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domenica 28 ottobre 2012

Ammutinamento

Oggi avrebbe dovuto esserci la regata di recupero del trofeo Bianchi.
"Dovrebbe"... Credo ci sarà. Quelli che non ci saranno saremo noi. Visto il meteo, ci siamo fatti un esame di coscienza e abbiamo deciso di autoammutinarci.
E a giudicare dall'acqua che sta venendo giù, non è stata una cattiva idea :)

Edit: Credevamo di essere stati furbi, e invece la regata è stata annullata.

lunedì 15 ottobre 2012

I bulbi di Campione, 2° edizione

"Bulbi" inteso come quelle cose che stanno sotto le barche per tenerle dritte anche se il vento cerca di ribaltarle, non quelle cose che si mettono per terra per fare spuntare i tulipani.
A parte questo, preferirei non raccontarvi com'è andata.
Mi toccherebbe di dirvi che, una volta raggiunto Campione dopo due ore di smotorata, sono dovuto tornare di corsa a casa, in macchina questa volta, perché i giudici volevano assolutamente vedere il contratto di assicurazione. Mentre andavo verso Maderno, si è pure messo a piovere, e l'automobile ha cominciato ad assomigliare pericolosamente ad una saponetta, poi c'erano un sacco di infelici che andavano ai 45 km/h e che tenevano i tergicristalli accesi anche in galleria (per dire del livello del pilota) e insomma non è stata una bella esperienza.
Poi il comitato ha preso il largo, mettendo a riva la "Y" (obbligo di giubbino salvagente, per i non avvezzi ai significati delle bandiere) quando il lago era piatto come l'olio, e il vento un pio desiderio.
La prima prova è stata disastrosa, sempre dal lato sbagliato del campo, sempre sulle mura dove il vento scarsava, ed è stata accorciata al primo giro come atto di pietà (tipo il colpo di grazia al cavallo azzoppato), ma la "Y" non è stata tolta.
La seconda prova è stata la fotocopia della prima, con il vento che faceva le bizze, tanto da farci issare lo spi sul lato che avrebbe dovuto essere di bolina. Robe che neanche a Salò...
Poi siamo rientrati a terra, e i cento litri di birra e le salsicce avanzate dall'ultimo mondiale si sono rivelate un impietoso falso (era l'unica cosa che mi aveva fatto decidere di partecipare, mannaggia a loro).

Quindi niente, non vi racconto com'è andata.

Vi dico solo che la parte più bella della giornata è stata rientrare a vela verso Maderno, con la luce che pian piano si spegneva, fino ad avere un lago nero e vuoto, contornato dalle luci dei paesini costieri. La navigazione notturna è sempre magica.

lunedì 3 settembre 2012

Gorla

A parziale smentita di quanto scritto in un precedente post, la settimana scorsa, assieme alla pioggia, è arrivato anche un po' di ventone. Ne hanno fatto le spese gli Asso che stavano partecipando al campionato italiano, una barca si è anche rovesciata ed è semiaffondata

Sabato abbiamo rischiato di non riuscire a mettere in acqua le barche, perché c'era troppo vento per effettuare il varo, e per domenica erano previste condizioni simili, con contorno di pioggia.
Ebbene, per farla breve, domenica c'era così poco vento che non siamo riusciti a terminare la regata. Fortunatamente non c'è stata neppure la pioggia.
(a margine: alla boa di Torbole eravamo i primi tra le barche della nostra classe. E' già la seconda volta che giriamo una boa da primi e non riusciamo a finire la regata)

