venerdì 31 dicembre 2010
Chissà se Silvestro le mangerebbe?
Il resto viene quasi da sè: si affettano le zucchine e si fanno saltare nell'olio in cui ha soffritto l'aglio (soffriggerlo senza farlo soffrire: è raccomandata la fiamma bassa), si accantonano le zucchine e nella padella già calda e unta si gettano le vongole. In parallelo s'è provveduto a lessare la pasta, per quella manciata di secondi che richiede quella fresca, la si scola e la si butta nella padella delle vongole, riunite alle zucchine.
A margine: ho usato le vongole sotto vuoto perchè le ho viste al supermercato e mi hanno fatto gola. Sono buone, ma non credo che ripeterò l'esperienza: ci sono troppi gusci rotti, che finiscono immancabilmente sotto i denti, ed è una cosa che odio. Quelle in barattolo e quelle surgelate sono abbastanza scadenti, toccherà di usare quelle fresche.
Generosamente annaffiato da un Traminer aromatico, questo è il mio viatico per il 2011, dopo aver raggiunto, finalmente, la capacità di preparare cose buone anche se sono l'unico commensale.
Ad un altro anno, da riempire con l'incomparabile privilegio di essere vivi. Cin.
giovedì 30 dicembre 2010
mercoledì 29 dicembre 2010
Wifi card rant
Quello nuovo è decisamente una scheggia.
Ma ha un piccolo difetto: a volte perde il collegamento wifi. Ha cominciato sin dal primo giorno, e ho subito attribuito a lui e non all'unità centrale il problema perchè in quel momento avevo acceso tutti e due i portatili: il vecchio continuava a stare connesso senza problemi e il nuovo era scollegato.
Le prime volte, per risolvere il problema, spegnevo e riaccendevo la macchina. Non è una cosa che accade molto spesso, per cui non è un grave problema (se devo fare qualcosa per cui l'affidabilità del collegamento è più critica, uso il pc fisso, che è collegato via cavo), però preferisco lavorare di fino, piuttosto che a martellate, quindi la soluzione accendi/spegni non mi soddisfaceva.
Gira che ti rigira per i meandri di Windows, trovo la gestione dispositivi, tramite la quale si possono manipolare tutti i componenti del pc. Disattivando e riattivando la scheda wifi da lì (perdonate la cacofonia) il collegamento si ripristina.
La cosa divertente, in tutto ciò, sono i messaggi che io e il computer ci scambiamo nel mentre che faccio questo balletto.
Quando vado ad aprire la gestione della scheda c'è scritto, invariabilmente "La periferica funziona correttamente", al che io chioso "Sì, tua sorella". Poi quando agisco sul bottone per disattivarla lui mi avverte: "Attenzione: se si disabilita il dispositivo questo non funzionerà", al che ribatto "Ma tanto non funzionava neanche prima".
Quando si è molto soli si finisce per parlare agli oggetti.
lunedì 27 dicembre 2010
sabato 25 dicembre 2010
Natale, buono
Si passano al passaverdure
Si lessano delle patate, si sbucciano, si passano e si mescolano ai peperoni
Si ripassa il tutto in padella, per eliminare l'umidità in eccesso
(è tanta, ma dovevamo fare anche le lasagne)
Ed ecco fatti degli ottimi ravioli ai peperoni. Si servono conditi con burro e formaggio dopo una breve cottura in acqua salata.
giovedì 23 dicembre 2010
Dreaming
Letteralmente. Non è un discorso metaforico (a parte il fatto che i sogni sono metaforici per definizione): ho proprio sognato una donna.
Non ricordo nulla del suo aspetto, ma so che insieme a lei stavo benissimo. Non ricordo neanche molto bene che cosa stessimo facendo (in realtà comincio proprio a non ricordare più che cosa si possa fare con una donna), tranne che nel momento conclusivo, appena prima di svegliarmi: lei mi ha chiesto che cosa volessi fare, io le ho proposto di giocare, lei ha acconsentito ma ha aggiunto: "Però dopo usciamo a fare le spese".
