giovedì 31 marzo 2011

Pasta rapida

Pasta corta, consiglierei fusilli (ma solo perchè è l'unico formato di pasta corta che ho in casa. Poi ci sono le trenette come pasta lunga, ed è finita lì, perchè odio avere mille confezioni di pasta di formati diversi, tutte aperte e tutte insufficienti a fare una porzione).


Olive nere snocciolate in salamoia. Vi direi anche la marca, ma visto che comunque non mi darebbero un centesimo evito di fare pubblicità


Caprino di puro latte vaccino. Una contraddizione in termini, ma così è, e al momento non ho voglia di indagare su questa strana denominazione


Si frullano le olive, si mescolano al formaggio e con questo composto si condisce la pasta lessata. Ci vuol più tempo a scriverlo che a farlo. E' appena un gradino sopra l'aprire una scatoletta di pesto e versarla sulle trenette, però è buona


mercoledì 30 marzo 2011

Delle regolazioni sulle barche

Sulla nostra barca (ma un po' su tutte, credo) ci sono una miriade di particolari da regolare per adattare il comportamento dell'attrezzatura alle condizioni del vento e delle onde. Quando si è agli inizi, in genere, ci si limita a quelle principali, lasciando fissi tutta una serie di altri dettagli, poi via via che si prende confidenza con il mezzo si incomincia a smanacciare un po' su tutto. E le prestazioni calano. Perchè se lasci tutto fermo succede che ogni tanto le condizioni siano proprio quelle adatte alla tua configurazione, se cambi le cose "a caso" invece non succederà mai (per la ben nota legge di Murphy). E' come per gli orologi: un orologio fermo segna l'ora esatta due volte al giorno, uno che ritarda di un minuto ogni 24 ore la segnerà correttamente una volta al mese.

martedì 29 marzo 2011

Invoice's rant, terza puntata

La prima è qui, la seconda qui. Alla fine la cosa si è rivelata superiore alle loro capacità e hanno dovuto mandarmi un assegno circolare per l'importo del credito. Adesso si tratta di vedere se nella prossima bolletta si lamenteranno ancora di quelle non pagate...

lunedì 28 marzo 2011

Google search

No, dico... Non so perchè, ma il fatto che qualcuno possa essere arrivato sul mio blog tramite Google cercando "il cazzo più bello del 2011" mi inorgoglisce un po'...

domenica 27 marzo 2011

Trofeo Valle delle Cartiere

Poteva andare peggio. Intanto perchè finchè facciamo le regate vuol dire che siamo vivi, abbastanza in salute e senza grossi problemi, e già questo potrebbe essere considerato bastevole ad accendere un cero a una qualsiasi divinità a vostra scelta. Poi perchè la ragazza che ha subito un incidente sciistico (raccontato qui) è guarita e ha potuto finalmente fare una regata insieme a noi. Poi perchè il pargolo, compatibilmente con gli impegni scolastici, continua a venire in barca, e questo è fonte di una gioia difficile da tradurre in parole ma facile da comprendere. Poteva andare peggio, che quando abbiamo messo le barche in acqua sabato non c'era un filo d'aria, e invece poi il vento è arrivato e si sono potute fare le due prove in programma. E potevano anche andare meglio, però nella prima abbiamo approfittato del litigio di due barche per guadagnare una posizione in classifica, e nella seconda abbiamo fatto una partenza strepitosa, costringendo sia le ranocchie che i fratellazzi ad incrociarci dietro. E fa niente se poi abbiamo chiuso penultimi, queste son soddisfazioni che scaldano il cuore. Poteva andare peggio, perchè per domenica era prevista pioggia, e invece non è arrivata; c'era invece un vento leggero e costante. E potremmo imparare a far andare meglio la barca in poppa, certo, ma possiamo sempre dire che è stimolante sapere di avere margini di miglioramento (anche se è triste vedere qualcuno in parte a te, spinto dalla stessa aria, che riesce ad essere contemporaneamente più veloce e più poggiato), e comunque una posizione l'abbiamo rosicchiata grazie a una sagace e fortunata scelta tattica (fortunata ma non fortuita). E si va avanti così, cercando di imparare dalle esperienze e apprezzando ciò che di buono comunque ci capita.

