Frog ci passa a cinque metri (quindi ragionevolmente con la nostra stessa aria) andando ad una velocità doppia. L'aria gira, anche se in modo meno drammatico rispetto alla prova precedente e la seconda bolina diventa un lato monobordo mure a sinistra, durante il quale riusciamo a ripassare davanti alle ranocchie (le vele nuove qualcosa fanno, alla fine). Giriamo ancora terzi, ma anche stavolta ci facciamo superare nella successiva poppa, evidentemente abbiamo ancora qualcosina da imparare, e chiudiamo quarti.
Speriamo di fare meglio alla prossima, và...

sabato 28 novembre 2009

Incidenti di percorso

Risparmiare cercando di utilizzare i jeans per il più lungo tempo possibile può esporre a dei rischi.
Tipo che ti si aprano al cavallo, da parte a parte, mentre stai facendo un giro in barca.

mercoledì 25 novembre 2009

Cuore di padre

In un altro tempo e in un altro luogo, avevo scritto della profonda emozione che mi aveva suscitato sentire mio figlio che suonava al pianoforte Go With the Flow di Giovanni Allevi. Qualcuno (di cui è bene tacere anche il nome) aveva ironizzato sul fatto che, per descrivere la cosa, avessi linkato il video ufficiale dell'artista. Nel frattempo mi sono attrezzato, in modo purtroppo rudimentale, e adesso sono in grado di mostrare la realtà dei fatti:



... e l'emozione è sempre fortissima :)

venerdì 20 novembre 2009

Vita di campagna

Può darsi sia una coincidenza.
Cioè: il fatto che io utilizzi il trattorino da una trentina d'anni e che mio figlio lo abbia guidato in qualche occasione senza che mai nulla sia successo, mentre le tre volte che i figli di mia sorella ci sono saliti sopra si sia inchiodato il cambio, può anche essere solo una questione di sfiga.












Però, siccome quello che poi deve riparare il trabiccolo sono io, mi sa tanto che non ci saliranno più.

giovedì 19 novembre 2009

Questioni di priorità



Sì, lo so , l'avete già vista.
Era solo per sottolineare il fatto che, quello, è l'unico vetro di tutta la casa che pulisco

martedì 17 novembre 2009

I vantaggi dell'inverno

Se ci si è dimenticati di prendere le birre dalla cantina per metterle in frigo, non è necessario aspettare delle ore prima di poterle bere.

venerdì 13 novembre 2009

Se una notte d'inverno un viaggiatore...

...dovesse aggirarsi per le vie di un piccolo paese trasportando un grosso ventilatore, non dovete pensare che sia necessariamente impazzito.


Abito in una vecchia casa sul lago. Per essere precisi occupo un pezzetto della casa che il mio bisnonno acquistò negli anni venti del secolo scorso. Un paio di stanze al primo piano, quelle che in origine erano, credo, il soggiorno e la sala da pranzo. Nelle varie ristrutturazioni susseguitesi dopo la seconda guerra mondiale, la sala da pranzo è stata rimpicciolita per fare posto ad un minuscolo bagno e a un piccolo corridoio, ed è stata aperta una ulteriore porta tra la sala e quello che era il soggiorno.
il risultato finale è grossomodo questo:


Adesso la stanza sulla destra è il mio soggiorno-cucina e quella sulla sinistra è la camera da letto.
La stufa famosa, di cui ho già parlato e che amo di un amore intenso e corrisposto, è in cucina, per cui la camera da letto in inverno è decisamente freddina. In generale questo non sarebbe un problema: quando si è a letto ben coperti si può stare molto bene anche se nella stanza non ci sono i canonici 18-20°, ma io in camera ho anche la scrivania e il computer, per cui ci lavoro stando seduto, e in quel caso anche venti gradi rischiano di essere pochini.
Soluzione: un ventilatore posto in prossimità della porta tra la stanza da letto e il corridoio soffia l'aria in direzione del bagno. La depressione causata da questo flusso viene compensata con un trasferimento di aria, notevolmente più calda, tra la cucina e la camera attraverso l'altra porta.