Nei sogni non ci sono effettivamente altre persone; se queste compaiono, costituiscono solo una rappresentazione, una sostanziazione, di un pensiero presente nella nostra testa. Il che significa che una parte di me ha perfettamente capito che la vita vera è fuori, e che è arrivato il momento di uscire dalla scatola. Resta solo di farlo capire alle altre parti.
martedì 21 dicembre 2010
Segni dei tempi
Però quando esco mi guardo attorno, per naturale curiosità, e ho notato alcune calzature indossate dalle ragazze, simili più o meno a queste
Devono essere abbastanza di moda, e la cosa mi porta a ben sperare per il futuro: sono bruttarelline, ma sembrano proprio morbide e calde. Hai visto mai che anche la moda cominci a privilegiare la funzione sull'apparenza?
domenica 19 dicembre 2010
Riciclo
Oddio, si potrebbe fare lo stesso: dubito che i pochi lettori si ricordino tutte le cose che ho scritto, e penso che nessuno si metterebbe a compulsare gli archivi alla ricerca di doppioni. Del resto anche i cantanti, spesso, se ne escono con qualche raccolta di vecchi successi, quindi mi sento pienamente giustificato.
In famiglia si chiamano "scaloppine alla siciliana", perchè introdotte da uno zio acquisito che da lì proviene (una siciliana doc, nel precedente blog, disse che effettivamente le ricordavano molto l'arrosto alla panormita, anche se con alcune varianti). La ricetta originale prevede l'utilizzo di fettine di vitello, io preferisco usare il filetto di maiale, tenero e saporito.
Dopo aver affettato la carne la si unge immergendola nell'olio, poi la si impana con un miscuglio di pangrattato, grana grattuggiato, prezzemolo e aglio (diciamo che le proporzioni sono, spannometricamente, due terzi di pane e un terzo di formaggio, prezzemolo e aglio a piacere, ma se si esagera un pochetto con l'aglio non è male). Si cuoce poi in padella, praticamente "a secco" e a fuoco lento. Lasciare intiepidire prima di mangiare: sono buonissime, se le si porta in tavola bollenti si rischia di far ustionare la bocca ai commensali.
I cantanti, nelle loro raccolte di "Greatest Hits", per invogliare all'acquisto anche i fan di vecchia data, inseriscono spesso qualche inedito, quindi eccovi il mio.
Capponi di magro. Divertente questa cosa di battezzare un piatto in assenza: il cappone, in questa ricetta, brilla proprio per la sua mancanza, un po' come gli "uccellini scappati".
Nella preparazione della precedente ricetta, può accadere che la panatura avanzi; se questo accade non c'è da disperarsi: si aggiunge dell'altro pane e formaggio (per diluire un po' l'aglio), un poco di buccia di limone grattuggiata e uova secondo il bisogno. Con questo ripieno si fanno delle palle, che vengono rivestite con foglie di bietola da coste, sbollentate in acqua salata per renderle malleabili. Si lega il tutto con del cotone da imbastiture (certo, ci sarebbe anche l'apposito spago da cucina, ma io ho il ricordo dei chilometri di cotone usati da mia nonna per preparare questo piatto, e preferisco fare così) e successivamente si lessa il tutto. Nei ristoranti fighetti vengono servite affettate e ripassate in padella con burro e formaggio, a casa mia ci si limitava a cospargerle d'olio.
Buon appetito.
sabato 18 dicembre 2010
venerdì 17 dicembre 2010
Neve
giovedì 16 dicembre 2010
martedì 14 dicembre 2010
lunedì 13 dicembre 2010
Delusioni
Probabilmente quest'anno non sono stato abbastanza buono.
domenica 12 dicembre 2010
Regata di Santa Lucia
Non avrebbe potuto essere più diversa dalla precedente: bel sole, cielo limpido, temperatura piacevole. E quasi totale assenza di vento.
Partenza prevista ore 12, partenza effettiva ore 14 e rotti, con un'Ora leggera leggera. Partenza tranquilla, le coperture ci inducono a scegliere la parte del campo che non avremmo privilegiato, ma il vento gira dalla nostra parte e ci ritroviamo secondi alla prima boa di bolina. Posizione che conserviamo anche dopo la poppa e l'ulteriore bolina, ma che perdiamo nel successivo lato di poppa per una sconsiderata scelta tattica (della quale, per altro, mi devo assumere la responsabilità: mica mi chiamo Bondi, io). Chiudiamo terzi di pochissimo, dietro alle ranocchie e alle ragazze di FunFollie. E va bene così.
sabato 11 dicembre 2010
La seconda viene meglio
Questa notte ho messo in carica le batterie della macchina fotografica, quindi stavolta l'uscita è stata più fruttuosa, dalla mattina...
venerdì 10 dicembre 2010
A margine
A parte il fatto che il personaggio è notoriamente inattendibile, e quindi le sue parole non sono mai da prendere troppo sul serio, rivolgersi in questo modo a un'autorità esterna, che già di suo non perde occasione per ingerirsi negli affari del nostro Stato, equivale a firmargli una delega in bianco.