venerdì 25 marzo 2011

Promemoria

Le difficoltà esistono allo scopo di poter dimostrare quanto tieni a un risultato

mercoledì 23 marzo 2011

Biscotti da caffè

Ogni promessa è debito...

per cui ho fatto i biscotti secondo la ricetta di Sogno mettendo come "aroma" un goccio di sambuca.
Che dire: ricetta perfetta.
Anche quando dice che l'impasto basta per venti biscotti :)

martedì 22 marzo 2011

Tabagismo

Tra i vari vizi ai quali indulgo c'è anche il fumo. Sigarette, per la precisione.
Non è una cosa della quale andare orgogliosi, lo ammetto: è nocivo alla salute e quantomeno fastidioso per chi circonda il fumatore, però sono abbastanza convinto del fatto che non riuscirò a vivere in eterno anche se dovessi smettere, quindi proseguo imperterrito.
Non del tutto imperterrito, in verità: una parte del mio subconscio ha evidentemente deciso, per sue imperscrutabili ragioni (se le ragioni non fossero imperscrutabili non si chiamerebbe subconscio) che non è il caso che io continui e mi gioca dei simpatici scherzetti. Tipo farmi uscire di casa con le sigarette, ma senza l'accendino.
Conscio di queste difficoltà, settimana scorsa, quando s'è trattato di partire per la regata (nella quale, lo ricordo, erano previste piatte epiche, situazioni nelle quali è facile perdere la pazienza se non si ha un cilindretto di carta imbottito di tabacco e una qualche fonte di calore atta ad accenderlo) ho dedicato molta attenzione nel mettermi in tasca l'accendino. E ho lasciato a casa le sigarette.
Ieri mattina, invece, sono stato ancora più attento, e al momento di uscire ho controllato di avere sia l'accendino (ho verificato anche che funzionasse) che il pacchetto di sigarette. Al bisogno il pacchetto di sigarette si è rivelato desolatamente vuoto.
Non so quali altri tranelli mi preparerà il subconscio, ma devo dire che già così sta dando prova di una fantasia non comune...

lunedì 21 marzo 2011

sabato 19 marzo 2011

Biscotti da tè



Farina, burro, zucchero, uova, fecola di patate e un goccio di latte. Uhm... nei dolci le proporzioni sono fondamentali, molto più che nelle altre preparazioni, per cui specifichiamo:
  • 370 grammi di farina
  • 200 grammi di burro
  • 150 grammi di zucchero
  • 2 uova
  • 50 grammi di fecola di patate
  • 50 grammi di latte

Mescolare tutto assieme, mettere l'impasto in una tasca per dolci (eh, lo so, questa è la parte difficile dell'operazione) con una punta a stella e disporlo, più o meno artisitcamente, sulla carta da forno.

La ricetta, a questo punto, prevede di far riposare i biscottini crudi per una mezz'oretta in forno, io l'ho anche fatto, ma il significato di questo passaggio mi è oscuro, credo sia una sorta di gesto apotropaico.

Cuocere in forno a 200°, la ricetta che ho consultato parlava di dieci minuti, ma ho visto che per farli colorare un po' ne servono 25, se poi li lasciate dentro per 28 minuti si colorano molto. pure troppo.

venerdì 18 marzo 2011

Delle strategie lavorative

Immaginare nuovi modi per effettuare un'operazione è divertente.
Ma a un certo punto è il caso di smettere di immaginare e cominciare a costruire, e quando si realizza qualcosa non si possono seguire modi diversi, bisogna sceglierne uno solo.
Presto o tardi, il momento di decidere arriva.

Ancora da xkcd

I never trust anyone who's more excited about success than about doing the thing they want to be successful at.

(traduzione a braccio: non mi fido di nessuno che sia più eccitato dal successo che dal fare la cosa nella quale vuole avere successo)

martedì 15 marzo 2011

Miti

Sto proseguendo nella lettura dei libri di Feynman e sta diventando un'altro dei miei, pochissimi per altro, miti personali.