lunedì 16 luglio 2012

Salò sail meeting

Regata nata male, probabilmente finita anche peggio.
Sabato di poca aria, il comitato tenta coraggiosamente una partenza, indoviniamo il canaletto giusto e grazie anche allo scarso peso (equipaggio in formato ridotto) arriviamo alla boa di bolina in prima posizione. Nella poppa successiva i fratellazzi ci superano, il vento se ne va del tutto, e la prova viene annullata.
Domenica di levataccia antelucana: prima prova prevista per le otto, il vento però non si presenta puntuale all'appuntamento. Lo farà con un'ora buona di ritardo, ma, per rimediare, ne arriva fin troppo. Considerando la nostra leggerezza, optiamo da subito per un assetto conservativo: fiocchetto al posto del genoa, per lo spi si vedrà. Nella prima poppa non lo issiamo, quasi tutti gli altri sì, e la differenza si vede, nella poppa successiva lo mettiamo anche noi e riusciamo a mantenere la posizione senza neanche troppi problemi di gestione.
Si parte per la seconda prova, a metà bolina il vento rinforza ulteriormente, e incominciano i numeri da circo. Dumbo, appena davanti a noi, straorza e resta sdraiato sull'acqua; il nostro barchino, in piena rotta di collisione, rifiuta di poggiare nonostante la randa lascata, solo all'ultimo momento cambia idea, sfiorando la poppa dell'altra barca. Giriamo la boa, non issiamo spi. Davanti a noi Funny frog, che invece lo ha tirato fuori, si esibisce in una coreografica straorza. Pochi istanti dopo è il turno delle ragazze e poi di Funnullone. A parte gli Azzi (almeno, credo) tutti quelli che hanno issato spi si sono ritrovati con la falchetta in acqua e con la barca ingovernabile, facendoci risalire al secondo posto, che riusciamo a conservare anche nei successivi bordi.
Al termine della seconda prova un gommone della giuria indica a tutte le barche di rientrare in porto. Appena rientrati in porto l'altoparlante invita tutti gli equipaggi a ritornare sul campo di regata (nonostante le condizioni son sembrino grandemente modificate), evidentemente qualcosa nella catena di comunicazione e comando non deve aver funzionato a dovere. Decidiamo che ne abbiamo avuto abbastanza e ce ne restiamo in porto.
Non sono scelte delle quali andare orgogliosi, ma è meglio un asino vivo di un leone morto.

lunedì 18 giugno 2012

Memorial Pasqualin (Aquafresca 17/06/2012)

Il pargolo fa l'attore, quindi è abituato allo stress e all'ansia che precedono uno spettacolo, dice anche di riuscire a trovare piacevoli quelle emozioni intense.
Una regata non è esattamente una rappresentazione teatrale, ma credo che l'ansia e lo stress che generano siano simili, però, a differenza di mio figlio, non sono ancora riuscito ad abituarmici e non mi sembrano piacevoli (perlomeno sul momento, a posteriori siconosco che fanno sentire molto "vivi") e quindi, in aggiunte alla situazione in sè, mi devo sopportare anche i sorrisini di superiorità dell'ingrata prole.
Oltre alle consuete preoccupazioni, stavolta c'era anche il fatto di aver dimenticato di montare il segnavento in testa d'albero prima di rizzarlo al suo posto, si rendeva necessaria la scomoda arrampicata (in realtà più passiva che attiva: si viene issati in cima all'albero tirati dalla drizza randa alata vigorosamente dall'equipaggio) sul lungo e oscillante palo d'alluminio. In qualità di componente più leggero dell'equipaggio, l'incombenza è toccata a me. Se si riesce a resistere alla tentazione di guardare in basso, non è neppure completamente spiacevole.
Preparata a modino l'imbarcazione è tempo di gettarsi nella mischia: dopo alcune incertezze del comitato di regata, dettate dalla capricciosità del vento, partiamo per la prima prova. Bolina piuttosto scadente, lato di poppa veramente fantastico, seconda bolina piuttosto disastrosa e seconda poppa incredibilmente bella. Un quarto posto con grande distacco dal terzo e poco dal quinto, coerente con le nostre potenzialità ma raggiunto in modo abbastanza inusuale: di solito andiamo meglio di bolina che di poppa. Decidiamo che accorgimenti utilizzare per migliorare le andature strette ed arriva la partenza della seconda prova. Gli accorgimenti funzionano, la bolina migliora decisamente, la poppa continua ad essere una cavalcata trionfale (per i nostri standard, ovviamente) e terminiamo la prova... quarti. Ma stavolta vicinissimi ai terzi e a notevole distanza dai quinti, e non è cosa da poco.
Terza prova a metà tra le altre due: non entusiasmante come la seconda ma neppure deprimente come la prima (avere una barca che ti sfila sottovento e che poi, senza cambiare mura, riesce a stringere a portarsi sopravvento davanti è davvero deprimente, credetemi) e chiudiamo quarti, per un quarto posto finale.
Che dire... Siamo contenti. Come equipaggio, più o meno stabile nelle ultime tre regate, abbiamo trovato un buon affiatamento e una discreta sincronizzazione, le manovre riescono piuttosto precise, abbiamo imparato a fidarci delle intuizioni tattiche di Simone e il clima in barca è decisamente positivo. Ecco: raccontare davvero bene cosa voglia dire, a livello emotivo, far parte di un buon equipaggio è impresa difficile, al di là delle mie capacità di narratore, ma è una sensazione forte di legame e condivisione, di fiducia e di rispetto. La cosa divertente, paradossale e in fondo molto zen, è che quando si stabilisce quel clima, il risultato sportivo, il fatto di vincere o no, passa quasi in secondo piano; ma i risultati, invariabilmente, arrivano. Magari saranno solo un migliorarsi, se non proprio vincere (anche perchè, purtroppo, per vincere nel nostro sport è necessario spendere, e noi di soldi non ne abbiamo), ma arrivano.