Tanto varrebbe consegnare ufficialmente a loro tutto il potere. Ci pensi, signor presidente del consiglio: avrebbe un sacco di tempo libero in più per dedicarsi ai suoi festini.
Contrattempi
Il cielo splende limpido, i colori scintillano. Decido di portare con me la macchina fotografica mentre vado a fare la spesa, per avere qualche immagine di questo splendore da guardare quando il clima si farà nuovamente inclemente.
Ma ovviamente la batteria è scarica.
giovedì 9 dicembre 2010
Regali
mercoledì 8 dicembre 2010
Harry Potter, o della probabile censura
Meglio, decisamente meglio del sesto. Il libro è rispettato abbastanza fedelmente, qualche piccola omissione ma almeno hanno evitato quasi del tutto le scene inventate di sana pianta. Mi è piaciuta la scelta di raccontare la favola dei tre fratelli sceneggiandola con un cartone animato, il ballo tra Hermione e Harry nel libro non c'è, ma ha reso abbastanza bene l'idea di due persone che cercano di farsi coraggio a vicenda per superare l'abbandono del terzo amico.
Però nel libro Grindelwald non rivela a Voldemort la possibile ubicazione della bacchetta di sambuco, e questo non è un dettaglio di poco conto. Non per quanto riguarda la storia in sè: il rifiuto dell'antico mago oscuro non ferma il nuovo, il duello tra Silente e Grindelwald era di pubblico dominio, Voldemort fa il collegamento in totale autonomia e senza grandi sforzi; la cosa è importante per il contorno, perchè è un comportamento inaspettato da parte del personaggio: ci si aspetterebbe appunto che il predecessore nel tentativo di conquista del mondo attraverso la magia oscura aiuti l'attuale pretendente, e invece questo non accade.
Il perchè di questo comportamento viene suggerito da Harry nel libro e da un'intervista dell'autrice rilasciata in seguito: Silente e Grindelwald erano stati innamorati e ques'ultimo voleva evitare che Voldemort violasse la tomba del primo.
Modificare questo particolare nel passaggio dal libro al film, più che una semplificazione narrativa, sembra essere un tentativo di nascondere lo scandalo, una piccola censura benpensante. Suvvia, è un film per ragazzi: possiamo far vedere sangue e violenza, ma non suggerire che uno dei comprimari sia un pervertito.
martedì 7 dicembre 2010
venerdì 3 dicembre 2010
Sistemi di riferimento
Effettivamente, partendo da terra, è il primo che si incontra.
giovedì 2 dicembre 2010
mercoledì 1 dicembre 2010
lunedì 29 novembre 2010
Natale sul golfo
Per quanto riguarda il natale siamo fuori strada, ma invernale lo è stata davvero.
Per tutti gli equipaggi è durata pochissimo: il comitato di regata ha interrotto la prima prova e ha deciso di non cominciare neppure la seconda, perchè le condizioni meteo erano proibitive; per noi è durata circa quaranta secondi: tanto è bastato perchè una raffica, appena dopo una virata, facesse sdraiare la barca e la tenesse giù nonostante tutte le vele in bando. Daniele, che si trovava ancora sottovento, è scivolato fuori bordo, facendosi uno spiacevole bagno fuori stagione.
E' riuscito a stare aggrappato alla barca, lo abbiamo preso e ritirato a bordo nel giro di qualche minuto e poi, visto che il vento andava da quella parte, siamo andati ad attraccare a Salò.
A consuntivo solo un grosso spavento. Ma ne avremmo fatto volentieri tutti a meno.
giovedì 25 novembre 2010
mercoledì 24 novembre 2010
Umorismo d'elite (parte seconda)

martedì 23 novembre 2010
domenica 21 novembre 2010
Rope's rant
- Perdersi: per noi lacustri è un'eventualità abbastanza remota, in mare la cosa è già molto meno improbabile, per cui è necessario avere a bordo carte nautiche, bussola, gps, binocolo e alcuni attrezzi che permettano di essere più facilmente individuati da chi stesse eventualmente cercando l'unità dispersa, come fuochi di segnalazione, razzi luminosi fino al segnalatore di posizione satellitare.