A margine, l'altro dei miei miti è Primo Levi, e mi domando se questi due abbiano mai avuto modo di entrare in contatto tra di loro. Che Levi "conoscesse" Feynman è estremamente probabile, avendo quest'ultimo vinto il Nobel per la fisica nel 1965 ed essendo il primo assai interessato alle cose scientifiche, non ho modo di sapere se anche l'inverso fosse possibile, ma avendo Levi raggiunto una certa notorietà in USA con "Se questo è un uomo" non è del tutto improbabile. Tra l'altro, leggendo i loro libri, si può notare una curiosa coincidenza: Levi racconta di aver svolto ricerche per verificare l'equazione di Onsager a riguardo delle molecole polari, Feynman invece si è ritrovato a illustrare una sua teoria riguardo al comportamento dell'elio liquido di fronte a Onsager medesimo, ricavandone un singolare encomio.

Al di là dei meriti per le scoperte nel suo campo, Feynman è ricordato per la sua qualità di docente: le sue lezioni sono state trascritte e pubblicate, se qualcuno avesse la curiosità di sapere di che cosa si occupa la fisica e di come cerchi di dare delle risposte ai misteri del mondo (anche sapendo di non poter mai dare verità definitive) i suoi "Sei pezzi facili" e "QED" sono letture estremamente affascinanti.

domenica 13 marzo 2011

Weather forecast (Trofeo Bianchi)

Noi velisti s'è molto sensibili alle previsioni del tempo: quando usciamo a navigare siamo in balia dei capricci del vento, e conoscerli con un certo anticipo ci consente di affrontarli con un minimo di equanimità. Che piova o ci sia il sole è relativamente importante, quello che ci interessa davvero sono i movimenti dell'aria.
Da giorni le previsioni erano concordi: bassa pressione stabile, cielo coperto, piogge sparse, aria ferma, al più qualche sbuffo da sud. E noi dovevamo partire da Bogliaco, arrivare a Campione e tornare indietro, per un totale di 12 miglia e rotti, non era una bella prospettiva.

E invece, niente pioggia e tanta aria da nord, tant'è che dopo un minimo di esitazione abbiamo deciso di regatare con il fiocchetto.

Bolina impegnativa: vento, onde, acqua che ci arrivava addosso a secchiate (dal basso e non anche dall'alto, ma quando ti scende dentro al colletto è fredda lo stesso) ma a ridosso dei primi, poppa completamente sbagliata: unici di tutta la flotta ci siamo attardati sulla costa bresciana e il vento ci ha abbandonato per una mezz'ora, metre gli altri continuavano a correre (che è una cosa che farebbe incazzare anche un santo). Nel finale torna il vento anche per noi, un po' a sbuffi ma senza fermarsi. e arriva anche la tanto annunciata pioggia. Delusi, fradici e intirizziti abbiamo molto apprezzato il tepore del circolo di Gargnano e la pasta gentilmente offerta.
Siamo arrivati ultimi, possiamo solo migliorare.

sabato 12 marzo 2011

Sondaggio

In ogni ricerca scientifica che si rispetti è di fondamentale importanza la raccolta di una gran massa di dati, sottoposti a ferree verifiche, in modo da stabilire, al di là di ogni ragionevole dubbio, che la teoria non viene contraddetta dalla pratica (eh, sarebbe troppo bello che potesse confermare la teoria).
Quindi, nell'ambito di una mia personale indagine sulla senescenza dell'attrezzatura per la manutenzione casalinga sono a chiedervi: anche a voi succede che i guanti di gomma (quelli per lavare i piatti, per intenderci) dopo un po' di tempo assumono l'antipatica tendenza ad incollarsi tra di loro e contemporaneamente a diventare scivolosissimi nei confronti di piatti e bicchieri?

venerdì 11 marzo 2011

Luoghi comuni

Post lungo, mettetevi pure comodi. Proprio non è possibile condensare ulteriormente l'argomento, già così siamo a rischio di dire delle grosse imprecisioni.

E se continuo con i preamboli, diventa ancora più lunga...

Allora, partiamo da lontano. Anche se per vederlo dobbiamo avvicinarci molto, perchè stiamo parlando di una cosa molto molto piccola: il DNA.