martedì 29 maggio 2012

Campionato Italiano FUN 2012

Fare un campionato sul lago di Bolsena, per noi nordici, è abbastanza scomodo, ma il paesaggio incontrato nel viaggio, lussureggiante di verdi in varie sfumature, varrebbe da solo lo sforzo. Il lago poi è stupendo, circondato com'è da borghi antichi, leggermente dimessi ma per questo più autentici. L'accoglienza da parte del circolo di Capodimonte è stata veramente ottima, generosa e precisa, con una cena di gala che non avrebbe sfigurato come ricevimento di nozze.
(Nota a margine: i giovani della classe hanno fatto un discreto casino durante la cena. In quelle condizioni non so mai se invidiarli o vergognarmi per loro. Possiamo dire che, a seconda dei momenti,  questa volta ho fatto entrambe le cose)
Dal punto di vista sportivo, per quanto ci riguarda, è stata un'esperienza altalenante: piuttosto bene la prima giornata, deludente la seconda, entusiasmante la terza, nonostante si sia riusciti a completare un'unica prova: è stata la classica regata alla ricerca dei refoli, se riesci ad essere al posto giusto nel momento giusto fai il risultatone, altrimenti finisci DNF. Essendomi trovato troppe volte nel secondo caso, ho apprezzato appieno che stavolta sia andata diversamente (per risultatone intendesi noni su diciannove barche, ci si accontenta di poco, da queste parti).
L'equipaggio è stato ottimo, con la giusta tensione competitiva ma senza esagerazioni, un gruppo di amici che si è divertito a mettersi in gioco con gli avversari. Ringrazio particolarmente Simone che, accettando una convocazione in extremis, ci ha permesso di partecipare alla tenzone.
Adesso, però, credo che non avrò più voglia di salire in barca per un po', è stato abbastanza estenuante.

domenica 20 maggio 2012

Una coppetta non si nega a nessuno

Gentleman's Cup, 19-20 maggio 2012.
Mi mancano le parole per descriverla. Abbiamo fatto, con rispetto parlando, pietà.
Ma abbiamo preso il premio per il terzo posto nella classifica timonieri-armatori. Hai presente quando qualcuno, dopo una tua prestazione veramente pessima, ti si avvicina, ti da una pacca sulla spalla e ti dice "bravo lo stesso"?
Ecco, la sensazione è esattamente quella.

lunedì 16 aprile 2012

Regata del Piantù

C'è crisi, c'è grossa crisi. Ci sono più barche che marinai, e pare che questi pochi abbiano anche altri impegni, oltre a venire in barca (chessò: qualcuno è reperibile al lavoro, altri vanno a fare gli attori, cose così), inoltre io ODIO telefonare alla gente per chiedere la loro disponibilità, per cui mi risolvo a farlo solo quando i pochi elementi disponibili sono già stati ingaggiati da altri equipaggi.
A questo si aggiunga che le previsioni del tempo, per domenica, annunciavano pioggia in tutte le possibili declinazioni (a margine: hanno sbagliato, temporali e rovesci non se ne sono visti, per il resto ha piovuto ininterrottamente con intensità variabile dalla schizzechea, per gli inglesi "drizzle", al moderato andante con brio) e sarà facile capire come, alla partenza, eravamo solo in tre.