- Scontrarsi con qualcuno, particolarmente in caso di buio o di visibilità limitata, quindi necesità di luci di via (l'equivalente delle luci di posizione delle macchine) e segnalatori acustici (corno da nebbia, fischietti).
- Affondare, il rischio più ovvio, per il quale è prescritta la presenza di attrezzi atti a turare falle di lieve entità e la presenza di sistemi di galleggiamento di emergenza che consentano ai naufraghi di attendere in relativa sicurezza l'arrivo dei soccorsi, dal "giubbotto", più correttamente definito cintura di salvataggio, alla zattera autogonfiabile. Nel caso si debba utilizzare quest'ultima, si consiglia vivamente di portarsi dietro gli strumenti di segnalazione visiva e sonora di cui s'è parlato più sopra.
- Caduta fuori bordo, probabilmente il rischio più subdolo (e forse anche quello normato nel modo più insoddisfacente). Pare uno scherzo, ma cadere fuori dalla barca è tutt'altro che difficile, e può avere conseguenze tragiche. Abbastanza ovvio pensare al caso del navigatore solitario, ma anche nel caso della presenza dell'equipaggio le cose possono volgere al peggio: tornare indietro a prendere l'uomo in mare è difficile, perderlo di vista e non riuscire più a ritrovarlo in mezzo alle onde è invece assai facile.
L'unico strumento veramente efficace per limitare questo rischio (life line e relative imbragature) non è obbligatorio, l'unica dotazione prevista è il "salvagente anulare con cima".
Ecco: parliamo un pochino di questi due oggetti. Il "salvagente anulare" è una ciambella, abbastanza simile a quella che usano i bambini per fare il bagno quando non hanno ancora imparato a nuotare, tranne che per l'essere sprovvista della testa di papera e dell'essere costruita in plastica rigida, per non correre il rischio di sgonfiarsi. Quando qualcuno casca in acqua bisogna avere la prontezza di riflessi necessaria per lanciargli vicino il salvagente; vicino ma non troppo, che se quell'affare lo piglia in testa si rendono superflue tutte le successive manovre.
E' abbastanza intuitivo che il salvagente, in quella situazione, è "necessario ma non sufficiente" all'effettivo recupero del bagnante involontario: se non c'è qualcosa che lo lega alla barca resta il problema dell'effettivo recupero del naufrago, ed è qui che entra in gioco la "cima", una corda (ma fa più figo chiamarla sagola) che collega salvagente e barca. Per ragioni piuttosto ovvie, tale sagola deve essere galleggiante (migliori possibilità per il naufrago di afferrarla, se non riesce ad arrivare al salvagente, e maggiori possibilità di non restare impigliata nell'elica del natante) ed è un oggetto estremamente infido e dispettoso. Pressochè impossibile da addugliare, se lasciata minimamente libera si annoda su sè stessa in garbugli inestricabili, quasi fosse dotata di vita propria, rendendosi in breve completamente inutilizzabile.
Se non avete un avvolgisagole il mio consiglio è di considerare attentamente quanto tenete alla persona che è caduta in acqua. Se non vi è molto cara è meglio che la lasciate lì dov'è, piuttosto che avere a che fare con la cima galleggiante.
venerdì 19 novembre 2010
Emozioni
E' abbastanza ovvio che più è lunga la "frequentazione" maggiore diventa l'investimento emotivo, per cui le sorti degli "eroi" di un fumetto che leggo dal lontano 2005 mi stiano abbastanza a cuore.
Però non dimentico che non sono persone reali: quando succede che la coppia storica della vicenda "scoppia" so che non c'è dietro il destino o la sfiga, ma solo una decisione dell'autore, quindi il sentimento che provo non è tristezza ma una solenne incazzatura.
giovedì 18 novembre 2010
Ce l'hanno con me
Ogni volta che arriva il momento di cambiare il sacchetto dell'aspirapolvere, il modello non è più in produzione ed è assolutamente introvabile.
lunedì 15 novembre 2010
Casalingo
Anche perchè, personalmente, non pratico molto la cucina degli avanzi. Principalmente evito di produrne, ma devo ammettere che, vivendo da solo, parto avvantaggiato: di solito so abbastanza esattamente quanto posso, o voglio, mangiare, per cui mi regolo di conseguenza. In realtà non è proprio così facile: quando ho fame ho sempre l'impressione di avere MOLTA fame e quindi sarei portato a preparare quintali di vettovaglie, ma con il tempo si impara a conoscersi anche sotto questo aspetto, e a fare la tara ai propri desideri.