Spero che voi sappiate già di cosa si tratta, perchè io, dato lo spazio a mia disposizione, non posso andare oltre un "la molecola che contiene tutte le informazioni della vita". Per fare un paragone che a me risulta molto congeniale, potremmo dire che il DNA contiene (è) il programma che dice alla macchina cellula come deve funzionare. La cosa che non quadra in questo esempio è che il programma del computer non costruisce il computer, mentre il DNA contiene anche le informazioni su come la cellula si deve "costruire", ma non stiamo qui a sottilizzare.

E' davvero molto piccolo, e praticamente impossibile da vedere, però gli scienziati, facendo ricorso a tecniche molto sottili e fantasiose, sono riusciti a ricostruirne la struttura. Ne è risultata un lunga doppia elica, in un filamento è collegato all'altro tramite delle basi azotate. Queste basi sono quattro, hanno quattro nomi diversi ma in genere e per brevità vengono indicate con la sola iniziale del nome: A, T, C, G. Una delle particolarità che possiedono è quella di potersi legare solo a coppie fisse, A con T e C con G, e questa cosa è estremamente utile, perchè quando l'elica si svolge, separandosi in due filamenti singoli, attaccato a ciascuno di questi filamenti si ricostruisce pezzo per pezzo un filamento identico a quello appena separato, e il DNA si ritrova ad essere duplicato, pronto per dare inizio a una nuova cellula.
Questo, ovviamente, nel caso in cui funzioni tutto a puntino, il che succede il più delle volte ma non sempre.
E se qualcosa va storto? Quali sono le conseguenze?
Beh, se le cose vanno molto storte il DNA risultante non funziona, e la cellula muore, però le cose possono andare storte solo un po', anche perchè bisogna sapere che la parte importante del DNA, quella che contiene il programma di cui abbiamo parlato in precedenza, è solo una piccola frazione del totale, circa l'uno percento, e se la variazione va a interessare una parte "non codificante" c'è la probabilità che la cellula lavori esattamente come prima. Qualche volta capita anche che la cellula non lavori esattamente come prima, ma possa comunque vivere, e addirittura vivere meglio, ma ciò accade veramente di rado e non è quello di cui volevo parlare adesso (ce n'è già abbastanza così, come state cominciando ad accorgervi).

Allora, riassumiamo aggiungendo qualche dettaglio: il DNA umano è costituito da circa tre miliardi di basi, e continua a duplicarsi, e in queste duplicazioni commette degli errori. Se "l'errore" è incompatibile con la vita, amen, altrimenti resta dov'è, e viene passato agli eventuali figli, perchè da quel momento in poi diventa a pieno titolo parte del DNA. Per i discendenti sarà la medesima cosa: il loro DNA si duplica, si introducono piccoli errori, questi errori si trasmettono.
Poi, a un certo punto, uno dei discendenti comincia a pensare di voler andare a vivere in un posto diverso. Lui e la sua famiglia (quindi gente che ha un DNA molto simile tra di loro, e leggermente diverso da quello degli altri) si spostano in un altro territorio, lo colonizzano e si moltiplicano. Anche quest'ultimo gruppo svilupperà delle piccole variazioni, ma tra di loro saranno comunque più simili, più omogenei rispetto all'eterogeneità della popolazione di partenza (la quale, anche lei, continuerà a generare nuove varianti).
Se immaginiamo questo processo ripetuto continuamente per migliaia di anni, avremo sott'occhio il percorso compiuto dall'umanità.

Adesso arriviamo ai giorni nostri, e immaginiamo che qualche scienziato particolarmente fantasioso trovi il modo di andare a leggere il DNA, magari non tutti i tre miliardi di mattoncini, solo una mezza milionata o giù di lì, però sparsi lungo tutta l'estensione della doppia elica, e localizzati in posizioni che si sono scoperte molto variabili da un individuo all'altro. Se noi prendessimo un po' di persone per ciascun gruppo di popolazioni del mondo, e sottoponessimo il loro DNA a questo esame, potremmo trovare qual è il gruppo più antico (sarà quello con al suo interno il numero maggiore di variazioni) e quali i più "giovani", e potremo ricostruire qual è stato il percorso seguito dall'umanità nella colonizzazione del pianeta terra.