Quindi, se una notte d'inverno un viaggiatore si aggira con un grosso ventilatore, non è improvvisamente impazzito, ha solo escogitato una semplice soluzione ad un problema di distribuzione del calore.

mercoledì 11 novembre 2009

Diminutio

Il database non è un programma per computer. E' IL programma.
Qualsiasi applicazione (ad esclusione, forse, di quelle che si occupano di manipolazione audio-video) per funzionare ha bisogno di dati, e questi dati devono essere ben organizzati per poter essere raccolti velocemente.
Non sto ovviamente parlando della mia rubrica telefonica, per la quale un foglietto di carta strappato da un quaderno è più che bastevole, ma esistono situazioni nelle quali occorre selezionare qualche centinaio (migliaio, milione) di righe di dati da tabelle che ne contengono milioni o miliardi in funzione di un qualche valore in esso contenuto.

Facciamo un esempio, tanto per capirci: supponiamo di voler estrarre dalla guida del telefono gli indirizzi di tutti gli abitanti di Milano che hanno cognome Rossi. E' una lavorata, però è relativamente semplice, perche nella guida del telefono i nominativi sono raggruppati per comune e con i cognomi in ordine alfabetico. Sarebbe assai più complicato raccogliere gli indirizzi di tutti quelli che si chiamano Paolo: l'unico modo a nostra disposizione sarebbe quello di scorrere ad una ad una tutte le righe della guida, un compito decisamente proibitivo.

Per i computer e i database la situazione è la stessa: per estrarre i dati da una tabella deve scorrere le righe ad una ad una, a meno che non abbia a disposizione un elenco ordinato, un indice.
Ovviamente ogni particolare ricerca avrebbe bisogno di un particolare indice, e visto che questi indici hanno un "costo" (occupano spazio, e devono essere aggiornati ogni volta che si variano i dati, e quindi impegnano tempo) bisogna ponderare bene quanti e quali valga la pena di creare.

La corretta progettazione degli indici era una di quelle cose che distinguevano le applicazioni ben fatte da quelle raffazzonate.

Parlo al passato perchè adesso esistono i profiler: tu lo accendi, lavori un po' con i tuoi dati, magari proprio in un contesto di utilizzo reale del programma, e alla fine il profiler ti dice quali indici sarebbe bene inserire nella tua tabella, anzi, se schiacci un bottone li genera direttamente lui.
Bello è bello, ma mi sento tanto ridotto a una scimmietta.

venerdì 6 novembre 2009

Suoni

Il combinato disposto del ticchettio della pioggia e del crepitio del fuoco nella stufa è estremamente rilassante.

giovedì 5 novembre 2009

Skiantos

Si prende un tot di fagioli secchi, poniamo il caso dei cannellini, che andrebbero bene anche dei borlotti, o quelli dell'occhio, o quelli di Lamon, o magari dei toscanelli, ma al supermercato c'erano solo quelli e quindi.
Si prendono, dicevo, e si mettono a bagno. Almeno per una notte. Voi nel frattempo fate un po' quello che volete, che non è proprio necessario che stiate lì in contemplazione del mistero del fagiolo umidificato e in fondo questa è solo una ricetta, non un vademecum sul come passare le lunghe notti invernali.
Passata la notte si affetta qualche cipolla (che è decisamente un bel modo per cominciare una giornata), si grattugia qualche carota e le si mettono a soffriggere in una pentola di generose dimensioni, visto che non resteranno sole a lungo: di lì a qualche minuto saranno raggiunte dai fagioli (scolati) e da una abbondante dose di pomodori. Nel mentre che il tutto comincia a sobbollire si soffrigge dell'aglio in una padella ove, successivamente, verranno poste a rosolare delle salsicce (salamelle? salamine?) spellate e tagliate a pezzi e della lonza di maiale, anch'essa sezionata a dovere. Al termine della rosolatura (rosolazione?) trasferire i pezzi di carne nella pentola e attendere che il tutto giunga a cottura. Aggiungere, a piacere, del rosmarino.
Servire con la polenta, che è la morte sua.

Il titolo è un omaggio musicale di nicchia, se non riuscite a coglierlo guardate qui.

lunedì 2 novembre 2009

Scriviamolo piccolo, che è meglio...