Ovviamente capita anche di trovarsi in situazioni differenti. Tipo dover preparare una pizzata in trasferta per un gruppo di amici (con l'occasione di poter sperimentare un forno elettrico professionale e valutare così la differenza con il mio caro forno a legna: è proprio una cosa diversa, la pizza non viene cattiva ma la consistenza della pasta è nettamente differente). Non si sa esattamente quante persone ci saranno, nè quanto sono capienti i loro stomaci, d'altra parte non si può rischiare di finire le materie prime prima di aver soddisfatto tutti gli appetiti, per cui è pressochè necessario abbondare con le quantità.
Ritrovandomi alla fine con un po' di affettati, alcune verdure e un buon litro di salsa di pomodoro ho deciso di fare il ragù. Già che c'ero ho pensato di fare le cose in grande, così ho comperato dell'altra carne e alcune salsicce. Troppo in grande, visto che mi sono accorto di non avere una pentola abbastanza capiente per contenere il tutto, per cui ho dirottato parte del macinato nella preparazione degli hamburgher per il pranzo (naturalmente la macinazione l'ho fatta io).
(Ah: a proposito di hamburgher: recentemente, in un momento di follia e di momentanea carenza di alternative percorribili, io e il pargolo siamo andati a mangiarcene uno da Mc Donald. Sono ideologicamente contrario a quel tipo di ristorazione e sono quasi contento di poter dire che, da un punto di vista strettamente organolettico, sono proprio cattivi. Perchè io mi aspettavo di trovare qualcosa di dieteticamente scorretto, sovraccarico di grassi saturi, servito da impiegati al limite dello schiavismo e contraddistinto da un gusto eccessivo, magari artificiale e stereotipato, ma sontuoso; e invece non hanno assolutamente nessun sapore, oltre ad essere dieteticamente scorretti eccetera).
Vabbè, saluto, che mi sono anche accorto di non avere contenitori per surgelare il ragù e devo uscire a comprarli. Così prendo anche un po' di pane, che quando il pargolo torna da scuola posso fargli trovare un buon pasto.
giovedì 11 novembre 2010
lunedì 8 novembre 2010
Earring
Era una vita pericolosa, le probabilità di una fine drammatica a grande distanza dai propri cari erano elevate e il monile serviva a coprire le spese del funerale: chi avesse ritrovato il corpo poteva tenersi il gioiello a patto di dare degna sepoltura al cadavere, altrimenti la sfortuna si sarebbe accanita contro di lui.
Nel mio caso le esequie sarebbero particolarmente dimesse.

sabato 6 novembre 2010
Olive
In realtà abbiamo cominciato quindici giorni fa, ma solo oggi ho capito perchè questo lavoro non mi piace per nulla: è un impegno nel quale il raggiungimento del risultato è asintotico.
giovedì 4 novembre 2010
All'insù
Traducendo, non solo dal punto di vista linguistico, i due termini, si ottiene qualcosa del genere: nel primo caso partire dall'alto, farsi una visione complessiva del problema, suddividerlo in elementi, prendere ciascuno di questi elementi, analizzarlo, risuddividerlo, fino ad arrivare ai "mattoncini elementari", che vengono effettivamente sviluppati per poi essere assemblati; nel secondo si ragiona più o meno al contrario, si cerca di capire quali mattoni si hanno a disposizione e si prova a metterli assieme per ottenere il risultato atteso.
Ovviamente questa è la teoria: nella pratica questi due approcci si mescolano ampiamente. Del resto non ha senso suddividere un problema in mattoni se non si ha la minima idea delle caratteristiche che tali mattoni possono avere, mentre è assai più facile costruire e assemblare mattoni se si ha una certa idea di quale debba essere la forma dell'edificio nel suo complesso.
Personalmente prediligo un mix decisamente spostato verso il secondo metodo: mi permette di cominciare subito a lavorare concretamente, ad avere a disposizione piccoli oggetti da incastrare, con una struttura che prende forma lentamente ma comincia ad esistere da subito, prodotto tangibile della fatica e dell'impegno profuso.
