giovedì 25 ottobre 2012

Trace Bundy

Avere un figlio è un'ottima cosa, da più punti di vista. In particolare ha la capacità di riuscire a tirarmi fuori dal guscio, a farmi mantenere i contatti con il resto del mondo. Non che lo faccia esclusivamente per altruismo: ad esempio, ieri sera, aveva bisogno di uno chauffeur per andare, assieme ad un amico, ad ascoltare un tizio che suona la chitarra, in quel di Traversetolo, in provincia di Parma.
Ci siamo andati, e devo dire che in un certo senso mi sono sentito imbrogliato: Trace Bundy non è uno che "suona" la chitarra. Meglio: non la suona nel modo in cui siamo abituati a sentirla suonare. Lui la accarezza, la percuote, la solletica, la scuote, la gratta, la pizzica, la titilla, ci gioca in tutti i modi possibili e immaginabili per estrarne suoni e armonie sorprendenti, per il divertimento del pubblico ma soprattutto suo. E racconta, in un inglese calmo e comprensibilissimo, come gli nascono i pezzi, quali tecniche usa, quali emozioni prova e cerca di trasmettere con la sua musica.
Non è un "concerto". E' un recital, un cabaret, uno spettacolo di mimo e di danza. Ascoltarlo non è sufficiente, bisogna vederlo all'opera, meglio se dal vivo. Era la sua prima data in Italia, spero ritorni presto, e nel caso, vi invito caldamente ad andarlo a trovare. Cercate i suoi pezzi in rete, intanto vi metto qui qualche fotografia scattata ieri sera.





4 commenti:

  1. commento tipicamente femminile: è anche un bel tipo :))) giro la info agli appassionati ;-) M

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    1. e sei anche la seconda che dice una cosa del genere...

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  2. è semplicemente fantastico
    tratta la chitarra come una figlia :-)
    mai visto nessuno suonare così e, quando ci si mette passione, tutto ha un sapore speciale
    grazie per aver condiviso :-)
    (Sogno)

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