Mi è tornata la voglia di lavorare...

martedì 27 ottobre 2009

Il dono della sintesi


Non riesco a contare le volte in cui mi sarebbe piaciuto esprimere lo stesso concetto ma non sono stato in grado di farlo...
XKCD, un grande.

sabato 24 ottobre 2009

Lacrime

Le cipolle sono buone, ma fanno piangere.
Bisogna sapere che, contrariamente a quanto si crede, gli acidi sulfenici responsabili della lacrimazione non giungono direttamente agli occhi, ma sono irritanti solo se inalati, ragion per cui è sufficiente tapparsi il naso con una molletta da bucato per evitare questo inconveniente.
Anche perchè dopo qualche secondo il naso fa così male che un eventuale bruciore agli occhi passerebbe totalmente inosservato.

mercoledì 21 ottobre 2009

Piccole angosce

La macchina nuova funziona bene. La cosa non è poi così sorprendente: oltre ad essere, appunto, nuova, quella precedente, tanto per citare un paio di difetti, aveva il riscaldamento che non si riusciva a spegnere e chiavi diverse per l'apertura della portiera, l'accensione e il tappo del serbatoio; soddisfarmi non era quindi un compito così difficile.
Tanto per dire, la cosa che mi piace in questa è che nonostante abbia l'airbag nel volante il clacson suona se si preme il centro dello stesso. Non so se dipenda dal fatto che la mia prima macchinina a pedali avesse una trombetta posizionata proprio lì, ma nelle automobili che hanno il clacson posizionato in altri punti (sulle razze del volante o addirittura su una levetta in fianco ad esso) non mi è mai riuscito di trovarlo nel momento del bisogno.
La cosa spiacevole, invece, è che è dotata di un computer di bordo che informa in tempo reale sul consumo di carburante, e che quest'ultimo sia strettamente dipendente dalla velocità di crociera; questo fatto, unito alla mia nota micragnosità, mi ha portato ad abbassare notevolmente la mia media oraria.
Mi sto trasformando in un intralcio alla circolazione.

martedì 20 ottobre 2009

Disdetta

Non mi piace avere lo schermo del monitor sporco. Le macchioline e la polvere interferiscono con la corretta visione e a lungo andare possono causare mal di testa.
Pulire uno schermo lcd non è banalissimo: bisogna evitare prodotti abrasivi o infiammabili, ma l'acqua non sempre basta, e panni che non lascino peluchi. Bisogna lavorare con pazienza e attenzione per evitare di lasciare aloni e per pulire tutto.
Ovviamente, appena terminata l'operazione, un sonoro starnuto vanificherà tutti gli sforzi profusi.

venerdì 16 ottobre 2009

domenica 11 ottobre 2009

mercoledì 7 ottobre 2009

Attualità

Gioia, gaudio e tripudio

lunedì 5 ottobre 2009

Perplessità

Il mio rapporto con la scuola elementare è finito da molto tempo. Da così tanto che adesso non si chiama neppure più così, ma non stiamo qui a sottilizzare. Personalmente ho smesso di andarci più di trent'anni fa e anche il pargolo è approdato ad altri lidi da ormai cinque anni, quindi non so più come sia organizzata, però recentemente mi è capitato di accompagnare una mamma a prendere sua figlia all'uscita della scuola.
Non so come funzioni dalle altre parti, però in quella scuola gli insegnanti fanno uscire i bambini uno alla volta e li trattengono sulla soglia fino a che non hanno individuato un genitore o un suo delegato ufficiale che li sta attendendo nel giardino antistante.
Ecco... A me questa cosa sembra terribile. Può darsi che io sia un ingenuo, o un'anima candida, però questa organizzazione mi pare molto diseducativa. Posso capire che esistano situazioni specifiche nelle quali si sia costretti ad agire in tale modo ma estendere queste modalità alla generalità degli studenti non li aiuta certo ad imparare a gestirsi autonomamente.

sabato 3 ottobre 2009

Ti sembra di vedere qualcosa di strano?


Sì, forse c'è qualcosa, ma proviamo a guardare più da vicino...



Ma è un ghiro!!!
E non è neanche l'unico!!!







mercoledì 30 settembre 2009

Migrazioni

Quando arriva settembre i turisti abbandonano le zone di villeggiatura mentre le zanzare, purtroppo, restano.