Questi scienziati molto fantasiosi in effetti esistono, il metodo è stato trovato ed utilizzato, e il DNA delle varie popolazioni è stato testato in un programma di ricerca (Human Genome Diversity Project, in seguito ostacolato perche in odore di "razzismo scientifico", ma adesso non divaghiamo) e il percorso tracciato dall'uomo è stato ricostruito, a grandi linee: è partito dall'Africa, si è spinto in Medio Oriente e da lì si è diviso verso l'Europa e verso la Cina, poi una parte di questi è arrivata nelle Americhe, probabilmente attraverso lo stretto di Bering in secca durante una glaciazione.

E adesso veniamo al titolo del post: si dice luogo comune un'affermazione genericamente ritenuta vera dalla gran parte delle persone ma che alla prova dei fatti si rivela inconsistente. Il luogo comune su cui volevo attirare la vostra attenzione, in questo caso, è: "i negri sono tutti uguali".
E' falso: tra tutte le popolazioni sono quelli con la maggiore varietà di DNA. Sono i nostri grandi genitori.

giovedì 10 marzo 2011

Disconnected

Lavoro al computer, e questo si sa.
I computer possono collegarsi a internet, e se leggete questa cosa vuol dire che sapete anche questo.
Internet, che di suo è una gran bella cosa, ha lo svantaggio di farmi perdere una marea di tempo. Non riesco a controllarmi: comincio a saltellare compulsivamente da un sito all'altro, e le giornate passano senza che riesca a produrre nulla di concreto.

Quindi ho deciso di sconnettermi. Lo so, non è da persone adulte. Le persone adulte sanno resistere alle tentazioni senza necessariamente rendersele irraggiungibili, ma ciascuno fa quel poco che può.

Indi per cui, appena scritto questo post staccherò fisicamente il filo dal computer, e non lo riattaccherò fino al termine dell'orario di lavoro (anche se, nel mio caso, il concetto "orario di lavoro" è piuttosto labile).

Vediamo se ce la faccio.

Edit serale: lo ammetto, un po' ho barato, non ce l'ho fatta del tutto, ma qualcosa oggi s'è prodotto, e domani andrà meglio

mercoledì 9 marzo 2011

Scam

E' una truffa molto semplice: la vittima, di sesso maschile, dotata di un account su qualche social network, riceve un messaggio da parte di un'avvenente fanciulla, in genere proveniente da qualche paese dell'est, che dichiara di essere in cerca di un compagno per la vita. Dopo un intenso scambio di mail, se il pollo sembra cotto a puntino, la fanciulla manifesta il desiderio di andare a trovare il malcapitato, se solo questi è così gentile da pagarle il biglietto aereo e le spese burocratiche. Come possibile corollario, può succedere che la ragazza chiami disperata perchè in frontiera le stanno facendo altri problemi e ha bisogno di altri soldi per risolverli. Inutile aggiungere che il nostro eroe non vedrà mai la fanciulla nè ritroverà i suoi soldi.

Pare, dico pare, che questo tipo di raggiro sia preponderantemente tentato nei confronti di vittime italiane. Probabilmente gli organizzatori ritengono che un popolo in grado di eleggere un tale presidente del consiglio è capace di credere a qualsiasi panzana.

lunedì 7 marzo 2011

Complottismi

Il mondo, si dice, è bello perché è vario. Solitamente (spessamente) se qualcuno se ne esce con questa affermazione io ribatto che il mondo è bello perché è avariato, ma non è questo il punto.
Tra le cose ricomprese in questa varietà possiamo annoverare quei personaggi che hanno idee eretiche sul funzionamento del mondo, ad esempio coloro che ritengono possibile il moto perpetuo, l'efficacia deglio oroscopi o dell'omeopatia e di altre cose (ero tentato di scrivere "quant'altro", ma un'amica ha detto che non sopporta chi usa questa locuzione, per cui mi trattengo).
Se andiamo a chiedere a questi personaggi come mai le loro teorie non godono di un'accettazione universale, di solito ci vengono illustrate una serie di ragioni, che vanno dalla presenza di un complotto universale alla mancanza di fantasia degli scienziati, incapaci di immaginare un mondo che non rientri nei loro schemi.
Ecco: di tutte le scuse addotte, quest'ultima è decisamente la più ridicola. Secondo voi, quanta fantasia ci vuole per immaginare che due orologi identici, posti sulla nostra buona cara terra ad altezze differenti, segnano il trascorrere del tempo in modo differente?
Di poco, anzi pochissimo: con dieci metri di altezza la differenza è di un secondo ogni trenta milioni di anni; ma la differenza esiste, è stata misurata e questo fenomeno, per quanto in apparenza "eretico" è universalmente considerato vero.
Il problema, quindi, non è la mancanza di fantasia degli scienziati, ma più propriamente l'inesistenza dei fatti sostenuti dai personaggi di cui sopra. Se ne facciano una ragione.