Il percorso è dei più semplici: si parte davanti al circolo di Toscolano, si arriva fino al Forbisicle e si torna indietro passando per la boa messa di fronte al porto nuovo di Bogliaco. Peccato solo che, con il vento presente al momento della partenza, il completamento del tragitto avrebbe richiesto una settimana invece delle sette ore previste come tempo massimo. Il poco vento, comunque, spinge nella direzione giusta, appena sufficiente a gonfiare lo spi appesantito dalla pioggia, l'acqua è piatta, perturbata solo dal raro passaggio dei battelli (per i motoscafi non è ancora stagione) e il barchino si muove, lento ma sicuro, verso il nord.

Se non fosse una regata sarebbe anche una navigazione piacevole. No, riformulo: se non fosse una regata, non piovesse e non facesse un freddo incredibile sarebbe anche una navigazione piecevole, purtroppo però le cose non stanno così, e la consapevolezza di essere in gara, di dover arrivare a completare il percorso, rende la situazione piuttosto snervante. Soprattutto perchè in quelle condizioni sembra sempre che gli altri vadano come dei proiettili mentre noi siamo quasi fermi. Vediamo, in lontananza, un paio dei nostri colleghi di classe che hanno deciso di avere modi migliori per passare la domenica, e stanno tornando a motore in porto. La cosa è consolante: abbiamo matematicamente evitato l'ultimo posto, ma al contempo è fonte di stress: se non arrviamo entro il tempo limite la nostra sopportazione non sarà servita a nulla, e al danno si aggiungerà la beffa.
Ma la nostra costanza viene premiata: pian piano, senza fretta, il vento sale, la barca accelera e l'acqua comincia a cantare sulla carena. O dolce suono, balsamo per le orecchie, lenitivo di tutte le ansie e le scomodità. In completa letizia (che a questo punto acqua e freddo diventano dettagli di nessuna importanza) raggiungiamo la boa del Forbisicle, ammainiamo lo spi e ci disponiamo a una lunga e piacevole bolinata. Gli avversari non sono distanti come sembrava, sono tutti a portata di vista, e uno, inspiegabilmente, è pure alle nostre spalle. Il distacco dai primi si riduce, prendiamo una rotta più diretta per tentare una rimonta, ma il vento ci dà torto, e arriviamo alla boa di Bogliaco a posizioni invariate, dove il comitato di regata ha deciso di porre il traguardo, accorciando il percorso, per evitare alle barche la tagliola del tempo limite.
Quinti su otto partecipanti. Poteva andare peggio: poteva piovere. Di più, intendo.

domenica 18 marzo 2012

Trofeo Bianchi

L'umidità della notte condensa sulla coperta, rendendola scivolosa e infida, fortunatamente l'aria mattutina ancora frizzante sveglia il velista, che sarebbe assai pericoloso salire a bordo con i riflessi ancora appannati dal recente riposo.
Oggi è giorno di letizia, ricomincia la stagione velica dopo il letargo invernale. I regatanti sono ilari ed eccitati, motti e lazzi volano di barca in barca, e nulla pare poter disturbare questo idilliaco momento. Anche i reiterati rifiuti del motore a svolgere il dovuto lavoro (non gli si chiede poi tanto: partire e restare acceso) vengono presi con inusitata filosofia.

Purtroppo però le bizze del motore non sono la cosa peggiore che possa accadere in simili giornate: la nebbia, la pioggia (non lamentiamoci, potrebbe andare peggio: potrebbe piovere) ma soprattutto la bonaccia costringono gli equipaggi ad un triste rientro nei porti da cui erano usciti con orgogliosa sicurezza.

(che è vero, c'è assoluto bisogno di pioggia, ma perchè proprio oggi?)

domenica 22 gennaio 2012

Salò, Regata della merla

Bisogna sempre cercare di ricavare la positività in quello che ci capita e che viviamo. Qualche volta è facile, altre meno.
Alla luce di queste considerazioni, l'unica cosa che mi viene da dire sulle regate di ieri e di oggi è che sono state comunque meglio di passare la giornata davanti a un televisore.
Ecco.

venerdì 20 gennaio 2012

Felicità è...