lunedì 28 settembre 2009

Children's Wind Cup

Secondo gli organizzatori avrebbe dovuto essere un'iniziativa di pura beneficenza, un fine settimana di solidarieta con l'Associazione Bambino Emopatico, ma noi li abbiamo convinti a fare una regata vera, almeno al sabato, poi domenica ci saremmo resi disponibili a scarrozzare i bimbi sulle onde.
La barca sabato mattina non era ancora pronta: una piccola crepa vicino alle lande delle sartie si era riaperta, facendo inzuppare e marcire il legno del sandwich, in settimana il pezzo di legno era stato sostituito e ripristinata la resinatura sottostante, però c'era ancora da fissare tutta la ferramenta. L'operazione è andata per le lunghe a causa di alcuni imprevisti e ci siamo ritrovati a varare la barca in netto ritardo sulla tabella di marcia. Corsa spasmodica con sistemazione delle ultime attrezzature quando si era già in navigazione per arrivare in zona partenza entro l'una del pomeriggio. Ci siamo anche riusciti, peccato che a quel punto non ci fosse vento e che la partenza sia stata rimandata: in pratica abbiamo fatto tutto di corsa per ritrovarci a dondolare fuori dal porto nuovo di Bogliaco.
Con calma, molta calma, l'aria ha cominciato a muoversi verso le due e mezza. Con calma, molta calma, il campo di gara è stato posizionato e con calma, molta calma, verso le tre sono iniziate le procedure di partenza.
Equipaggio notevolmente rimaneggiato: Bubi al timone, Anna tailer, Annibale alle volanti e io a prua. Forse è per quello che abbiamo fatto una prima bolina ottima, tenendo il passo dei migliori, anche se preferisco sperare, Bubi non me ne voglia, che grossa parte del miglioramento fosse dovuto alle vele nuove. Primo lato di poppa sufficiente: perdiamo qualche metro ma nessuna posizione, secondo lato di bolina monobordo perchè il vento è girato (e già il campo non era drittissimo neppure prima), seconda poppa DISASTROSA. No, disastrosa non rende l'idea: sembrava avessimo il freno a mano tirato. Finito ottavi, vale a dire penultimi.
L'unica consolazione è che abbiamo ampi spazi di miglioramento.
Domenica bella festa con i bimbi, peccato solo che il vento non si sia fatto nè vedere nè sentire.

Autocoscienza

Il pandino deve aver capito che si trattava del suo ultimo viaggio e ha deciso di lasciarmi a piedi...

martedì 22 settembre 2009

Epifanie

Cazzo, ho comprato un suv!

venerdì 18 settembre 2009

Money

Non sempre i soldi aggiustano tutto: se non riuscite a fare la cacca, comprarla già fatta non risolverà il vostro problema.

mercoledì 16 settembre 2009

martedì 15 settembre 2009

Putine

I vicini di casa veneti non fraintendano, non sto parlando di ragazze.
Le "putine", nella parlata del basso gardesano bresciano, sono i germogli dei papaveri raccolti in primavera quando, secondo la saggezza popolare, "ogni erba è buona".
Possono essere servite come contorno lessate e ripassate in padella con burro e formaggio grattuggiato, il sapore ricorda quello dello spinacio ma sono decisamente più buone. Soprattutto se avete a disposizione una mamma (o altro parente con molto tempo a disposizione) che le raccolga, le cernisca, le pulisca e le lessi, perchè è una lavorata pazzesca, anche perchè, come tutte le verdure, il loro volume diminuisce drammaticamente dopo la cottura

lunedì 14 settembre 2009

Cioccolato

Avevo voglia di cioccolato bianco con le nocciole intere, al supermercato non c'era, così ho comprato il cioccolato al latte con le nocciole intere, ma non mi ha dato la stessa soddisfazione.
Quando si prende qualcosa per puro sfizio bisognerebbe avere il coraggio di rinunciare se non si trova esattamente ciò che si sta cercando.

venerdì 11 settembre 2009

Natale fuori stagione

Ho appena ritirato dal velaio il mio primo paio di vele nuove. Mi sento come un bambino in attesa di aprire i pacchetti che stanno sotto l'albero.

giovedì 10 settembre 2009

mercoledì 9 settembre 2009

Festa

Oggi è il mio onomastico, e nemmeno me lo ricordavo...

martedì 8 settembre 2009

Malanni di stagione

L'estate sta finendo (e un anno se ne va / sto diventando grande / lo sai che non mi va) e tra breve arriveranno i primi freddi.
Quest'anno è prevista l'invasione della nuova influenza, chiamata indifferentemente "suina", "a" o "H1N1", tanto per rendere le cose più trasparenti. Grande confusione regna anche sui dati relativi alla mortalità di questo virus: si va da un allarmante 10% del Brasile ad un 0,4% dell'Australia, fino a un consolante 0% della Germania (a fronte di oltre sedicimila casi accertati) (i dati sono stati presi da qui).
A mio avviso (anche se non sono un medico) mi sembra che sia stato fatto un eccessivo clamore intorno ad un fenomeno tutto sommato poco preoccupante, e qualche volta mi viene pure il sospetto che venga utilizzato per contrabbandare provvedimenti bacchettoni.