domenica 6 marzo 2011

Risotto con le mazzancolle

E vediamo se questa è più adatta a un menù da giorno di festa secondo i criteri dell'esimia Sogno... Ingredienti: riso, mazzancolle (ma va'?, non l'avrei mai detto...), zucchine, varie ed eventuali. Si puliscono le mazzancolle (probabilmente c'è un metodo rapido ed indolore, ma ovviamente non lo conosco, e ci ho messo una vita a liberarle dall'esoscheletro), i rifiuti si buttano in acqua a bollire, per fare il brodo con cui verrà bagnato il riso. Le zucchine si affettano e si buttano nelle varie ed eventuali (olio e aglio) che stavano soffriggendo da un po'. Il resto viene da sè: si butta il riso, si bagna un po' alla volta con il brodo, appena prima della raggiunta cottura si aggiungono le code delle mazzancolle. A fuoco spento si possono aggiungere altre varie ed eventuali, tipo prezzemolo e pepe. Ecco: a parte che è buono, la cosa che mi piace di più è l'immediato riutilizzo dello scarto. Oltre a mandare in solluchero la mia componente tirchia, mi dice di cucina antica e consapevole, nella quale tutto, prima di essere gettato via, trova una sua utilità.

venerdì 4 marzo 2011

Musica

Si scendono le scale fino al seminterrato e ciò, nonostante le lampade e le pareti bianche, suggerisce un ambiente carbonaro. Qualche fila di seggiole, di quelle da sala conferenze, col tavolinetto per gli appunti integrato nel bracciolo, poche ma che si riveleranno più che abbondanti rispetto al pubblico intervenuto, che si sparpaglia qua e là. Solita storia: siamo stati tutti studenti, e i primi banchi ci intimoriscono, per cui la fila più avanti è completamente vuota, ed è un peccato, perchè il relatore non usa il microfono e la sua voce fatica ad arrivare fino in fondo, sarebbe stato meglio concentrarsi nei posti di testa.
Ma fa bene a non usare microfoni: l'amplificazione produce una separazione tra relatore e pubblico, introduce una sorta di diaframma e riduce il coinvolgimento.

Lo schema è semplice: si tratta di ascoltare un brano di musica dopo che qualcuno ti ha raccontato qualcosa dell'autore e della società in cui era immerso, un po' come una visita guidata ad una mostra di quadri. Nello specifico l'esempio è ancora più calzante, perchè il brano è "Quadri per un'esposizione" di Musorgskij.

A raccontarla così sembrerebbe avere un sapore un po' scolastico, e probabilmente è proprio così, ma di scuola vera, di quella in cui una persona appassionata cerca di trasmetterti quello che sa e nella quale gli "scolari" sono lì con l'unico scopo di scoprire qualcosa di nuovo.

Come dovrebbe essere in tutte le scuole e in tutti i giorni di lezione.

giovedì 3 marzo 2011

Scoperte sorprendenti

Chiedere aiuto non è disdicevole.
E ci sono volte che funziona pure.

martedì 1 marzo 2011

Invoice's rant, seconda puntata

La prima puntata è qui.

Succede che ieri è arrivata un'ulteriore bolletta, anche questa abbondantemente coperta dal credito residuo, anche questa corredata del suo bravo bollettino precompilato con l'importo da pagare. Nulla di nuovo sotto il sole.

Se non fosse che stavolta hanno pure il coraggio di lamentarsi perchè non ho ancora pagato la bolletta precedente.

No, dico davvero: ENEL, assumimi. Hai davvero bisogno di gente che abbia un minimo di cognizione.