Completare la lista dell'equipaggio per il we entro il venerdì mattina

martedì 18 ottobre 2011

Le chiglie di Campione

Ultima regata della stagione (ma tra un mesetto comincia quella nuova). Vento, freddo, sole: le condizioni migliori per risvegliare l'herpes.

Che finchè continuano a citare solo i primi tre arrivati, di noi non parlerà mai nessuno.

lunedì 16 maggio 2011

Campionato Italiano FUN 2011

Tre giorni, sette prove, ventisei barche, cinquecento chilometri; dieci, quindici, nove, quattordici, otto, tredici e tredici i parziali (scartato il quindici) per un tredicesimo posto finale, che neanche nei sogni più sfrenati.

Vento leggero il primo giorno, sostenuto il secondo, notevole anche nel terzo ma condito da un'acquazzone storico (per dire: mi è uscita una lente a contatto, peggio che essere sotto una doccia).

Ma la cosa più bella è stato passare tre giorni in barca con dei buoni amici e degli ottimi velisti. L'unico modo di migliorare l'equipaggio sarebbe stato quello di cambiare il timoniere, ma sono piuttosto restio a farlo.

Ciliegina sulla torta, i fratellazzi hanno vinto il campionato: sarò di parte, ma penso proprio sia andato a chi lo meritava di più.

Per quelli a cui piacciono i numeri, la classifica è qui.

domenica 27 marzo 2011

Trofeo Valle delle Cartiere

Poteva andare peggio. Intanto perchè finchè facciamo le regate vuol dire che siamo vivi, abbastanza in salute e senza grossi problemi, e già questo potrebbe essere considerato bastevole ad accendere un cero a una qualsiasi divinità a vostra scelta. Poi perchè la ragazza che ha subito un incidente sciistico (raccontato qui) è guarita e ha potuto finalmente fare una regata insieme a noi. Poi perchè il pargolo, compatibilmente con gli impegni scolastici, continua a venire in barca, e questo è fonte di una gioia difficile da tradurre in parole ma facile da comprendere. Poteva andare peggio, che quando abbiamo messo le barche in acqua sabato non c'era un filo d'aria, e invece poi il vento è arrivato e si sono potute fare le due prove in programma. E potevano anche andare meglio, però nella prima abbiamo approfittato del litigio di due barche per guadagnare una posizione in classifica, e nella seconda abbiamo fatto una partenza strepitosa, costringendo sia le ranocchie che i fratellazzi ad incrociarci dietro. E fa niente se poi abbiamo chiuso penultimi, queste son soddisfazioni che scaldano il cuore. Poteva andare peggio, perchè per domenica era prevista pioggia, e invece non è arrivata; c'era invece un vento leggero e costante. E potremmo imparare a far andare meglio la barca in poppa, certo, ma possiamo sempre dire che è stimolante sapere di avere margini di miglioramento (anche se è triste vedere qualcuno in parte a te, spinto dalla stessa aria, che riesce ad essere contemporaneamente più veloce e più poggiato), e comunque una posizione l'abbiamo rosicchiata grazie a una sagace e fortunata scelta tattica (fortunata ma non fortuita). E si va avanti così, cercando di imparare dalle esperienze e apprezzando ciò che di buono comunque ci capita.

domenica 13 marzo 2011

Weather forecast (Trofeo Bianchi)

Noi velisti s'è molto sensibili alle previsioni del tempo: quando usciamo a navigare siamo in balia dei capricci del vento, e conoscerli con un certo anticipo ci consente di affrontarli con un minimo di equanimità. Che piova o ci sia il sole è relativamente importante, quello che ci interessa davvero sono i movimenti dell'aria.
Da giorni le previsioni erano concordi: bassa pressione stabile, cielo coperto, piogge sparse, aria ferma, al più qualche sbuffo da sud. E noi dovevamo partire da Bogliaco, arrivare a Campione e tornare indietro, per un totale di 12 miglia e rotti, non era una bella prospettiva.

E invece, niente pioggia e tanta aria da nord, tant'è che dopo un minimo di esitazione abbiamo deciso di regatare con il fiocchetto.