lunedì 7 settembre 2009

Etologia

Per una serie di ragioni che sarebbe forse troppo lungo elencare qui, mi trovo ad ospitare una coppia di conigli.
Non mi era mai capitato di avere a che fare con animali del genere, se non in alcune lontane visite a qualche cascina, dove erano tenuti in strette gabbie in attesa di trasformarsi in spezzatini e questa è la prima volta che ho occasione di osservarli in una sorta di "libertà".
Sono animali timidi e curiosissimi, con metodo e con cautela esplorano tutto l'ambiente che li circonda a piccole tappe. Possiedono una strana forma di tenacia incostante: una volta che ho messo un ostacolo per ipedire loro di infilarsi in uno spazio molto angusto dal quale sarebbe stato difficile recuperarli, si sono scavati un passaggio sotterraneo, ma non in un'unica tornata: lavoravano un po', poi si dedicavano ad altro, poi ricominciavano e così via, fino a quando sono riusciti a passare di nuovo.
Eccoli qui: Lola e Romeo









sabato 5 settembre 2009

Centomiglia





video

Il comitato organizzatore ha rimandato la partenza di un'ora.

Noi l'abbiamo rimandata all'anno prossimo :(

venerdì 4 settembre 2009

Caramella bis

Partenza:


Dopo un'ora e un quarto:


Dopo due ore e mezza (sì, lo so, l'ho abbandonata un attimo ed è traboccata):


Dopo tre ore e mezza:


Dopo circa cinque ore è finita:


Raffreddamento:


Sezionamento:


Confezionamento:


giovedì 3 settembre 2009

Coniugatio

Julie de Corrençon, compagna di Benjamin Malaussène nella imperdibile saga creata da Daniel Pennac, ritiene che i migliori amanti siano gli ultimi rappresentanti delle popolazioni primitive, o i rivoluzionari nel giorno della vittoria, perchè sono gli unici che scopano all'indicativo presente. Trombano per il qui e l'adesso, senza altri pensieri o distrazioni.
Beh, certo. E' un pensiero condivisibile: qualsiasi altro tempo o modo verbale può essere assai molesto.
Ci sono quelli che scopano all'infinito, e per quanto all'inizio possa sembrare interessante alla fine annoia. C'è ci scopa al passato, perchè era meglio, oppure al futuro perchè spera di ottenere qualcosa dalla prestazione.
C'è chi scopa al condizionale, o, meglio, non scopa mai, perchè scoperebbe se...
C'è chi scopa al gerundio, osservandosi mentre lo fa, probabilmente sono quelli che si filmano per poi mettere il video in rete; ci sono i feticisti che scopano al congiuntivo, in modo cerebrale e con gran dispendio di gadget erotici; e la sola idea di scopare all'imperativo è totalmente aberrante.
Sì, l'indicativo presente è decisamente il modo e il tempo migliore.

lunedì 31 agosto 2009

Glossario marittimo (43° trofeo Gorla)

Il fianco della barca si chiama murata; il suo margine superiore è denominato falchetta. Spesso nella zona di poppa e in quella di prua vi sono fissate delle strutture tubolari, chiamate pulpiti. Tra il pulpito di poppa e quello di prua, sostenuti ad intervalli regolari da dei piantini verticali chiamati candelieri, corrono dei cavi orizzontali, che possono essere d'acciaio o di fibre sintetiche, chiamati draglie. Dato che nelle barche a vela capita spesso di sporgersi fuori bordo sostenendosi a queste strutture, di solito alcuni tratti di cavo sono sostituiti da una spessa fettuccia, assai più confortevole.
Orbene: è assai consigliabile controllare spesso lo stato delle cuciture che fissano la fettuccia al resto della draglia, se no vi può capitare di far cadere in acqua un membro dell'equipaggio e di arrivare ultimi.

venerdì 28 agosto 2009

giovedì 27 agosto 2009

Invidia, ma poca

Gorla e Centomiglia si avvicinano, ultimi ritocchi alle barche





E' un po' più bellina della mia, ma mica poi tanto...