Che può anche sembrare paradossale l'utilizzo di termini come "concretamente", "esistere" e "tangibile" per entità virtuali prodotte da piccole differenze di potenziale in minuscoli circuiti e che spariscono nel momento in cui si spegne il computer; ma vi posso assicurare che non lo è affatto.
sabato 18 settembre 2010
Geekness
lunedì 13 settembre 2010
Un piacere per gli occhi (bis)
martedì 7 settembre 2010
domenica 5 settembre 2010
44° trofeo Gorla (50 Miglia del Garda)
Partiamo, nel solito trambusto di queste affollatissime regate, attenti più ad evitare contatti che a partire nelle prime posizioni: su oltre otto ore di regata, qualche secondo in più o in meno alla partenza non fanno poi questa gran differenza. Boliniamo abbastanza tranquillamente e sento che la barca non ha difficoltà a reggere tutta la tela con questo vento, le orzate occasionali, dovute a qualche raffica più intensa, sono decisamente controllabili.
Cominciano gli incroci con le altre barche. Qualche volta ci passano davanti, altre dietro, mai molto distanti. Stiamo tenendo il passo dei migliori, e ciò ci rallegra.
Ci avviciniamo al momento critico della regata, quando il vento del mattino si spegne e arriva quello del pomeriggio. E' un fenomeno ciclico e conosciuto nelle sue linee generali, ma non c'è mai modo di sapere in anticipo come andrà quella specifica volta, non c'è per altro nessuna garanzia che il vento del pomeriggio arrivi, per dirla tutta.
Oggi siamo stati fortunati: l'interregno è durato solo pochi minuti, giusto il tempo di mangiare un panino, e poi la barca è ripartita. Oltre tutto le barche della nostra classe erano praticamente tutte vicine, quindi nessuno si è trovato particolarmente avvantaggiato o svantaggiato, ma le posizioni sono rimaste pressochè invariate.
Issiamo spi e ci dirigiamo verso la boa di Torbole. Dalle nostre spalle sopraggiungono i soliti garudiani, che nelle andature portanti ci sopravanzano sempre. Anche questa volta riescono a mettere la loro prua davanti alla nostra, ma un'arguta redistribuzione dei pesi sulla nostra barca ci consente di recuperare velocità.
Ammainiamo, giriamo la boa, e ci disponiamo per il lunghissimo ritorno, ancora di bolina.
Una bellissima bolina, per altro: grande passo e ottimo angolo, superiamo e poi distanziamo quasi tutti gli avversari (che i fratellazzi sono oltre la nostra portata e non ci possiamo fare niente).
Chiudiamo secondi. Meritatamente secondi dopo esattamente otto ore di regata. Mostruosamente stanchi ma altrettanto felici.
domenica 22 agosto 2010
Cosa mi piace della rete
Che ci sia poi qualcuno che la canti
E che qualcun altro ne faccia il video
giovedì 12 agosto 2010
All Apologies
In particolare, a mantenere i contatti con la gente a cui voglio bene.
Riesco a restare in collegamento con le persone con le quali faccio qualcosa di concreto. La cosa in sè non è particolarmente importante, potrebbe essere un progetto lavorativo come un torneo di calcio balilla, ma è indispensabile che qualcosa ci sia, altrimenti lascio che tutti i rapporti si chiudano.
Non sono particolarmente contento di questo, ma so che è così. Quindi, se vi capita di non sentirmi, sappiate che non è perchè non vi penso o non vi consideri.
martedì 10 agosto 2010
Deformazioni mentali
lunedì 21 giugno 2010
Memorial Pasqualin
Neanche il tempo di riposare dopo le prove del campionato italiano, e già si riparte per una nuova regata. Che non è facile come dirlo, perchè bisogna anche rimontare l'albero, operazione non particolarmente complessa ma che abbisogna di alcune cautele. Tipo verificare che la drizza genoa, armata per aiutare a rizzare l'albero, non faccia giri strani, perchè tentare di rimetterla a posto in corso d'opera può portare a rompere la leva dello strozzascotte; bisogna anche stare attenti alla posizione dell'arridatorio della sartia, perchè se è storto la tensione del cavo lo spezza; bisogna infine verificare che le nuove rotelle montate a base d'albero non siano troppo grandi, perchè potrebbero impedire il regolare scorrimento delle relative manovre una volta rimesso in verticale il palo. A fine giornata, dopo avere ripetuto per tre volte il tutto e aver sostituito tutte le cose rotte, può anche succedere di notare di aver dimenticato di mettere il segnavento, per cui vi vedreste costretti ad arrampicarvi fino in cima per rimediare all'errore.