Bolina impegnativa: vento, onde, acqua che ci arrivava addosso a secchiate (dal basso e non anche dall'alto, ma quando ti scende dentro al colletto è fredda lo stesso) ma a ridosso dei primi, poppa completamente sbagliata: unici di tutta la flotta ci siamo attardati sulla costa bresciana e il vento ci ha abbandonato per una mezz'ora, metre gli altri continuavano a correre (che è una cosa che farebbe incazzare anche un santo). Nel finale torna il vento anche per noi, un po' a sbuffi ma senza fermarsi. e arriva anche la tanto annunciata pioggia. Delusi, fradici e intirizziti abbiamo molto apprezzato il tepore del circolo di Gargnano e la pasta gentilmente offerta.
Siamo arrivati ultimi, possiamo solo migliorare.

domenica 13 febbraio 2011

Regata di S. Valentino (Winter cup 2010 - 11)

La cosa più complicata nella partecipazione ad una regata, al nostro livello quantomeno, è mettere assieme un equipaggio. Dal punto di vista nautico bisogna che le abilità siano giustamente assortite, e da quello umano occorre che ci si trovi reciprocamante simpatici: vado in barca per divertirmi e trascorrere il tempo litigando o assistendo a litigi altrui non rientra in ciò che considero divertente. Di solito rimando la formazione dell'equipaggio all'ultimo momento. Non per scelta ma per insipienza: faccio una fatica tremenda a prendere in mano il telefono per contattare i possibili candidati, e mi ci vuole un sacco di tempo per costringermi a farlo. Questa volta però mi ero preparato per tempo: Annibale, il mio fidato volantista, mi aveva avvertito della sua indisponibilità per la regata di oggi con largo anticipo così, già da dieci giorni, approfittando di uno scambio di mail con un'amica che desideravo da tempo coinvolgere nelle regate, gli avevo trovato una sostituzione. Fatto sta che l'amica ha pensato bene di andare a sciare il venerdì, di cadere picchiando il fondoschiena e di rendersi inutilizzabile per un po' di tempo. Così mi sono ritrovato di nuovo a dover formare l'equipaggio all'ultimo momento. Un'altra cosa abbastanza fastidiosa (e costosa, che è peggio) cui bisogna attendere per poter partecipare alle regate è la manutenzione della barca. Così venerdì ho sostituito uno strozzascotte non più funzionante, ho cambiato la cima del vang che si era scalzata e ho comprato una nuova cima per le volanti (ma non l' ho montata, perchè nel nostro porticciolo tendono a sparire quasi magicamente) Il tutto, poi, per incontrare una delle bonacce più assolute che abbia mai visto nella mia carriera di velista, immersi in una fitta nebbia e con un lago completamente piatto. Si conclude così un'edizione della winter cup abbastanza sfortunata, per quanto riguarda il vento. Meglio così, in fondo: arrivare penultimi in queste condizioni brucia un pochino meno.

domenica 6 febbraio 2011

Regata della Merla (terza tappa Winter Cup 2010-2011)

I capricci del vento, troppo in un caso e troppo poco nell'altro, hanno impedito il regolare svolgimento delle preve del campionato invernale, quindi il circolo di Salò ha pensato bene di porre rimedio al tutto programmando cinque prove per la regata di sua competenza, spalmandole sull'intero we.

Tutta questa dimostrazione di buona volontà (della quale, personalmente, avrei fatto pure a meno, perchè mettere assieme un equipaggio per due giornate mi risulta notevolmente più difficoltoso) sembrava destinata ad andare sprecata, visto che sabato il vento era decisamente scarso: il primo tentativo viene annullato ancor prima di raggiungere la boa di bolina. Dopo una discreta attesa il vento riappare, niente di che, variabile e incostante, ma almeno si riesce a partire e a concludere. Due prove, non divertenti, ma con un risultato agonisticamente apprezzabile, per quanto ci riguarda.

Domenica di sole e di vento finalmente decente, almeno per due prove. Ma noi no. Barca inchiodata. Solo un clamoroso salto di vento nell'ultima prova ci ha impedito di collezionare due ultimi.

E domenica prossima c'è l'ultima tappa.

domenica 12 dicembre 2010

Regata di Santa Lucia

Seconda prova dell'invernale 2010-2011.

Non avrebbe potuto essere più diversa dalla precedente: bel sole, cielo limpido, temperatura piacevole. E quasi totale assenza di vento.