mercoledì 26 agosto 2009

Lago di Ledro


Cliccare sull'immagine per la versione ingrandita
Autostitch è grande :)

domenica 23 agosto 2009

venerdì 21 agosto 2009

Vitello tonnato

Sfatiamo un mito: non è un piatto della gastronomia transalpina, bensì piemontese, quindi non chiamatelo vitel tonnè (anche se un certo interscambio culturale tra le due zone è esistito, e potremmo anche tollerare il ribattezzo).
E' piatto estivo assai diffuso e come tale la ricetta ha subito notevoli rimaneggiamenti (c'è anche chi prepara il "porcel tonnè"). In ogni caso non mi piace fare il "purista", gettarmi in una improbabile ricerca delle fonti per dire che una versione è più autentica dell'altra: io lo faccio così perchè mi piace, che sia anche "nato" così è un altro discorso.
Si prende un pezzo di carne e lo si lessa, assieme alle solite carote-cipolle-sedano, con l'eventuale aggiunta di chiodi di garofano e vino bianco. Quando è cotto si mette in frigo (la carne fredda è molto più facile da affettare).
Nel frattempo si prende un capace frullatore e ci si mette dentro del tonno in scatola, qualche uovo sodo, filetti di acciughe e capperi dissalati. Si frulla coscientemente il tutto, se la consistenza risulta eccessiva (e sicuramente lo sarà) si ammorbidisce aggiungendo olio e/o il brodo in cui è stata cotta la carne.
Si affetta la carne (non c'è bisogno di usare un microtomo, è meglio che le fette abbiano una certa consistenza) e si dispone a strati alternandola alla salsa, il tutto può essere decorato da qualche cappero e da qualche rondella di carota (ma di solito io salto questo step). A questo punto è consigliabile far riposare la pietanza in frigorifero per permettere un certo assestamento dei sapori.
Se il contenitore in cui si fanno gli strati è a chiusura ermetica diventa un'ottima pietanza da pic nic.

lunedì 17 agosto 2009

Caramella

"LA" caramella per eccellenza, a mio modesto parere: la mou!
In apparenza è estremamente semplice, come le spumiglie, ma avete mai provato a farle davvero? Io sì, ma non è che siano riuscite proprio benissimo...
Anyway, ne esistono parecchie versioni: la base è costituita da latte (o panna), zucchero, vaniglia. Qualcuno indica una pari quantità di latte (o panna) e zucchero, altri consigliano di abbondare ulteriormente con quest'ultimo, alcuni suggeriscono l'aggiunta di una noce di burro. Quale che sia la composizione bisogna mettere tutto in un pentolino, con fuoco basso, mescolando con pazienza. Con molta pazienza: prima che raggiungano una consistenza accettabile possono passare ore.
Confesso: anche queste non mi sono riuscite sempre benissimo...

sabato 15 agosto 2009

A scoppio ritardato

La CEI, a seguito della sentenza del TAR che esclude i professori di religione dallo scrutinio, ha accusato l'organo amministrativo di "bieco illuminismo".
A rigor di logica vuol dire che si autoeleggono campioni dell'oscurantismo.

giovedì 13 agosto 2009

Pubblicità ingannevole

I ROTOLONI REGINA NON FINISCONO MAI!!!

Balle!


mercoledì 5 agosto 2009

Domino

Sto per uscire di casa. Mi ricordo all'ultimo mometo di essermi ripromesso di mettere a lavare la tovaglia prima di uscire. Colazioni, pranzi e cene l'hanno ridotta in uno stato pietoso: briciole di pane cementate con il miele, macchie di sugo e cenere di sigaretta a gogo.

Disgraziatamente la lavatrice è già occupata, ci sono i calzini e le mutande lavati il giorno prima, tocca di svuotarla.

Il secchio della biancheria però contiene ancora le magliette e i pantaloncini tolti dallo stenditoio qualche giorno fa, bisognerebbe piegare il tutto e metterlo nei cassetti (stirare? what's stirare?) solo che davanti al cassettone ci sono gli scatoloni ancora pieni di cianfrusaglie a cui non è stato assegnato un posto definitivo.