Tutto questo per poi ritirarsi alla metà della prima prova, sabato, perchè il vento causato dal temporale rendeva la barca ingovernabile, e una orribile seconda prova con poco vento, onda sostenuta e pioggia battente. Domenica poi non siamo neppure saliti in barca, perchè il comitato di regata ha deciso (giustamente) che non ci fossero le condizioni per svolgere le prove in sicurezza.
Se non fosse che nella nostra classe c'è della gente molto simpatica, penso che comincerei seriamente a dedicarmi al gioco delle bocce.
mercoledì 16 giugno 2010
Nemesi
Sui regionali non c'è la possibilità di prenotare il posto, funziona un po' come sugli autobus: si acquista un biglietto e lo si oblitera (termine alquanto orrendo) prima di salire sul vagone. Dato che vado e torno in giornata di solito acquisto due biglietti prima di partire, dato che sono sbadato qualche volta mi capita di dimenticare di timbrare quello del ritorno.
E' quanto mi è successo settimana scorsa.
Le volte precedenti mi ero accorto quasi subito della dimenticanza e avevo provveduto ad autodenunciarmi al capotreno, evitando di pagare la multa, ma stavolta l'ho realizzato solo quando ho visto il controllore.
Qualche attimo di scoramento, poi faccio spallucce ed estraggo dalla tasca il biglietto non convalidato. Il controllore verifica i titoli di viaggio delle tre persone sedute vicino a me e poi se ne va, dimenticandosi di esaminare il mio.
A volte il fatto di passare inosservati aiuta.
Ah, a margine: no, non ho riutilizzato quel biglietto, l'ho dimenticato nella tasca dei pantaloni e il lavaggio l'ha reso inservibile.
martedì 15 giugno 2010
lunedì 14 giugno 2010
Campionato Italiano FUN 2010
domenica 6 giugno 2010
sabato 5 giugno 2010
giovedì 27 maggio 2010
Notturno
Però parcheggiando la macchina mi sono trovato di fronte a questo spettacolo, e ho pensato che era anche meglio.
mercoledì 26 maggio 2010
Sondaggio
martedì 25 maggio 2010
Gentlemen's cup
Che se proprio vi interessava, ci potevate venire, imbarchi se ne trovano sempre.
E sono state anche due splendide giornate di sole. E abbiamo avuto anche qualche momento di intensa soddisfazione, quando abbiamo superato una barca al lasco con un'ardita manovra (che in realtà non aveva lo scopo di superarli, ma è andata alla grande lo stesso) e quando abbiamo sostituito la vela di prua durante il primo bordo di poppa della prova di domenica.
Vi sareste divertiti anche voi, ecco.
giovedì 20 maggio 2010
Scala mobile
Vorrei, invece, attirare la vostra attenzione sulle scale mobili vere e proprie, quelle che servono a passare da un piano all'altro di un edificio senza necessità di sforzi muscolari. Sono abbastanza vecchie anche loro (il loro brevetto risale al 1892), ma, a differenza di quelle di cui abbiamo parlato all'inizio, sono ancora in uso. Potremmo anzi dire che la loro diffusione sia aumentata: per quanto io ricordi, in passato erano usate solo "in salita", mentre oggi è abbastanza frequente trovarne anche "in discesa". Recentemente si è affermata anche la variante a "tappeto mobile", più adatta al trasporto dei carrelli della spesa, anche questa quasi sempre installata in coppia, un lato per la salita e l'altro per la discesa.
Entrambe i modelli (a scala e a tappeto) sono generalmente corredati di un corrimano che si muove in sincrono.
O, meglio, dovrebbe muoversi in sincrono. In tutte le strutture da me utilizzate la velocità del corrimano era diversa da quella della scala-tappeto. La cosa in sè non sarebbe strana, è assai difficile che due cose possano muoversi alla stessa velocità (potremmo quasi dire che ciò sia impossibile, se utilizziamo un livello di tolleranza sufficientemente basso), ciò che è strano è che è sempre il corrimano ad essere il più veloce. Se fosse una cosa casuale dovremmo attenderci una distribuzione grossomodo equa tra gli impianti in cui è più veloce il corrimano e quelli in cui è più veloce la scala, dato che così non risulta, è assai probabile che la cosa non sia casuale, ma sia deliberatamente impostata.