Partenza prevista ore 12, partenza effettiva ore 14 e rotti, con un'Ora leggera leggera. Partenza tranquilla, le coperture ci inducono a scegliere la parte del campo che non avremmo privilegiato, ma il vento gira dalla nostra parte e ci ritroviamo secondi alla prima boa di bolina. Posizione che conserviamo anche dopo la poppa e l'ulteriore bolina, ma che perdiamo nel successivo lato di poppa per una sconsiderata scelta tattica (della quale, per altro, mi devo assumere la responsabilità: mica mi chiamo Bondi, io). Chiudiamo terzi di pochissimo, dietro alle ranocchie e alle ragazze di FunFollie. E va bene così.

lunedì 29 novembre 2010

Natale sul golfo

Prima prova del campionato invernale 2010-2011.
Per quanto riguarda il natale siamo fuori strada, ma invernale lo è stata davvero.
Per tutti gli equipaggi è durata pochissimo: il comitato di regata ha interrotto la prima prova e ha deciso di non cominciare neppure la seconda, perchè le condizioni meteo erano proibitive; per noi è durata circa quaranta secondi: tanto è bastato perchè una raffica, appena dopo una virata, facesse sdraiare la barca e la tenesse giù nonostante tutte le vele in bando. Daniele, che si trovava ancora sottovento, è scivolato fuori bordo, facendosi uno spiacevole bagno fuori stagione.
E' riuscito a stare aggrappato alla barca, lo abbiamo preso e ritirato a bordo nel giro di qualche minuto e poi, visto che il vento andava da quella parte, siamo andati ad attraccare a Salò.
A consuntivo solo un grosso spavento. Ma ne avremmo fatto volentieri tutti a meno.

domenica 5 settembre 2010

44° trofeo Gorla (50 Miglia del Garda)

Usciamo dal porto con qualche perplessità: ieri il vento non si è fatto vedere e anche questa mattina il lago ci accoglie placido e tranquillo. Troppo placido e tranquillo, per la precisione. Mentre ci avviciniamo alla linea di partenza il vento invece arriva, sostenuto senza essere eccessivo, 15 nodi di sincero peler.
Partiamo, nel solito trambusto di queste affollatissime regate, attenti più ad evitare contatti che a partire nelle prime posizioni: su oltre otto ore di regata, qualche secondo in più o in meno alla partenza non fanno poi questa gran differenza. Boliniamo abbastanza tranquillamente e sento che la barca non ha difficoltà a reggere tutta la tela con questo vento, le orzate occasionali, dovute a qualche raffica più intensa, sono decisamente controllabili.
Cominciano gli incroci con le altre barche. Qualche volta ci passano davanti, altre dietro, mai molto distanti. Stiamo tenendo il passo dei migliori, e ciò ci rallegra.
Ci avviciniamo al momento critico della regata, quando il vento del mattino si spegne e arriva quello del pomeriggio. E' un fenomeno ciclico e conosciuto nelle sue linee generali, ma non c'è mai modo di sapere in anticipo come andrà quella specifica volta, non c'è per altro nessuna garanzia che il vento del pomeriggio arrivi, per dirla tutta.
Oggi siamo stati fortunati: l'interregno è durato solo pochi minuti, giusto il tempo di mangiare un panino, e poi la barca è ripartita. Oltre tutto le barche della nostra classe erano praticamente tutte vicine, quindi nessuno si è trovato particolarmente avvantaggiato o svantaggiato, ma le posizioni sono rimaste pressochè invariate.
Issiamo spi e ci dirigiamo verso la boa di Torbole. Dalle nostre spalle sopraggiungono i soliti garudiani, che nelle andature portanti ci sopravanzano sempre. Anche questa volta riescono a mettere la loro prua davanti alla nostra, ma un'arguta redistribuzione dei pesi sulla nostra barca ci consente di recuperare velocità.
Ammainiamo, giriamo la boa, e ci disponiamo per il lunghissimo ritorno, ancora di bolina.
Una bellissima bolina, per altro: grande passo e ottimo angolo, superiamo e poi distanziamo quasi tutti gli avversari (che i fratellazzi sono oltre la nostra portata e non ci possiamo fare niente).
Chiudiamo secondi. Meritatamente secondi dopo esattamente otto ore di regata. Mostruosamente stanchi ma altrettanto felici.