Esco, ci penserò domani.

domenica 2 agosto 2009

Definizioni

Si chiamano "animali da compagnia" perchè non li puoi lasciare soli un attimo.

mercoledì 29 luglio 2009

Manuali

Leggere la manualistica relativa allo sport velistico è incredibilmente istruttivo. Bella forza, direte voi: i manuali sono fatti apposta per "istruire"...
E invece no: quelli della vela sono ancora più istruttivi degli altri, sono, passatemi il termine, metaistruttivi. Perchè più si approfondisce la materia, più si passa da quelli "for beginners" a quelli per regatanti smaliziati, più le indicazioni si fanno flessibili, più i dogmi vengono abbandonati. In sostanza ti viene detto che se vuoi diventare davvero davvero bravo ti devi arrangiare e devi saper trovare da solo la tua strada.
E questo vale non solo nella vela.

martedì 28 luglio 2009

Harry Potter

Ieri sera sono andato a vedere il film basato sul sesto romanzo. Delusione pazzesca. Posso capire che non si possa far entrare un libro in un film e che sia necessario "riassumere", ma perché inserire pezzi assolutamente inesistenti? Tanto per aumentare l'azione e poter usare qualche scintilla in più?
Unica cosa gradevole è stata la visualizzazione dei ricordi del pensatoio (che, a margine, è un cratere di pietra, non una vaschetta d'acciaio inossidabile): forme nebulose che acquistano sostanza nel momento in cui attraggono l'attenzione di chi sta ricordando. Un po' poco per due ore e rotti di film.
Ah, un'ultima cosa: solo io trovo che Gazza assomigli terribilmente a Vasco Rossi?

domenica 26 luglio 2009

Cattivi pensieri

Oggi si esce in barca. Per provare il motore nuovo (quello vecchio è defunto dopo essersi tuffato in acqua: era vecchio, forse aveva deciso che era meglio finire in gloria che spegnersi poco a poco) e per far provare al nipotastro l'ebrezza dello spinnaker. Una volta calato il barchino in acqua mi accorgo che qualcuno, in un momento imprecisato ma che immagino buio e notturno, ha tagliato la scotta di randa per impadronirsene.
A parte gli ovvi rimandi ad Alex Drastico, gli auguro che gli sia servita per impiccarsi.

giovedì 23 luglio 2009

La difficoltà della coerenza

- Deve essere difficile essere cattolico e gay
- Molto meno che essere testimone di geova e vampiro

sabato 11 luglio 2009

Tigellando

Buon appetito.

giovedì 9 luglio 2009

Phon

Porto i capelli corti (che detta così fa un po' "ma come porti i capelli bella bionda", di antica memoria), per cui, a rigor di logica, potrei fare a meno dell'asciugacapelli, che di fatto non uso mai.
Però sono contento di averne acquistato uno in un momento di scialacquaggine: per accendere la carbonella è fantastico.

domenica 5 luglio 2009

giovedì 2 luglio 2009

Back home

Qindici giorni fa, più o meno, il viaggio di andata. Il cantiere ha terminato di sistemare la barca quindi è arrivato il momento di riportarla a casa. La barca solamente, che il motore, tuffatosi in acqua in un istante di follia, è stato giudicato irreparabile.
L'equipaggio è quello dell'altra volta: il pargolo, il nipote grande e io. Special guest il motore sottratto al Gof con il suo preventivo assenso, a salvaguardia del rientro, nel caso il dio Eolo non ci faccia la grazia di soffiare per noi.
Si paga il compenso all'artista che ha restaurato il mezzo (breve momento di intensa pena), si assiste alla calata in acqua del barchino (varo, ho detto che si dice varo!), si caricano i bagagli e i generi di conforto che devono rendere più piacevole il viaggio e si accende il motore per uscire dal porticciolo. Cioè: ci si prova, che lui fa un generoso tentativo, scoppietta per qualche secondo e poi si riacquieta. Lui si riacquieta, che io invece comincio a innervosirmi: tiro la funicella, accelero, decelero, tiro lo starter, mollo lo starter (e tutte le possibili combinazioni di questi parametri) senza ottenere risultato alcuno. Il nipote grande suggerisce: "non è che c'è un rubinetto della benzina da aprire?" "Ma no", penso io, "cosa vuoi che ci sia il rubinetto della benzina su questi aggeggi...".
Per vostra informazione, il rubinetto della benzina c'è, ed una volta aperto il motore parte allegro e sobbalzante.
Si mollano gli ormeggi, si esce dal porto, si issano le vele e via che si va.

lunedì 29 giugno 2009

Dalla mia finestra

Bisogna sporgersi un po', ma un pezzetto di lago si riesce a vedere :)