Ecco: qualcuno saprebbe dire il perchè?
martedì 18 maggio 2010
Celtis australis
venerdì 14 maggio 2010
Essenziale e superfluo
martedì 11 maggio 2010
Buoni propositi
lunedì 10 maggio 2010
Libero?
domenica 9 maggio 2010
Aggiornamenti
E' servito al suo scopo: ha fatto risalire leggermente la temperatura della casa. Unito ad una generosa dose di polenta ha anche riscaldato un'improvvisata cena familare, con le sorelle venute al lago per ripitturare la loro parte di casa.
Ma questa stagione balorda ha pensato bene di proseguire. Non avendo altra carne da cuocere, oggi m'è toccato di riaccendere la stufa. Ed è il 9 di maggio, cazzo!
venerdì 7 maggio 2010
Oblique Strategies
Così per qualche ora ci sarà un fornello acceso, e forse la casa si scalderà un po'...
mercoledì 5 maggio 2010
Sono preoccupato
Proprio non saprei come far salire sul barchino la coppia di elefanti...
domenica 2 maggio 2010
Regata del 1° Maggio
mercoledì 28 aprile 2010
Errata corrige
martedì 27 aprile 2010
Obsolescenza
Di solito passa così tanto tempo che quella vecchia è irrimediabilmente incartapecorita.
domenica 25 aprile 2010
Regata del Piantù
sabato 24 aprile 2010
Curiosità
Ho sempre la fortissima tentazione di girarlo per vedere se c'è anche il prezzo.
venerdì 23 aprile 2010
Abbigliamento tecnico
Anche in barca è più o meno così: le scarpe sono abbastanza importanti (devono fare presa anche se c'è bagnato), e una comune scarpa da ginnastica non rende un servizio adeguato; per pantaloni, magliette, maglioni, eccetera, non vale la pena di imbarcarsi in spese eccessive, quello che c'è in un qualsiasi cassetto standard di casa và bene lo stesso; i guanti sono essenziali (a meno che voi non siate Buddy Melges, ma queste sono altre storie); ma la cosa assolutamente indispensabile è la cerata.
Per "cerata" si intende, genericamente, un capo d'abbigliamento impermeabile (il nome deriva dal trattamento utilizzato originariamente per renderlo tale: la tela veniva impregnata di cera). Ne esistono varie versioni, la più comune è costituita da due pezzi, pantaloni a salopette con sopra una giacca; quelle più care permettono il passaggio dell'umidità dall'interno verso l'esterno, quelle economiche, invece, sono completamente stagne, e dopo averle indossate per una giornata dentro si è bagnati quasi come se non la si fosse messa (ma l'umido del corpo è caldo di suo, le secchiate d'acqua che ti arrivano addosso invece no). Bisogna sempre portarla appresso: io l'ho lasciata a casa solo una volta, in pieno luglio, giudicandola superflua, e mi sono trovato in mezzo ad un'acquazzone storico.
Ha qualche lato negativo, ovviamente, almeno la mia. A parte la chiusura lampo principale, tutte le altre aperture possono essere regolate tramite una striscia di velcro; questo materiale è assai poco schizzinoso, e ha la tendenza ad aderire, oltre che alla sua controparte, a qualsiasi cosa trovi attorno, principalmente le controparti delle chiusure viciniori, e quando si tenta di indossarla il più delle volte ci si ritrova completamente annodati.
La cosa peggiore, però, è quando ci si trova nella necessità di fare pipì: la lampo della salopette si ferma piuttosto in alto, e dietro di essa c'è comunque uno strato di tela per fermare le gocce d'acqua che dovessero attraversarla. In queste condizioni riuscire a tirare fuori il pisello, particolarmente se non si è superdotati (e ricordiamo che il freddo tende a ridurre), è un'impresa improba.
Ma mi consolo, per le ragazze è anche peggio.
giovedì 22 aprile 2010
Come in un film
E così stamattina è successo di nuovo: sono uscito a comperare il latte e mi sono chiuso fuori.
Lo ammetto: abbattere la porta con un calcio ben assestato è stato alquanto spettacolare, ma adesso mi tocca di ripararla...
lunedì 19 aprile 2010
Match race
Tutto sommato non è un tipo di regata a cui parteciperei volentieri, quanto meno da timoniere, però è un bello spettacolo da guardare.
Specialmente se, con la scusa di fare fotografie, si riesce a scroccare un passaggio sul gommone dei giudici.